Sea Adventure associazione gommonautica sportiva dilettantistica
affiliata al C.S.I. (Centro Sportivo Italiano)

Un'isola (dal latino insŭla) è una porzione di terra interamente circondata dall'acqua: l'anno 2020 è iniziato in un modo imprevedibile con l'arrivo del virus Covid 19 che ha mietuto moltissime vittime in tutto il mondo ed è riuscito a rallentare un ritmo produttivo che pareva non dovesse aver mai fine. Quanto sopra ha cambiato il modus vivendi di milioni di persone mandando in tilt anche piccole realtà quali il nostro test dedicato all'idrogeno che speriamo comunque di realizzare nel 2021. L'idea di rinunciare a navigare non ci ha però mai neppure sfiorato nonostante le rotte possibili si siano inevitabilmente ridotte a causa di una stagione così imprevedibile, e questa è la motivazione per cui in Sea Adventure abbiamo deciso di “isolarci” nelle isole del mar Tirreno e il raid ha preso il nome di Isolando Raid 2020.

tappa 08 Agosto: sono le 07.15 quando mollo le cime del Focchi P 730 per dare avvio a questa nuova avventura su un mare che presenta un'onda di una settantina di cm. sulla prua del gommone. Devo trovare rapidamente un'andatura che non mi faccia sballottare troppo per cui trim al lavoro abbinato alla leva dell’acceleratore e il tutto fissa la velocità sui 17/18 nodi con l'Honda 250 Vtec Sporty White che sta consumando meno di un litro a miglio. Il vento ora è stimabile sui 15 nodi ma dopo una trentina di miglia cala al pari delle onde e tutto ciò mi consente di portare la velocità attorno ai 23/25 nodi. Alle 13 sono a Calvi per fare carburante e non essere così obbligato a farlo domani ad Aiaccio o Propriano con un allungo della rotta e conseguente perdita di tempo. Alla bella ragazza del distributore chiedo come sta andando la stagione e lei mi risponde serafica “Pochi turisti e con pochi soldi!”. Il passaggio nel parco della Scandola è sempre emozionante anche se un po’ meno emozionante è la vista del golfo della Girolata pieno zeppo di barche, barconi e grandi gommoni che scaricano frotte di turisti, troppi per riuscire a godere appieno di un paesaggio che appena qualche anno fa era definibile come marittimo/rurale.

2° tappa: un poco prima delle otto lascio il golfo della Girolata senza rimpianti vista la calca di imbarcazioni grandi e piccole che ne snaturano una quiete altrimenti ancestrale e faccio rotta su Alghero dove arrivo alle 12.45 dopo 115 miglia di splendida e rilassante navigazione che mette in mostra gli straordinari consumi del binomio Focchi/Honda 250 Vtec, roba da 0.80 litri/miglio, davvero impressionante. All’ingresso del porto trovo Alessandro, che insieme al padre Federico gestisce i pontili Sermar, con il gommoncino che porta la Lilli, un cane femmina di nobili genitori sconosciuti, posizionata a mò di polena che mi danno il benvenuto. Chiamo l’amico Federico e gli chiedo se pensa che il distributore sia aperto a quest’ora ma la risposta non lascia il campo a equivoci “Non lo so ma vieni subito che stiamo spadellando le cozze!”. E ad un invito di tal fatta non si può certo contravvenire!!!

3° tappa: ieri è passato in un batter d’occhi con i ricordi degli amici e il posizionamento degli adesivi degli sponsor che hanno finalmente trasformato il Focchi in un autentico gommone da raid. Salutati gli amici prendo la via del distributore per fare il pieno ma quando arrivo alla pompa l’addetto, molto professionalmente, mi comunica che ha solo 600 litri nelle cisterne e questo significa sospensione ed impurità che andrebbero a finire nei miei serbatoi creando probabilmente problemi al mio bell’Honda Sporty White. Cosa fare, aspettare la cisterna che arriverà nel pomeriggio o partire con la speranza di riuscire ad arrivare a Stintino meta di giornata? Cosa sarebbe mai la vita senza qualche rischio, onde per cui parto fidando nei bassi consumi del binomio Focchi/Honda 250 Vtec ma soprattutto nella frase latina “audentes fortuna iuvat” (la fortuna aiuta gli audaci). Devo dire che è un rischio calcolato visto il gran numero di imbarcazioni presenti in mare da cui potrei farmi dare qualche litro di benzina anche se con il senno di poi avrei potuto farmi riempire la tanica di scorta e poi filtrare la benzina con il mio imbuto/filtro. Ma si sa che del senno di poi son piene le fosse e così, dopo aver passato lo stretto dei Fornelli, entro trionfante nel porto di Stintino per fare carburante e la pompa sentenzia che nei due serbatoi entrano 198 litri su 207 totali e qui, oltre alla fortuna iuvat devo rimarcare che oggi ho navigato a 18.9 nodi con 14.6 lt/h il che ha quasi del miracoloso.

