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Romania raid '08 (da Bari a Genova passando per il Mar Nero)
Una delle regole della nostra associazione prevede di cambiare cantiere e gommone ogni anno ma, a causa delle peripezie del raid Surface Drive dello scorso anno, abbiamo voluto proseguire la nostra collaborazione con il cantiere di Muggiò (MI) anche per il 2008 e la scelta del gommone per questo Romania Raid 2008 è caduta sul nuovo E-motion 29; la motivazione era dimostrare che è possibile fare del camping nautico a largo raggio con costi di gestione ridotti; per ottenere questo risultato ho pensato di installare una motorizzazione "minimale" ma in grado di offrire buone prestazioni unite a consumi umani; la scelta è così caduta sui nuovi Suzuki DF 175 che possiedono una coppia strepitosa e ottimi consumi. Purtroppo la preparazione del battello ha subito un notevole ritardo causato del successo di vendite di questo modello, situazione che ha fatto slittare la partenza sino a Venerdì 26 Luglio.
il varo dell'Emotion 29 a Torre a Mare (BA) 1°
tappa) ieri alle 20.30 abbiamo varato l'E-motion sulla spiaggia
di Torre a Mare (BA) e, dopo una brevissima prova che ha sancito l'utilizzo
di eliche a tre pale da 16” x 20”, il gommone viene ormeggiato
in attesa della partenza di oggi. Salutati gli amici e i ragazzi della
Tecnoresin che hanno reso possibile il miracolo della partenza, hanno
infatti lavorato per una settimana dalle 06.00 alle 21.00, e acquistati
acqua e viveri, alle 11.45 mollo gli ormeggi con direzione Otranto.
Il mare è buono e le 100 miglia per arrivare alla meta saranno
utilissime per vedere se tutto è a posto e per avere un primo
riscontro sui consumi; l'E-motion danza leggero sulla superficie del
mare e l'andatura più redditizia sembra essere intorno ai 23
nodi con i motori a 3.800 giri. Ci vogliono quattro ore e mezza per
arrivare nel porto di Otranto dove il rabbocco del carburante sentenzia
168 litri; un rapido conto della serva dice 37.33 ma devo tener conto
che il pieno iniziale è stato fatto con il gommone sul carrello
e l'inclinazione del battello era probabilmente differente, quindi,
è meglio non lasciarsi andare a facili entusiasmi anche se le
premesse sembrano ottime.
il modernissimo ponte di Patrasso In poco più di cinque ore e mezza sono davanti al canale di Corinto e dopo quasi un'ora d'attesa supero la numerosa concorrenza (le altre barche in attesa) ed entro nel canale preceduto soltanto da una nave mercantile;
è la settima volta che attraverso il canale di Corinto l'emozione di navigare in questo
lungo budello è sempre grande anche se oggi il caldo è
davvero insopportabile. L'arrivare per primo e l'essere già schedato
nel computer dell'addetto al pagamento del pedaggio (€ 54,00 ma
credo ci sia uno sconto in base al numero dei passaggi) mi consentono
di andarmene velocemente a mollo per un bagno ristoratore. Riparto con
rotta su Nea Peramos che si trova all'interno dell'isola di Salamina
dove ho appuntamento con alcuni soci del Club del Gommone di Milano
che stanno per iniziare la loro vacanza in terra ellenica; dopo i saluti
e aver assistito al varo degli ultimi arrivati, per festeggiare degnamente
l'incontro si va a cena tutti insieme.
i sei equipaggi milanesi nei pressi di Capo Sunion Nelle prime miglia navigo tranquillo
perché coperto dalla lunga isola di Eubea ma quando doppio il
versante sud per puntare su Skiros, il vento arriva fortissimo ed improvviso
e un'onda di almeno tre metri inizia a picchiare sulla prua del gommone.
Mi restano ancora 55 di miglia che percorro ad una velocità tra
gli 8 e gli 11 nodi ed arrivo alla meta soltanto alle 18.00, dopo sette
ore di dura lotta, stremato nel fisico e nel morale perchè ormai
sono conscio del fatto che sto salendo verso NE ovvero il punto di provenienza
del Meltemi.
il Marina di Canakkale In meno di un'ora è di ritorno
con documenti e passaporto vidimati; inoltre, poco dopo arriva un tizio
con l'auto che inizia a fare la spola dal benzinaio con le mie taniche
e mi rifornisce con 150 litri di carburante che, udite udite, qui costa
quasi 2 € al litro!!
