Come preparare un raid La parola raid ha il potere di evocare isole misteriose e navigazioni no limits ad ogni gommonauta degno di questo nome, ed è ormai di pensiero comune che rappresenti la massima espressione della navigazione e dell'avventura a bordo di un gommone. L'etimologia della parola inglese "raid" significa letteralmente incursione, quindi, un termine solitamente usato in gergo militare per definire un’operazione mirata ed eseguita da truppe speciali ma, ovviamente, il tipo di raid che intendiamo preparare è quello che vede protagonisti uno o più normali gommoni che intendono raggiungere la meta tanto sognata.
Che cos'è un raid Che cosa differisce una semplice navigazione in gommone o una tranquilla vacanza famigliare da un raid? Questa è una domanda piuttosto complessa alla quale si può rispondere che gli elementi principali che differenziano il raid dagli altri tipi di navigazione sono la lunghezza in miglia del percorso (tante), e la sua durata nel tempo (poca), due parametri che vengono stabiliti all'origine del progetto. La molla che fa scattare il meccanismo arriva solitamente dalla voglia di vivere un'esperienza diversa e, se il raid in solitaria si presenta come l'obiettivo più affascinante e impegnativo da raggiungere, il raid di gruppo è quello che offre maggiori possibilità di realizzazione poiché consente di farvi partecipare famiglia e/o amici. Formare il gruppo
L'equipaggio, o meglio gli equipaggi, rappresentano uno degli nodi più importanti da sciogliere nella fase di preparazione del raid, in quanto saranno proprio loro i principali artefici del successo o del naufragio del raid stesso e adesso andiamo ad esaminarne il perché: cominciamo dal comandante, per intraprendere un raid ci vuole spirito di adattamento e capacità decisionali, nei momenti peggiori l'equipaggio non saprà cosa potrà succedere e, soprattutto, come dovrà comportarsi, e aspetterà di essere rassicurato da chi è al comando dell'imbarcazione. Proprio nei momenti topici sarà il comandante che, ogni momento, dovrà dimostrare di avere la situazione sotto controllo, pena la diffusione del panico tra i passeggeri, una problematica assolutamente da evitare. Un'altra condizione da prendere in seria considerazione è l'adattabilità dei partecipanti alla vita di gruppo ma, ancora più importante, è la presenza di qualcuno pronto ad intervenire con tatto ed intelligenza per smussare anche i più piccoli attriti che, altrimenti, possono diventare causa di screzi e malumori. Da tenere d'occhio che in navigazione non si verifichino continui tagli di scie tra le imbarcazioni, situazione che diventa particolarmente pericolosa quando la stanchezza comincia a farsi sentire facendo scendere il livello dell'attenzione dei timonieri. Durante l'unico raid di gruppo da me organizzato, il Sea Experience Challenge 2005, ho imparato a mie spese che per portare felicemente a termine un raid impegnativo ci vuole un grande affiatamento tra gli equipaggi ed una buona omogeneità nelle prestazioni delle imbarcazioni partecipanti, sia come tenuta di mare, sia per il mantenimento di una buona velocità di crociera; meglio passare per fiscali quando si fa la selezione, che trovarsi alle prese con persone e/o imbarcazioni poco adatte a navigare con gli altri. L'itinerario e la meta
Sono certo che tutti noi gommonauti vorremmo cavalcare lo spirito d'avventura che fu proprio del grande Ulisse che voleva esplorare l'ignoto anche a costo di enormi sacrifici, facendosi addirittura legare per sentire il canto delle Sirene ma, purtroppo, noi dobbiamo fare i conti con la triste realtà odierna e accontentarci di raggiungere ed esplorare qualche isola o le accoglienti coste del Mediterraneo. La meta e l'itinerario dovranno essere scelti a misura degli equipaggi e dei mezzi nautici che vi parteciperanno, cercando di prevedere tappe che non mettano sotto pressione gli equipaggi, pena un sempre possibile ammutinamento; inoltre, più informazioni si avranno sui luoghi da raggiungere, più facile sarà prevedere le soste e gli approvvigionamenti di viveri e carburante e le zone più adatte al pernottamento. Le informazioni più importanti riguardano il meteo della zona nel periodo del viaggio, l'ubicazione dei distributori di carburante, la presenza di scivoli per il varo e l'alaggio e le possibilità di ormeggio presenti lungo tutto il percorso; ottimale la partecipazione di qualcuno che abbia già navigato e/o visitato la zona interessata. Quello che dirò ora vale per la grande maggioranza dei gommonauti ma, ovviamente, non per tutti: nella scelta dell'itinerario si dovrà tener conto che per il comandante il raid rappresenta l'avventura, la scoperta