Sea Adventure associazione gommonautica sportiva dilettantistica
affiliata al C.S.I. (Centro Sportivo Italiano)

Raid Gommoshow 2009

In questi ultimi anni il mercato delle imbarcazioni da diporto si è orientato su stazze sempre più importanti, andamento puntualmente rispettato anche dal comparto dei battelli pneumatici con misure ormai prossime ai 20 metri ft; quanto sopra, però, non ci ha fatto perdere gli stimoli per organizzare un nuovo test con un gommone che risulta ancora abbordabile a chi intende avvicinarsi all’avventuroso mondo della navigazione in gommone. Spinti dal successo del raid Gommoshow 2008, abbiamo pensato di riproporne una nuova edizione che, seppur variando mezzi e percorso, lasciasse inalterata la tipologia di un raid caratterizzato da lunghe ed impegnative navigazioni d’altura, realizzate in un periodo stagionale particolarmente instabile e in grado di mettere a dura prova imbarcazione ed equipaggio. Le scelta dei protagonisti tecnici di questo Gommoshow 2009 è caduta sul modello MV 650 Fashion del cantiere Motonautica Vesuviana, che viene realizzato con tecnologie costruttive modernissime, e sull'oramai collaudatissimo Suzuki DF 175 VVT. 

Sabato 14/02: ieri prova eliche in quel di Torre Annunziata dalle quali esce vittoriosa la tre pale in acciaio da 16” x 21.5” che consente di mettere in evidenza le potenzialità del Suzuki 175. Oggi pieno di benzina con le taniche perché in tutto il golfo di Napoli non c'è un solo distributore in banchina aperto e, a questo proposito, voglio ringraziare Paolo Amato, responsabile vendite del cantiere partenopeo, e l'amico Mario Fiorillo per l'aiuto che mi hanno dato nelle operazioni di carico. A questo punto tutto sembra essere pronto per la tappa di domani. 

Domenica 15/02: a Mergellina c'è un bellissimo sole ma fa molto freddo; mentre infilo la pesante cerata l'unica persona presente in banchina chiede a Paolo cosa stiamo facendo e, alla sua risposta che sto per partire per un raid verso la Sardegna, lo sconosciuto mi guarda con evidente compassione e rivolto a lui commenta “chisto non ci sta co a capa, chisto è proprio scemo!” Credo che la traduzione partenopeo/italiano sia del tutto superflua. Fuori dal porto c'è un bel vento teso di NE che alza un'onda di un metro sul giardinetto dell'MV 650 che sembra gradire la cortesia, così porto il Suzuki a 3.600 giri che corrispondono a circa 23 nodi e punto verso l'isola di Procida dove intendo rifinire il pieno di carburante visto che le notizie avute ieri dicevano che anche a Ponza il distributore è chiuso. Una quarantina di minuti dopo sono dinnanzi al porticciolo di Procida dove trovo il distributore in banchina chiuso mentre quello stradale, vicinissimo, è in piena attività; un po' di fatica ma, perlomeno, ho la certezza che la benzina immessa nel serbatoio non sia vecchia o annacquata. Riparto con le due taniche da 30 litri piene e due ore e mezza dopo sono dinnanzi al porto di Ponza. Ormeggio volante davanti alla locale Capitaneria di Porto dove ricevo delucidazioni sul posto di ormeggio per la notte e sull'unico albergo aperto; la cortesia dei militari si spinge sino alla telefonata al gestore del distributore che garantisce l'apertura per la mattina successiva. Sacca in spalle, punto diretto sull'hotel Bellavista che mi offre una camera che mantiene pienamente fede al nome, con una magnifica vista sui faraglioni...