4° tappa: grazie ai buoni uffici del mio nuovo amico Giancarlo Salis ho potuto ormeggiare al Marina di Stintino, cenare in un favoloso agriturismo dove con enormi difficoltà sono riuscito a sopravvivere alla distruttiva massa di cibo che per poco non mi ha sovrastato, e dormire in uno splendido residence. Ma ora è il momento dei saluti e il Raymarine è già puntato sulle mitiche Bocche che come consuetudine qualche salto me lo fanno fare; a seguire la costa presenta luoghi incantati come Cala di Volpe, Porto Cervo, le isole di Soffi e Mortorio e altro ancora sino al porticciolo di Ottiolu dove mi fermo a fare carburante per poi proseguire verso la meta finale rappresentata dal porto de La Caletta. Le ultime miglia sono falcidiate da un mare di Scirocco, corto e duro, che mi costringe a navigare a velocità poco consone al Focchi che però dimostra di cavarsela egregiamente e soprattutto in modo decisamente asciutto. Questo è il messaggio che leggo appena arrivato in porto e scritto da Marco visentin che ha acquistato il Focchi 570 usato da me e Giovanni 2 (Micheli) lo scorso anno nel raid Mediterraneo x Due. “Ciao, ero in sosta a cala dell’Asino e ho visto passare in lontananza un Focchi 730, così ho preso il binocolo e ti ho visto al timone. Ho provato a telefonarti per un saluto ma solo quando sono ripartito mi sono accorto dello scirocco che stavi affrontando”. Quanto sopra ci dice che ci preoccupiamo di mancanza di privacy procurata dalle moderne tecnologie e poi basta un semplice binocolo per violarle allegramente; ovviamente sto scherzando ma sono felice che qualcuno sia stato testimone del fatto che non navigo sempre con mare piatto.

5° tappa: la serata è passata in compagnia dell’amico Franco Soldani insieme alla deliziosa Marinella dopodiché ho dormito sulla loro barca per essere pronto alla partenza verso Porto Corallo. La navigazione scorre tranquilla e in meno di quattro ore arrivo nel bel porticciolo sardo sotto una caldo ossessionante; per fortuna incontro Giuseppe Siddi, titolare del Cantiere Nautico Porto Corallo nonché dealer Honda Marine, che devo sentitamente ringraziare assieme ai suoi collaboratori che si sono fatti in quattro per trovarmi un confortevole giaciglio per la notte in quel di Muravera provincia del Sud Sardegna...

6° tappa: sono le 08.00 e sono in attesa della navetta che mi riporterà da Muravera a Porto Corallo dove darò avvio alla lunga traversata sino a Trapani; fa già un caldo terribile e mi aspettano 170 miglia di mare che per fortuna Poseidone tiene a livello olio o poco più e così alle 16.35 il Withe Bullet, ormai denominato anche la Freccia delle Egadi, entra felicemente nel porto trapanese dopo 168 miglia percorse in 7 ore e 20 minuti alla media di 23.33 nodi (fermate comprese) con un consumo effettivo di 146 litri, ovvero, 0.87 litri/miglio!!! E qui le chiacchere da banchina stanno a zero poiché sino ad ora avevo sempre pensato che consumi del genere con un battello a pieno carico di oltre sette metri motorizzato con 250 hp fossero solo fantascienza…

7° tappa: la giornata di ieri è stata dedicata agli amici di sempre, il Comandante Ignazio Puleo, Peppe Miceli titolare dell’omonimo cantiere, il fratello Vito a cui si sono aggiunti i Cannamela e i fratelli Strazzera che mi hanno mostrato un nuovo prototipo di gommone costruito interamente in vtr, tubolari compresi, che promette faville e che con molte probabilità tornerò per provarlo in mare. Con un po’ di malinconia lascio Trapani per Pantelleria seguendo la rotta canonica per non finire sulle numerose secche, affioranti e non, che infestano questi luoghi meravigliosi, quindi, prua sulle Formiche poi virata nel canale di Favignana dopodiché rotta diretta sull’isola del vento dove giungo alle 14.00 accolto dai ragazzi della Tortuga Marine e poco dopo dall’amico di sempre Giovanni Del Gatto.