dell'ignoto e lo scarico di tanti stress accumulati nei mesi di lavoro; per i figli si tratta di una vacanza che li vede scopritori dei segreti della navigazione, protagonisti nei lavori di bordo e visitatori di luoghi incantati; per la moglie o la compagna, il raid è normalmente un'inesauribile fonte di stress e paure, poiché navigare così lontano dalla costa non le è abituale, inoltre, lei non si fida molto dell'esperienza di chi è al timone. E poi c'è il temutissimo fattore C, ovvero i capelli; i signori maschietti non sorridano, il problema è gravissimo, almeno per lei che non può disporre dell'asciuga capelli casalingo e, se è vero che per mare non ci sono osterie, è anche vero che non ci sono neppure coiffeur! Scherzi a parte, nella pianificazione delle tappe si dovrà conoscere la capacità dei serbatoi del carburante di cui sono dotati i mezzi, quindi, dell'autonomia di navigazione e stabilire delle tappe che ne tengano debito conto, prevedendo anche delle valide alternative in caso di sfortunate ma sempre possibili avarie. Per finire, ricordate che la formula del perfetto raid recita che la quantità delle miglia da percorrere è inversamente proporzionale al numero di partecipanti, come a dire che è estremamente rischioso programmare un itinerario lungo e impegnativo con tante imbarcazioni partecipanti, questa soluzione si rivelerà fatalmente foriera di problematiche molto difficili da superare. Credo risulti facilmente comprensibile a tutti che, quando c'è da decidere, è molto più facile mettere d'accordo due equipaggi che non dieci; inoltre, più battelli ci sono e più aumenta la possibilità di eventuali avarie. Lo stesso infelice risultato si otterrà preventivando tappe troppo lunghe che quasi certamente metteranno in crisi i partecipanti meno allenati alla navigazione e, soprattutto, le donne e i bambini. L'allestimento del gommone
La perfetta conoscenza delle prestazioni del proprio gommone è la base fondamentale per partecipare ad un raid senza creare problemi al resto dei partecipanti anche se, purtroppo, è abbastanza comune sentire persone che sopravvalutano le proprie doti di navigatori e quelle del loro gommone. La prima operazione da farsi, o da far eseguire dal proprio meccanico di fiducia, sarà un buon check up del gommone, del motore e di tutta l'impiantistica che dovranno dimostrarsi in perfetta efficienza ed esenti anche dal minimo sintomo di malfunzionamento che, nel caso, andrà verificato scrupolosamente, poiché, le molte ore di navigazione metteranno crudelmente a nudo tutto quello che può rompersi e, stando alla famosa legge di Murphy, è decisamente meglio prevenire che... trovarsi nei guai. Riserva carburante: il/i serbatoi dovranno offrire ampie garanzie anche per le tappe più lunghe e, in caso di dubbio, bisognerà integrare l'autonomia con taniche o serbatoi supplementari. I consumi andranno controllati seriamente prima di stabilire le tappe ed avere una riserva garantita di almeno il 30% contribuirà alla sicurezza della navigazione. Anche la riserva d'acqua dolce (doccetta) è di vitale importanza, soprattutto, se a bordo c'è una o più donne... ricordatevi il temibile fattore C. Sistema di ancoraggio: due ancore armate e pronte all'uso serviranno a mantenerci in sicurezza nel caso di ancoraggio in zone ventose e nei casi serva dare un'ancora anche a poppa. Di ancore ne esistono di svariate forme e pesi, il consiglio è di orientarsi su modelli tipo Bruce, CQR, Danforth; non starò a sviscerare le prerogative di questi modelli ma posso dire che li ho enunciati in ordine di preferenza. L'ancora dovrà essere del peso adatto all'imbarcazione su cui verrà installata ma ricordate che l'ancora svolge la sua funzione di tenuta soprattutto in base alla forma e non al peso; dico questo perché durante il mio girovagare ho visto ancore da 10 kg su gommoni da 5 metri e piccoli ombrelli da 2 kg su imbarcazioni da sette metri ed oltre. La cassetta degli attrezzi è obbligatoria e andrà riempita con gli attrezzi di sicura utilità e che si sanno usare, è inutile portarsi una chiave dinamometrica se si è completamente digiuni di meccanica. Box attrezzi: la dotazione minima dovrebbe comprendere quanto segue: una serie di chiavi inglesi dalla 6 alla 22 mm; pinze normali e a punta lunga; un set di cacciaviti con punte a taglio e a stella; un martello medio; un punteruolo; un piccolo seghetto; filo di ferro zincato; un cutter; un metro; un minitester; nastro isolante; nastro ad alta tenuta (tipo 3M); un barattolo di grasso marino; una bomboletta di CRC; qualche spezzone di carta abrasiva; un kit per la riparazione dei tubolari; una confezione di resina speciale da utilizzarsi