2° tappa: la camera era panoramica ma non quanto il conto; appena sul gommone inizio le manovre di vestizione mentre il mare entra bello deciso sulla banchina del distributore che è situato proprio al canale d'ingresso. Ormeggiare con una risacca di questo tipo su una banchina piena di spuntoni è una problematica di cui farei volentieri a meno, ma le 165 miglia che devo fare oggi mi consigliano di partire con serbatoio e taniche piene. Il distributore serve sia la banchina che la strada, e quando il gestore viene ad aprire la pompa non può fare a meno di lasciar partire una frecciatina ironica del tipo “ma dove vuoi andare con un mare così!” La laconica risposta è “ad Arbatax”; da quel momento la voce del mio interlocutore non emetterà più suoni. All'uscita del porto le onde che arrivano sulla prua dell'MV 650 sono alte un paio di metri ma sono certo che, appena aggirato il lato sud dell'isola, mi troverò con il mare al giardinetto e la navigazione diventerà molto più confortevole. Una decina di minuti dopo la mia teoria viene puntualmente confermata; in queste condizioni riesco a navigare sui 20 nodi, che rappresentano una velocità quasi ideale per un lungo trasferimento come quello che mi porterà ad Arbatax. La prima ora passa senza problemi e così pure la seconda ed il morale non può che trarne beneficio; una breve fermata al termine della terza ora con il mare che adesso è girato quasi al traverso con il GPS che mi dice che sono quasi a metà traversata. La navigazione continua così, con il mare che gira spesso ma senza mai arrivare sulla prua, e non posso fare a meno di pensare che lo scorso anno era andata assai peggio. Mancano ancora più di 30 miglia quando inizio a vedere le alture della costa e mi accorgo che lo Spot non invia più il segnale di tracking. Riaccensione del trasmettitore e tutto va a posto con grande sollievo di chi era collegato per seguire la traversata in diretta. Alle 16.15 faccio il mio ingresso nel porto di Arbatax e trovo subito un ormeggio nel locale circolo diportistico che è situato vicinissimo al distributore dove domattina potrò fare il pieno in tutta comodità. 

3° tappa: dopo le tante miglia di ieri, oggi tappa leggera, 80 miglia sino a Cagliari; la giornata inizia male a causa del distributore che è aperto ma non può erogare benzina a causa di lavori di manutenzione all'impianto; mi viene subito indicata l'ubicazione di quello stradale che dista circa 800 metri, quindi, taniche fuori e in marcia. Durante il rifornimento, il gestore mi informa che il problema al distributore del porto non è recente e perdura dall'estate scorsa; è davvero incredibile che in un Paese ricco di coste e di barche come il nostro non si riesca ad offrire una servizio basilare come il rifornimento del carburante!! E così mi faccio un altro bel viaggetto con 60 kg di taniche a rimorchio ma, per fortuna il mare oggi è buono, e alle 12.30 sono a Villasimius dove il distributore c'è e funziona anche durante l'ora di pranzo, previo telefonata. Un rarissimo esempio di professionalità ed efficienza in un settore che risulta spesso carente di queste qualità. C'è un po' di sole e ne approfitto per alleggerire l'abbigliamento visto che dovrò dirigere sul Marina Piccola di Cagliari dove mi attende Giorgio Girau, concessionario di zona della Motonautica Vesuviana, che ha predisposto un piccolo comitato di accoglienza per il mio arrivo. Dopo le prove di rito con alcuni clienti interessati al battello, inizia la festa a base di dolci sardi conditi dall'immancabile Mirto ed è una fortuna che la distanza che mi separa dal porto grande di Cagliari, meta finale odierna, sia assai breve.

 

4° tappa: le previsioni di stamattina non dicono niente di buono sul versante W, ma le prime 30 miglia sino a Capo Spartivento non creano grossi problemi al Fashion che naviga sempre oltre i 20 nodi; la tranquillità però finisce presto, il mare inizia a montare e davanti a Capo Teulada le onde sono altissime; inizia da qui il calvario contro il Maestrale che alza un mare imponente che viene a sbattere dritto sulla prua del gommone. Le onde sono molto alte ma non frangono in modo violento e questo mi consente di scalarle senza mai scendere sotto gli 8 nodi, velocità minima per pensare di coprire le oltre 70 miglia che mancano ancora al golfo di Oristano. Per tutto il tratto che mi separa dalla punta estrema dell'isola di San Pietro sono costretto a tenere la prua del gommone in pieno vento e devo dire che ho visto arrivare parecchie onde stimabili sopra ai 6 metri; ogni tanto mi volto per ammirare il loro schiantarsi sulle rocce dell'isola, uno spettacolo di una bellezza incomparabile anche se un pò inquietante, visto che basterebbe una avaria al motore e... vabbè, meglio non pensarci e cercare di portarsi fuori da questa bolgia il più presto possibile. Appena superata la piccola isoletta del Corno posso cambiare la rotta e puntare direttamente su Capo San Marco, estrema propaggine del golfo di Oristano; la nuova rotta mi consente di offrire il mascone alle onde e di aumentare la velocità sui 14/15 nodi che accorciano il tempo di percorrenza. Alle 16.45 sono sotto Capo San Marco e contatto telefonicamente l'amico Alessandro Chessa che, mezz'ora dopo mi aiuterà ad ormeggiare il l'MV 650 nel porticciolo di Torregrande, meta di questa impegnativa tappa.