navigando nel Bosforo Le indicazioni avute a Canakkale
dicevano di cercare il Kalamis Marina e in quello entro. All'ingresso
troneggiano le colonnine del distributore che saprò più
tardi non essere più attive e l'indomani dovrò fare sei
viaggi avanti/indietro con un carrellino poco efficiente sino distributore
stradale che si trova a un chilometro e mezzo dal marina e tutto questo
ritarderà il mio arrivo al giro di boa di questo lunghissimo
raid.
il carrello utilizzato per il rifornimento a Istanbul Alle 06.00 i due Suzuki iniziano
a far sentire la loro voce, accendo lo Spot e via per il mio primo passaggio
nel Bosforo; lo spettacolo è da mozzafiato con i due grandi ponti
che collegano le due sponde della città e le moltissime navi
che percorrono lo stretto avanti e indietro; vista l'ora mattutina mancano
i diportisti che dormono ancora e anche la luce dell'alba non è
sufficiente per fare foto decenti; poco male, le farò durante
il passaggio di ritorno. Le 16 miglia dello stretto passano come per
incanto ma appena mi affaccio sul Black
Sea (Mar Nero) ricomincia la sarabanda delle onde in prua; so
che il Meltemi soffia abitualmente in questa stagione ma costantemente
così forte sembra diventata proprio una maledizione come confermato
dagli amici milanesi che non sono riusciti a scendere nelle Cicladi.
E' mezzogiorno, sono sei ore che navigo e mancano ancora 140 miglia
a Constanta; comincio a convincermi che con la benzina sono troppo tirato
e che sarà meglio puntare sul porto di Varna in Bulgaria; il pensiero diventa azione e un attimo dopo correggo la
rotta e punto su questa meta di cui non conosco assolutamente nulla
perchè avevo deciso di non entrare in Bulgaria per evitare ulteriori
pastoie burocratiche. Il cambio di rotta favorisce l'andatura perchè
il mare adesso mi arriva a 45° e posso aumentare la velocità
a 18/20 nodi senza sbattere più di tanto. Alle 14.30 sono nel
golfo di Varna e dirigo subito verso il grande porto commerciale; appena
fuori dall'alta murata del porto è in pieno svolgimento una regata
velica e punto subito verso uno dei gommoni di controllo per sapere
se c'è un marina turistico e la risposta che mi arriva è
affermativa; poco dopo entro nel piccolo marina e ormeggio al traverso
della lunga banchina in cemento senza che nessuno si faccia vivo; buon
segno, prendo il passaporto e i documenti del gommone e mi dirigo verso
gli uffici del marina. Il poliziotto di servizio mi dice subito che
lì non posso stare ma basta dirgli che sono un giornalista italiano
e tutto si mette a girare per il verso giusto: il responsabile del marina
compila velocemente i documenti per la sosta, poco dopo arriva la Polizia
di Frontiera che in una ventina di minuti regolarizza la mia posizione.
Tutto ok e posso restare all'ormeggio dove sono... una meraviglia; mentre
ritorno al gommone leggo la locandina che pubblicizza la regata che
si sta svolgendo fuori e che è valida per il Campionato Europeo
classe 470. Una mezz'ora più tardi i regatanti rientrano in porto,
le barche sono tantissime e con grande sorpresa leggo prima un ITA 4410,
poi ITA 4421 e ITA 4275; cavolo, ci sono anche tre equipaggi italiani. Non ci vuole molto a rintracciare
i connazionali ed è un grande piacere scoprire che gli equipaggi
arrivano da Milano, Genova e Napoli; uno dei genovesi risulta essere
il nipote di un caro amico mentre il prodiere partenopeo è un
grande amico di Peppe Penta, responsabile Suzuki che ho lasciato in
quel di Bari alla mia partenza. La sera faccio una lunga escursione
per la città che è bella e ben curata; immensi parchi
verdi dividono le abitazioni, il centro è pieno di vita con tantissimi
ristorantini, pub e bancarelle; davvero una bella città di villeggiatura,
con le lunghe spiagge bianche prese d'assalto da tanta gente, ma è
normale visto che siamo in Agosto.
il rifornimento a Varna (Bulgaria) Rapido travaso mediante un grosso
tubo di gomma e a mezzogiorno sono pronto a partire per raggiungere
l'agognata meta rumena Constanta. Esco dal porto mentre i miei amici
velisti sono alle prese con il lato di bolina esterno, io passo a non
più di 500 metri dalla barca di testa che è proprio ITA
4410 ovvero l'equipaggio napoletano; mentre ci salutiamo con la mano
non posso fare a meno di pensare al destino che ci accomuna, visto che
entrambi stiamo puntando verso la meta. Per dovere di cronaca i partenopei
hanno vinto la regata di Varna e il Campionato Europeo; davvero bravissimi.