8° tappa: i consumi fatti registrare ieri nelle 75 miglia da Trapani a Pantelleria richiedono un rabbocco di una cinquantina di litri che Federico ed Eros, i due aiutanti di Giovanni portano a compimento in pochi minuti con le taniche. Sull’imbrunire l’amico Del Gatto mi porta a fare il pieno di capperi in un piccolo cascinale sui monti dove il simpatico e attempato contadino si lascia convincere a condurmi nell’antro delle meraviglie, ovvero, dove produce in proprio quel nettare chiamato Zibibbo e il seguito diventa un vero e proprio rito: tre botti riempiono la cantina e dalla prima di queste il guru mesce un microassaggio di nettare che ritengo meraviglioso seppur leggermente dolce per i miei gusti… “Questo ha un anno di invecchiamento, sentenzia il cantiniere mentre preleva un altro assaggio dal secondo contenitore mimando il segno 5 con le dita della mano: cinque anni d’invecchiamento, e qui mi sono involato nell’Olimpo dove Bacco e il Bracco erano ormai indissolubilmente abbracciati… Ma non è ancora finita perché il terzo contenitore contiene un nettare con 16 anni d’invecchiamento; a Genova direbbero tropa roba, un sapore sin troppo secco per il mio palato visto che sono ancora ammaliato dai cinco anos, chissà, forse una lontana rimembranza mentale del famosissimo numero 5 di Chanel…

9° tappa: lascio l’ormeggio alle 07.45 con rotta sul Marina di Ragusa ma prima faccio una breve sosta sotto alla punta del faro per un saluto agli amici di facebook dopodiché motore a 3.200 r.p.m. che corrispondono a 25-26 nodi con il Focchi che scivola leggiadro sulle splendide acque del canale di Sicilia. Ci vogliono circa sei ore per giungere alla meta passando dinnanzi alla famosa verandina del commissario Montalbano che suscita sempre un po’ d’emozione in uno dei suoi fan più accaniti. All’arrivo trovo disposizioni per l’ormeggio di cui sentitamente ringrazio la Direzione del Marina di Ragusa e poco dopo arriva l’amico Gianni Iengo per farmi gli onori di casa e che mette subito in movimento la sua possente macchina organizzativa, in questo caso Francesco Carrubba, in arte gommonautica Cicciuzzo, per trovarmi un letto per le notti a venire.

!0° tappa: ieri doppia uscita, prima con il Circolo Andrea Doria e poi con alcuni amici del Circolo Nautico Cava d’Aliga e in questo caso grazie all’amico Vincenzo Sghembri posso finalmente ottenere le foto del gommone in navigazione che potete ammirare in queste pagine. A sera pizza in quel di Cava d’Aliga con il Focchi ancorato in acque libere dinnanzi al Circolo e per farmi tornare a bordo senza andare ammollo Gianni e Cicciuzzo “prendono temporaneamente in prestito” un pedalò lasciato imprudentemente in spiaggia. E’ arrivato il momento di lasciare la bella compagnia e puntare la prua sull’isola di Lipari; la prima parte della navigazione si svolge senza problemi ma già una trentina di miglia prima dello stretto il mare inizia a farsi sentire sulla prua e le cose peggiorano parecchio entrando nel lungo budello dove navigo con fatica tra gli 8 e i 10 nodi sino all’uscita dallo stretto. Appena raggiunte le acque calme fermo il gommone per risolvere le seguenti problematiche: pipì, doccia, mangiare una pesca e telefonare all’amico Augusto D’Albora a Lipari ma le cose non andranno così perché appena mi siedo sul tubolare per sfilarmi i calzoncini sento due fuoribordo avvicinarsi di gran carriera, mi volto e mi trovo Claudio Romanò e un altro gommonauta calabrese con tanto di mogli al seguito che stavano aspettando il mio passaggio e che per l’occasione mi sorprendono in mutande con grandi risate generali. Mare tavola per le ultime 34 miglia e incontro con l’amico Augusto D’Albora che con la splendida Roberta saranno i miei anfitrioni nella sosta in quel di Lipari.