5° tappa: anche a Torregrande non c'è benzina in banchina ma, per fortuna c'è Alessandro con la sua nuova C4 che si presta all'incombenza delle taniche, mentre io rimetto il bullone al fermo della scaletta che era andato perso. La novità di oggi è che Alessandro salirà a bordo con me e mi accompagnerà sino ad Olbia, penultima tappa di questo Gommoshow 2009. Il mare è buono e l'ingegnere abbassa subito la manetta puntando dritto su Alghero dove arriviamo giusto in tempo per farci un panino (io) e tre (lui); Lui, però, è molto più alto e giovane di me. Nella città del corallo la benzina c'è, e c'è anche il pontile Sermar dell'amico Federico che lo gestisce insieme al figlio Alessandro; la cortesia di questi amici si spinge sino ad accompagnarci con l'auto in albergo e a tornare a riprenderci la mattina dopo.

 

6° tappa: ieri la tappa è stata leggera ma oggi si fa sul serio visto che per arrivare a Cannigione ci sono 105 miglia e che il golfo di Castelsardo è noto per la sua onda corta e dura, soprattutto, quando c'è vento da NE. Nel golfo di Alghero il mare è buono e ci consente una foto ricordo sotto Capo Caccia, quindi, rotta diretta su Capo Falcone, estrema punta a nord della Sardegna. Il mare è abbastanza tranquillo e possiamo navigare sui 23/24 nodi sino al momento di virare per imboccare lo stretto passo della Pelosa che divide la terra ferma dall'isola Piana; ci proviamo ma non c'è niente da fare, dobbiamo ritornare indietro a causa della bassa marea ed imboccare il passo dei Fornelli, che divide l'isola Piana dall'Asinara. Il tratto di mare antistante Stintino è un autentico caleidoscopio di colori che ci lasciano a bocca aperta anche se non è la prima volta che passiamo da queste parti. La pace nautica finisce ben presto e ci troviamo a dover combattere con un'onda corta e secca che ci sbatte in pieno naso per tutte le quasi 50 miglia del golfo di Castelsardo. Stranamente l'ingresso nelle Bocche migliora un po' le cose con il mare che è girato al giardinetto, e con un'onda più alta ma più lunga che ci consente di aumentare l'andatura sino all'arrivo nel porto di Cannigione.

7° tappa: oggi tappa breve sino ad Olbia perchè dobbiamo incontrare i responsabili della Sea Motors, concessionaria Motonautica Vesuviana che hanno concordato per noi un'intervista con il quotidiano “La Nuova Sardegna”. Lasciamo il pontile dell'amico Aldo e iniziamo un piccolo tour delle meraviglie per la Costa Smeralda che, oltre alle consuete bellezze paesaggistiche, ci regala anche un emozionante incontro con i delfini. Alle 14,00 entriamo nella grande rada di Olbia e puntiamo sul circolo nautico dove ci attendono i fratelli Fresi, con al seguito la giornalista che provvederà a relazionare i lettori de La Nuova Sardegna sulla nostra impresa.

 

