Sea Adventure associazione gommonautica sportiva dilettantistica
affiliata al C.S.I. (Centro Sportivo Italiano)

Raid Gommoshow 2012

La motivazione che ha dato l'avvio a questo raid è scaturita dall'incontro con i responsabili della GOnautica di Torremaggiore (FG) che volevano sottoporre il nuovo GO 620 ad un test tecnico no limits che confermasse la validità del loro progetto. I protagonisti tecnici di questo raid sono parte integrante di un package di vendita nato con l'intento di offrire, in un momento di forte contrazione del mercato, un prodotto caratterizzato da un elevato rapporto qualità/prezzo. Il gommone GOnautica 620 (6.20 mt) è prodotto dal cantiere Conarg Marine di Gallipoli mentre il propulsore è l'Honda BF 90 da 90 hp; il percorso rappresenta una novità assoluta, visto che la partenza avverrà da Rodi Garganico e si concluderà a Roma passando per le isole Eolie. Il varo del battello avviene venerdì 27 Gennaio e la prova in acqua del battello sancisce che l'elica ideale è una 13.25x 17. La presentazione del raid Gommoshow 2012 si consuma il giorno dopo nella splendida cornice del Marina di Rodi Garganico, alla presenza del sindaco della città, dei responsabili del porticciolo, del Comandante della Guardia Costiera e di un manipolo di accaniti appassionati che hanno osato sfidare il freddo pungente di queste gelide giornate invernali.

1° tappa Domenica 29 Gennaio: questa mattina spira un forte vento di SSE che spinge un'onda di circa un metro sulla prua del gommone che dimostra subito di digerirla piuttosto bene; il motore è alla sua prima ora di moto, per questo motivo non voglio forzarlo subito, così imposto le prime miglia di navigazione su una velocità attorno ai 18 nodi. Tutto fila liscio sino al traverso di Vieste dove, causa pioggia, sono costretto a fermarmi per indossare gli stivali di gomma; da qui la rotta prevede il taglio diretto del golfo sino a Bari. Per una ventina di miglia le onde si mantengono impegnative, poi, il mare si placa un poco e posso spingere l'Honda a sino a 4.500 rpm che spingono il gommone a 23 nodi, anche se a prezzo di qualche salto. Alle 12.45 entro nel grande porto commerciale di Bari dove posso fare carburante prima di ormeggiare sotto alla gru del cantiere Ranieri, noto dealer Honda in terra barese. Più tardi tiro i primi conti sui consumi e ne scaturisce che si aggirano sui 13 lt/h, un risultato davvero ottimo.

2° tappa: oggi meteo pessimo, vento fortissimo, pioggia battente e mare grosso sino a Brindisi; mi fermo nell'ansa del porto in attesa dell'elicottero che "dovrebbe" filmarmi mentre navigo verso Otranto. Dopo quasi un'ora di attesa riparto con l'elicottero che mi sorvola per una ventina di minuti, prima di tornare alla base di Brindisi; le ultime miglia le navigo con mare al traverso ed il GOnautica dimostra di saper navigare correttamente anche in questa condizione. La tappa di oggi è stata di oltre 100 miglia e gli 80 litri di carburante che servono a rabboccare il serbatoio confermano che i consumi sono pari a quelli del giorno precedente. A questo punto devo un sentito grazie alla locale delegazione della Lega Navale di Otranto che ha voluto omaggiarmi dell'ormeggio.

3° tappa: oggi la percorrenza sarà di sole 55 miglia e mi porterà in quel di Gallipoli, dove ha sede il cantiere Conarg Marine che ha costruito il GOnautica 620. Il mare presenta un'onda corta e spigolosa che si stampa con violenza sulla prua del gommone; proprio in questo frangente mi accorgo che il battello riesce a navigare con una mini planata da 10.5 nodi che consente al gommone di passare sulle onde senza patire effetti troppo devastanti per lui e per me. Per fortuna questo stato di cose dura soltanto sino al traverso di Santa Maria di Leuca dove viro di 90° per entrare nel golfo di Taranto; da qui il mare mi offre un'andatura di poppa entusiasmante, con onde alte ma lunghissime che mi accompagnano sino alla meta. E' la prima volta che atterro a Gallipoli e la vista della città vecchia che si protende su uno splendido mare color turchese mi offre un'emozione straordinaria che, purtroppo, si affievolisce alla vista di quel mostro di metallo e vetro che troneggia appena dietro al ponte che unisce la città vecchia alla terra ferma. Grazie all'aiuto dei fratelli Roberto ed Antonio Giurgola della Conarg Marine che sono venuti a ricevermi al porto, riusciamo a spostare lo sfiato del carburante in una posizione più elevata che consentirà di far entrare il carburante senza più problemi di rigurgiti dal bocchettone d'imbarco.