11° tappa: sono le 08.00 quando lascio la perla delle Eolie e mentre saluto Augusto punto il Raymarine sul golfo di Napoli. Navigate poche miglia avverto che la timoneria non reagisce più con la consueta prontezza e sono costretto a ruotare il volante per più giri per riuscire a correggere la rotta; fermo il gommone, apro il tappo della pompa e di olio non ne vedo, al momento l’unica cosa che posso fare è immettere un po' d'olio idraulico nella pompa sperando che non fuoriesca troppo velocemente. Riparto con un netto miglioramento nella guida anche se questo stato dura poche miglia e con grande fatica riesco a mantenere in rotta il Focchi sino all’ingresso nel pittoresco porticciolo di Mergellina, dove tento di entrare nel piccolo spazio riservato al distributore per fare carburante. Dico tento, perché l’Honda sterza con fatica solo a sinistra e lo sguardo preoccupato del benzinaio la dice lunga sul tipo di manovre che mi vede fare e quando finalmente riesco a infilare la prua al posto giusto mi urla di spegnere il motore per paura che possa far danni! Spiegato il problema di cui soffre il gommone mi guarda allarmato chiedendomi dove intendo andare in quello stato, dai Marinelli rispondo, ovvero ai pontili che si trovano ad un centinaio di metri dietro di me e che peraltro raggiungo in retromarcia perché riuscire far ruotare il gommone di 180° è un’impresa fuori della mia portata.

12° tappa: la diagnosi era giusta, un raccordo della pompa si è allentato lasciando uscire l’O-ring dalla sua sede mentre l’altro raccordo si apprestava a seguire identica sorte. Grazie ai buoni uffici del Cantiere Nautico Marinelli che oltre alle proprie maestranze si avvale anche dei migliori professionisti della zona, sono arrivati due alfieri della Nautica Talamo che dopo il dovuto serraggio dei raccordi hanno ripristinato il livello e spurgato l’aria dai condotti rendendo nuovamente operativa la timoneria Mancini e ora sono pronto per la tappa più lunga del raid, quel Napoli isola d'Elba che va ben oltre le 200 miglia. Il canale di Procida è già trafficatissimo nelle prime ore della giornata e le miglia successive portano un'onda piuttosto dura sulla prua del gommone che continua sino al promontorio del Circeo, poi lentamente il mare si ammorbidisce e da quel momento posso dare un po' di manetta e far distendere il Focchi al di sopra dei 22 nodi. Lontano lontano intravedo l'Argentario che a questa distanza pare un'isola avvolta nel mistero, e proprio in quel momento dal Rockford Fosgate David Gilmour (Pink Floyd) suona le prime note di Marooned (abbandonato) e questa non può essere una semplice coincidenza, solo il Fato può tanto, e un'emozione come questa vale da sola tutte le 11 ore passate a bordo per coprire le 220 miglia che mi hanno portato in quel di Porto Azzurro...

13° tappa: ieri mi sono spostato nel prestigioso marina di Puntone di Scarlino (Follonica) dove ho fatto vedere il gommone a persone interessate poi mi sono diretto sul marina di Salivoli (Piombino) un porto tranquillo con personale gentilissimo, prezzi abbordabili (20,00 € per una notte) e un ristorante di ottima qualità. Ora sono pronto per l'ultima tappa di questo raid nato sotto il segno del Covid 19 e condizionato da tempi di preparazione strettissimi; sono le 08.00 quando punto l'Axiom 7 RV sul golfo di Genova che dista 120 miglia, il mare è buono anche se la consueta ondina di prua con i suoi alti e bassi mi romperà i maroni sino all'ultimo. Qualche miglio prima di entrare in porto scatto un paio di foto al Raymarine con i dati dei consumi che continuano ad apparirmi straordinari visto che il Focchi è in acqua da quasi un mese e l'unica volta che ho pulito la carena è stato in quel di Pantelleria. E' fatta, entro in porto felice che sia andato tutto per il meglio anche se sento già un po' di nostalgia perché almeno per qualche giorno del mare mi resterà solo il ricordo...