Il mare è quasi piatto e le 80 miglia per arrivare a Constanta
sono ormai una formalità; alle 17.00 aggiro il lunghissimo molo
del porto commerciale ed entro nel nuovissimo marina , tanto nuovo che
stanno dragando i fondali e non vogliono lasciarmi ormeggiare! Eh no,
ho patito le pene dell'inferno per arrivare sin qui e adesso non me
ne vado di certo. Mentre la discussione si fa accesa, dal molo centrale
il proprietario di una vecchissima barca a vela in legno fa cenno al
responsabile del marina che posso ormeggiare accanto alla sua barca;
la domanda è: ti va bene questa sistemazione? Benissimo rispondo
io e avvio i Suzuki per dirigermi verso il mio benefattore che scoprirò
essere un personaggio molto importante, oltre che un vero marinaio; questa
però ve la racconterò più avanti... Il mio benefattore risulterà
essere Stanei Matei, ovvero l'allenatore
di tre campionesse olimpiche di ginnastica artistica, una delle quali
era la famosissima Nadia Komaneci.
Il nuovo amico mi informa che a Constanta c'è un altro porto
turistico dove posso trovare il distributore in banchina così,
libero dagli angosciosi problemi del rifornimento, faccio un giro in
centro e mi accorgo che questa città può essere definita
la Rimini rumena, tanto è piena di alberghi, ristoranti e tantissima
gente in vacanza.
il Marina Bedona di Constanta Sono
le 05.15 quando arrivano i poliziotti dell'antimmigrazione che sbrogliano
rapidamente l'iter burocratico e alle 06.00 in punto posso partire per
la prima tappa di ritorno che prevede una navigazione diretta sino a
Istanbul; il mare è grosso ma, come sperato, spinge da poppa
e l'Emotion naviga senza troppi patemi a 22/23 nodi. La monotonia della
navigazione viene interrotta dall'incontro con tre branchi di delfini
che sono simili a quelli presenti nel Tirreno ma di taglia un po' più
piccola; alle 15.30 rieccomi all'imbocco del Bosforo e stavolta tiro
fuori la Nikon per immortalare questa meraviglia.
ristorante con vista mare (Hydra) 15° tappa) oggi la meta è l'isola di Kythira che si trova a sud del Peloponneso;
sono 85 miglia di navigazione tranquilla e anche qui l'unico problema
è trovare un posto d'ormeggio, visto il gran numero di barche
e gommoni presenti in loco. Dopo
un accurato esame della situazione trovo un posto tranquillo nel golfo
più piccolo, dove posso finalmente fare un lunghissimo bagno
ristoratore e una verifica completa dell'Emotion che sembra cavarsela
alla grande.
il monumento ai caduti della Divisione Acqui (Cefalonia) Dopo
il rinnovo dell'impegno tra l'amministrazione comunale di Argostoli
e quello della mia città (Acqui Terme) ho trovato il sito in
ottime condizioni, un paio di panchine nuove per favorire la sosta e
la meditazione mentre le bandiere dell'Italia, della Grecia e dell'Europa
sventolano su questo luogo caro "alla memoria"..