8° tappa: ieri sera il mio compagno di avventura mi ha lasciato per rientrare al paese natio, San Giovanni di Sinis, e questo mi fa riporta allo stadio di navigatore solitario. Sono le 07.45 e sono dinnanzi al gommone che ha la coperta completamente rivestita di ghiaccio; si vede che qualcuno ha deciso che dopo il gran freddo patito nei giorni scorsi, debba concludere il raid assiderato. Il morale comunque è altissimo visto che oggi con l'arrivo a Roma si concluderà questo Gommoshow 2009, con tanti amici in mare ad aspettarmi. Esco dal profondo golfo di Olbia passando dinnanzi ai numerosi traghetti che fanno la spola con il continente e punto dritto sul porto di Roma con un maretto di poppa che mi sballonzola un po' ma mi consente di navigare a 20 nodi. Sono le 15.00, mi fermo al fianco di una nave all'ancora e attivo il telefono per comunicare all'amico Claudio Cuomo (Treccia) che sono arrivato; la risposta è che il comitato d'accoglienza è pronto a venirmi incontro; assieme agli amici c'è anche il cameraman/regista Francesco Piras e la conduttrice Sara Bevilacqua che curano il programma tv Nonsolomare e che vogliono realizzare un filmato sul raid appena concluso. Sulla banchina del porto di Roma è presente anche l'ingegner Vincenzo Nappo, titolare della Motonautica Vesuviana, che è venuto a controllare come si è comportata la sua creatura. Adesso è davvero finita ma tra pochi giorni inizierà il BigBlu di Roma dove verrà esposto il binomio MV 650 e Suzuki DF 175 WWT...

Le tappe 

Napoli - Ponza 75 miglia
Ponza - Arbatax 165 mg
Arbatax - Cagliari 80 mg
Cagliari – San Giovanni di Sinis (Oristano) 115 mg
San Giovanni di Sinis - Alghero 50 mg
Alghero – Cannigione 105 mg
Cannigione – Olbia 30 mg
Olbia – Roma 135 mg

Miglia totali percorse: 755 (1.400 km)

Ore di navigazione: 39
Velocità media: 19.35 nodi
Consumo totale: 720 lt
Consumo orario: 18.46 lt/h


I protagonisti del raid

Il gommone

L'MV 650 Fashion della Motonautica Vesuviana utilizzato nel Raid Gommoshow 2009 è uno dei modelli intermedi prodotti dal cantiere di Ottaviano (NA); il battello è lungo mt. 6,85 ed abbina in modo sapiente la razionalità della coperta alle buone prestazioni dell'opera viva. Lo standard costruttivo è molto elevato e prevede la realizzazione delle parti in VTR mediante componenti di ottima qualità, quali il gel neopentilico e le resine isoftaliche che sono rinforzate da stuoie in vetro multiassiale. lavorate mediante un modernissimo processo di Infusion Sandwhich; questo raid aveva lo scopo di testare sul campo quali sono le qualità e le eventuali problematiche offerte da questa modernissima tecnologia. Ottima l'autonomia di navigazione grazie al serbatoio carburante da 205 litri che è inserito in perfetta posizione baricentrica e che garantisce stabilità e sicurezza in navigazione. La parte gommata è lavorata mediante incollaggi a freddo ed è costituita da un tessuto di neoprene/hypalon serie ORCA nella grammatura da 1670 D.Tex della Pennel & Flipo.

Il motore

Il compagno d'avventura dell'MV 650 Fashion è stato il Suzuki DF 175 VVT (Variable Valve Timing) che si è rivelato il propulsore ideale per la realizzazione di questo impegnativo raid. Il Suzuki DF 175 VVT è un motore a 4 tempi da 175 hp che dispone di una cubatura di ben 2.867 cc suddivisa in 4 cilindri in linea, con doppio albero a camme in testa e 4 valvole per cilindro; l'alimentazione EFI (Electronic Fuel Iniection) utilizza un avanzatissimo sistema d'iniezione multipoint, gestito da un microprocessore ECM a 32 bit, che permette al DF 175 di rispettare le severe normative Euro ed EPA sulle emissioni inquinanti ed offrire bassi consumi. Al pari degli altri modelli Suziki anche il DF 175 dispone dell'esclusivo sistema di trasmissione, denominato Offset Drive Shaft, che è caratterizzato da una coppia di ingranaggi che riduce il rapporto di trasmissione direttamente all'uscita del motore e sposta la massa motore verso l'interno dell'imbarcazione. La coppia motrice è eccezionale e le cifre scaturite da questo massacrante test parlano da sole: 755 miglia di navigazione che sono state coperte in 39 ore alla media di 19.35 nodi, con un consumo di 18.46 lt/h.

Sea Adventure ringrazia:

Motonautica Vesuviana - Suzuki Marine Italia - Plastimo - Nuova Rade – Advansea - Jeppesen Marin

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