anche in acqua. Una parte importante della tranquillità dell'equipaggio verrà dal suo buon riposo notturno; per questo è indispensabile avere una tenda notte efficiente e comoda da montare; va da sé che è decisamente meglio srotolare una tenda realizzata in un pezzo unico che montare e smontare ogni giorno una tenda formata da tanti pezzi. Se non viene usata in navigazione, non preoccupatevi se la forma non è troppo aerodinamica, deve invece permettervi di stare in piedi sia a poppa che a prua, essere impermeabile, e sagomata in modo da non formare sacche di raccolta di acqua piovana; due aperture, a prua e a poppa, e una laterale sono necessarie per agevolare l'ingresso/uscita a bordo. I sostegni ed il sistema di fissaggio devono essere a prova di vento forte pena la possibilità di trovarsi senza copertura, con conseguente possibile rinuncia al campeggio nautico da parte del resto dell'equipaggio. Il vestiario: andrà bene il tipo di vestiario che si usa abitualmente, tenendo conto che non conviene esporre l'epidermide al sole per molto tempo pena ustioni e bruciature. E' d'obbligo disporre di una buona cerata e di un paio di occhiali a mascherina visto che un temporale o un repentino cambio di temperatura sono sempre in agguato anche in estate. Un buon consiglio: non è conveniente stare a piedi nudi se si naviga per ore stando in piedi; quanto sopra causa dolorose “talloniti” che possono essere evitate con l'uso di calzature o ciabatte che offrano un giusto appoggio alla pianta del piede. La cambusa andrà fatta secondo le abitudini alimentari di ciascun partecipante, tenendo conto che è inutile sovraccaricarsi di roba deperibile, che si può trovare fresca ogni giorno, mentre sarà importantissimo avere sempre a disposizione una buona riserva di acqua per dissetarsi. Chi desidera cucinare seriamente dovrà dotarsi di un fornello a due bocche, di una padella e di una pentola adatta al numero di persone imbarcate; per chi invece si accontenta di un caffè o del caffellatte mattutino, basta un fornelletto portatile, una caffettiera ed un bricco per il latte. Passiamo agli strumenti di navigazione e di comunicazione: una buona bussola e un GPS, fisso o portatile, saranno più che sufficienti a garantire la giusta rotta anche nel caso capitasse di rimanere isolati dal gruppo mentre un VHF, anche in versione portatile, vi permetterà di comunicare con gli altri partecipanti. Dotazioni di sicurezza: ovviamente tutte quelle di legge che possono essere integrate da un telefono o da un trasmettitore satellitare (Spot) nel caso di lunghe navigazioni lontano dalla costa. Gli strumenti di navigazione devono comprendere una buona bussola e un GPS, fisso o portatile che saranno sufficienti a garantire la giusta rotta anche nel caso capitasse di rimanere isolati dal gruppo; un VHF, anche in versione portatile, vi permetterà di chiedere soccorso o comunicare con gli altri partecipanti al raid. La cassetta dei medicinali non dovrebbe mai mancare a bordo di un'imbarcazione, tanto più se si vuole navigare per tante miglia o andare in luoghi poco frequentati; non è necessario portarsi una sala operatoria, basterà avere a disposizione i medicinali di uso comune. Gli inconvenienti più comuni sono quelli causati da una prolungata esposizione ai raggi solari, al vento e ai cambi repentini di temperatura che possono causare scottature, colpi di sole, congiuntiviti etc. Per prevenire questo tipo di incidenti basterà proteggersi con indumenti adeguati, indossare sempre occhiali da sole e cospargere tutte le parti esposte al sole con creme ad alto fattore di protezione. Cassetta dei medicinali: Foille pomata per ustioni e scottature. un antibiotico a largo spettro in caso di temperature corporee elevate. un antistaminico per curare allergie, punture di insetti etc. un antidiarroico Imodium o simili, un disinfettante intestinale, Bimixin o simili, per risolvere eventuali problemi intestinali. un antiemetico, Stimetil o simili, contro il vomito. due disinfettanti, uno per le ferite e l'altro per rendere potabile l'acqua come l'Amuchina, che servirà anche per lavare le ferite e le scottature solari. un paio di forbicine e pinzette. Bisturi monouso (almeno 2). un pacco di compresse di garza sterile. un rotolo di cerotto alto 3 cm. un pacco di cotone idrofilo bende e garze di varie dimensioni. un laccio emostatico. Dotazioni di sicurezza: ovviamente tutte quelle di legge che possono essere integrate da un telefono o da un trasmettitore satellitare (Spot) nel caso di lunghe navigazioni lontano dalla costa. A questo punto non resta che un ben augurante “in c... alla balena”
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