il porto di Ustica Grazie
alla gentilezza e all'abilità professionale degli ormeggiatori
locali posso sostare davanti al distributore per la serata e, considerando
che oggi è sabato 23 agosto, non è cosa da poco. I numeri del raid Le tappe: partenza 25/07/08 1° Torre a Mare (BA) - Otranto 100 miglia - 2° Otranto - Itaka (Grecia) 155 mg. 3° Itaka – Nea Peramos (Atene) 160 mg. 4° Nea Peramos - Skiros 135 mg. 5° Skiros - Lemnos 115 mg. 6° Lemnos – Canakkale (Turchia) 85 mg. 7° Canakkale - Istanbul 135 mg. 8° Istanbul – Varna (Bulgaria) 150 mg. 9° Varna - Kostanta 80 mg. 10° Kostanta - Istanbul 230 mg. 11° Istanbul - Canakkale 135 mg. 12° Canakkale – Lemnos 85 mg. 13° Lemnos - Skopelos 80 mg. 14° Skopelos – Ydra 145 mg. 15° Ydra – Kythira 80 mg. 16° Kythira – Pilos 85 mg. 17° Pilos – Argostoli 105 mg. 18° Argostoli – Lefkada 65 mg. 19° Lefkada – Roccella Jonica 225 mg. 20° Roccella J. - Salina (isole Eolie) 115 mg. 21° Salina – Ustica 85 mg. 22° Ustica – Villasimius (Sardegna) 180 mg. 23° Villasimius – San Giovanni di Sinis 115 mg. 24° San Giovanni di Sinis – Alghero 45 mg. 25° Alghero – St. Florent (Corsica) 175 mg. 26° St. Florent – Genova 105 mg. Distanza totale percorsa: miglia 3.170 (5.870 km) Navigazione effettiva: 26 giorni Ore di navigazione: 171 Velocità media: 18.53 nodi Consumo totale: 6.620 litri Consumo orario: 38.71 I Protagonisti del raid Il gommone L'E-motion 29 impiegato nel Raid Romania 2008 è nato dalla matita di Federico Gerna, già autore dell'E-motion 32 che, a differenza di quest'ultimo, è disponibile soltanto con motorizzazione fuoribordo. La filosofia di progetto dell'E-motion 29 è intesa ad offrire un battello espressamente dedicato al campeggio nautico ma ancora carrellabile seppur mediante un auto ed un carrello di grande portata oltre all'obbligatorietà della patente B-E. Anche questo modello si avvale della soluzione delle plancette laterali pieghevoli, un'eslusiva della Mar.Co Marine, nata per riportare la larghezza del battello entro i limiti previsti dal Codice della Strada. L'Emotion 29 offre un elevatissimo standard costruttivo, unito ad una veste estetica che ha saputo coniugare in modo sapiente, stile, eleganza e sportività. La cabina prodiera possiede i giusti spazi per un confortevole riposo notturno ed un locale bagno separato; questa conformazione, in abbinamento alle ottime doti di navigazione offerte dall'opera viva, fanno dell'E-motion 29 il battello ideale per il camping nautico a largo raggio. Le parti in VTR sono realizzate mediante componenti di elevatà qualità quali il gel neopentilico e le resine isoftaliche che vengono rinforzate da stuoie in vetro multiassiale e lavorate mediante il modernissimo processo "Infusion Sistem". La parte gommata è interamente costituita da un tessuto di neoprene/hypalon della prestigiosa serie ORCA, nella grammatura da 1670 D.Tex, prodotta dalla Pennel & Flipo. I motori I compagni d'avventura del Mar.Co 29 E-motion sono stati due Suzuki DF 175 VVT (Variable Valve Timing) che si sono dimostrati i propulsori ideali per la realizzazione di questo impegnativo raid. Il Suzuki DF 175 VVT è un motore a 4 tempi da 175 hp che dispone di una cubatura di ben 2867 cc suddivisa in 4 cilindri in linea, con doppio albero a camme in testa e 4 valvole per ogni cilindro; l'alimentazione EFI (Electronic Fuel Iniection) si avvale di un avanzatissimo sistema d'iniezione multipoint, gestito da un microprocessore ECM a 32 bit, che permette di rispettare le severe normative Euro ed EPA sulle emissioni. Il DF 175 dispone dell'esclusivo sistema di trasmissione Suzuki, denominato Offset Drive Shaft, caratterizzato da due ingranaggi che riducono il rapporto di trasmissione direttamente all'uscita del motore, spostando parimenti la massa motore verso l'interno dell'imbarcazione. Apparati di Navigazione Un raid così impegnativo abbisognava di strumenti di navigazione e di sicurezza dotati di notevole precisione e grande affidabilità, per questo motivo abbiamo scelto di utilizzare il plotter cartografico a colori Navman Tracker 5607 della Plastimo. Questo plotter cartografico è in grado di sfruttare appieno la nuova cartografia elettronica C-Map Max prodotta dalla C-Map di Viareggio, leader mondiale del settore. A compendio degli strumenti elettronici di navigazione é stata installata una bussola magnetica modello Offshore 135 della Plastimo, uno strumento creato appositamente per le imbarcazioni veloci e dotato di una straordinaria affidabilità, unita ad un elevato fattore di smorzamento della rosa dei venti. Sea Adventure ringrazia: Mar.Co Marine, Suzuki Marine Italia, Plastimo, Nuova Rade, Jeppesen Marine, Ve.Co srl, CSI (Centro Sportivo Italiano), www.ilmarinaio.com, Club del Gommone di Milano, www.gommoniemotori.com
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