Le tappe di Isolando 2020

Genova - Golfo della Girolata 125 mg

Girolata - Alghero 130 mg

Alghero - Stintino 45 mg

Stintino - La Caletta 115 mg

La Caletta - Porto Corallo 75 mg

Porto Corallo - Trapani 170 mg

Trapani - Pantelleria 70 mg

Pantelleria - Marina di Ragusa 140 mg

Marina di Ragusa - Lipari 170 mg

Lipari - Napoli 140 mg

Napoli - Porto Azzurro (Elba) 225 mg

Porto Azzurro - Salivoli 25 mg

Salivoli - Genova 120 mg

Miglia totali 1.550

Dati tecnici di navigazione

Giorni di navigazione 13

Ore di navigazione 77

Miglia percorse 1.550

Consumo totale 1.340 litri

Consumo orario 17.40 lt/h

Consumo per miglio 0.86 lt/miglio

I protagonisti del raid

Il Focchi 730P impiegato quest’anno è una speciale versione del più noto 730 Family destinato al diporto. La differenza consiste nella diversa conformazione della prua, più alta, per fronteggiare meglio i frangenti. Questa versione nasce per le esigenze della Guardia Costiera tunisina (il gommone viene, infatti, costruito in Tunisia) e dei pescatori sportivi. La coperta è realizzata all’insegna dell’essenzialità, che ben si addice a un impiego «Pro», ma che andrebbe rivista per il diporto magari spostando più in avanti la consolle, realizzando una dinette a poppa e una seduta in vetroresina in grado di contenere almeno il frigorifero. I serbatoi del carburante sono due da 100 litri posizionati a centro battello, mentre quello dell’acqua è da 45 litri ed è allocato nel gavone di poppa. La carena è velocissima (è una «specialità» di tutti i gommoni Focchi), ma al contempo offre buone prestazioni anche sul mosso e, dato da non sottovalutare, è molto asciutta. La qualità delle rifiniture è buona e gli incollaggi dei tubolari sono realizzati con la professionalità che da sempre contraddistingue il marchio ravennate. Da rivedere, invece, la bitta di prua e l’inclinazione della seduta che costringe il timoniere a un continuo sforzo sulle gambe; buona, infine, la protezione offerta dalla consolle di guida

Il Motore

Il fuoribordo Honda BF250 V-Tec Sporty White impiegato per «Isolando 2020 raid» è lo stesso utilizzato nel raid «Mediterraneo x Due» dello scorso anno. L’unità si basa su un’architettura con 6 cilindri a «V» (60°), singolo albero a camme in testa (SOHC) e 4 valvole per cilindro (distribuzione a fasatura variabile V-Tec) comandate da una catena. La cilindrata è di 3.583 cc. E’ dotato del sistema di aspirazione diretta dell’aria Direct Air Intake, della funzione Blast (Boosted Low Speed Torque) che fornisce più coppia nelle fasi di accelerazione e grazie all’EcoMo, cioè la mappatura elettronica che riduce il rapporto stechiometrico per ottenere una carburazione «magra» e far risparmiare benzina. L’alimentazione è a iniezione indiretta programmata PGM-Fi. Elevato il rapporto di riduzione al piede (2,00:1) che permette di montare eliche più «lunghe» a tutto vantaggio della velocità, della rumorosità e dei consumi. Il BF250 V-Tec installato sul Focchi 730P era, inoltre, equipaggiato con la manetta elettronica drive by wire «IST» (senza il collegamento con cavi meccanici tra monoleva e fuoribordo) e di un’elica in acciaio a tre pale Mirage da 14” 5/8 x 23”.

Il GPS

Il nuovo Raymarine Axiom 7 RV è un display multifunzione touchscreen con schermo da 7”. E’ dotato del sistema operativo LightHouse 3 e la rapidità di elaborazione del processore quad core rende l’acquisizione dati molto veloce. Le schermate sono intuitive: basta aprire la carta, puntare la meta, poi pigiare il tasto «GoTo» (Vai a) per ottenere la rotta, i gradi bussola, le miglia mancanti all’arrivo, insomma tutto ciò che serve. In questo nuovo modello, nel caso si voglia cambiare la destinazione «GoTo», non c’è più bisogno di annullare la precedente meta, ma basta impostare la nuova e il gioco è fatto. Nella sezione «I miei dati» vengono memorizzate tutte le informazione della navigazione che restano in memoria disponibili per ogni tipo di controllo.

Sea Adventure ringrazia: Cantiere Focchi, Honda Marine, Raymarine, Cocoon, Jewel Marine, Mancini Mavimare, Hertel Teli, Cecar Nautica, Nautica Marinelli, Nautica Talamo. Le foto in navigazione sono di Vincenzo Schembri.

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