4° tappa: oggi è il 1° di Febbraio ed il meteo che mi passa Roberto è a dir poco inquietante, vento, mare e pioggia senza risparmio; i fratelli Giurgola non sembrano molto convinti quando dico che voglio partire ugualmente e poco dopo devo mandarli via a forza mentre inizio il consueto rito della vestizione, purtroppo, sotto una pioggia battente. Esco dal porto e mi bastano poche miglia per capire che oggi me la dovrò guadagnare tutta. Che sarebbe stata dura era ampiamente prevedibile ma un inferno di questa portata non me lo aspettavo davvero; le onde sono altissime, stimabili intorno ai 6 metri, e arrivano da ogni parte spinte da groppi di vento continui che mi sparano addosso una miscela formata da pioggia ed acqua di mare. Oltre alle inevitabili "candele", ovvero le classiche impennate verticali, soffro il problema della pioggia che ricopre la mascherina degli occhiali ed il parabrezza, riducendo tantissimo la visibilità. Per vedere lo schermo dell'Advansea devo alzare gli occhiali e la velocità che vi leggo, tra i 7 e i 10 nodi, mi stupisce ed un pò mi conforta; infatti, se non lo vedessi con i miei occhi, non avrei creduto possibile che un gommone di questa metratura potesse navigare a questa velocità su questo mare impazzito. In queste circostanze, oltre al gommone ed al motore, è la mente che deve sostenere il corpo senza mostrare cedimenti psicologici che potrebbero risultare pericolosi per l'equilibrio mentale del timoniere. Le miglia passano molto lentamente e mi trovo a pregare che molli almeno la pioggia, in modo da poter vedere meglio il caos che impazza intorno a me. Dopo sei ore di strenuo combattimento, vento e mare iniziano a calare e mezz'ora dopo posso finalmente effettuare una sosta "tecnica" ormai improrogabile. Alle 16.30 mi avvio verso l'interno del porto di Crotone, accorgendomi soltanto un attimo dopo che sto entrando nel porto commerciale e non quello turistico; mi dò immediatamente del pirla perchè lo stesso errore l'ho già fatto l'estate scorsa e la punizione arriva subito sotto forma di un acquazzone che mi da il colpo di grazia. Sul come devo essere apparso al mio arrivo agli uomini del Kroton Yachting Club, lascio la parola al mio nuovo amico Alberto che è stato davvero bravissimo nel descrivere gli avvenimenti successivi...

“Pasqua’, ma è un gommone quello?” “Ma ‘i duv cazz arriva?” Stupore e curiosità nelle parole di Pasquale e Giuseppe, i due valenti uomini di banchina del nostro Yachting Kroton Club che stanno controllando le cime delle poche imbarcazioni in acqua, stressate non poco da una risacca cattiva che entra quando il vento da Ostro è forte e rafficato come oggi. Non è solo il vento ad almeno 30 nodi che li rende perplessi riguardo all’apparizione di quel fantasma nell'ora del crepuscolo; la pioggia quasi orizzontale, il mare con onde che superano la diga frangiflutti che protegge il Porto Vecchio di Crotone sconsiglierebbero anche il solo metter il naso fuori dalla sede del club. Ancora al colmo dello stupore fanno cenno all’intirizzito gommonauta di approcciarsi all’ormeggio, cosa presto fatta. “Posso sostare un paio di notti?” Alla domanda fanno seguito un paio di molle alle cime per salvaguardare le bitte e il golfare di prua, dopodichè, aiutano l’infreddolito comandante a scaricare gli scarsi bagagli mentre lo stesso si toglie gli stivali girandoli sottosopra e rigettando in mare un paio di piccoli sgombridi che vi avevano trovato alloggio. “Da dove arrivate, Comandante?” “Da Gallipoli” “I Duv????” Non ero presente ma immagino quello che deve essere frullato nelle due attonite teste... Un amico mi manda per mms la foto del gommone con il testo: “...è arrivato poco fa da Gallipolli!!!” Sticazz…questo è fuso, è il primo pensiero mentre il secondo è “lo devo conoscere assolutamente”. Telefono a Pasquale e gli chiedo dove avessero indirizzato il nostro navigatore folle e mi dice che l’ha accompagnato in albergo con l’auto, grande Pasquale! Ancora incredulo lascio il lavoro gridando ai miei collaboratori: ”Vado al porto a vedere se me stanno a pijà ‘n giro”. E' tutto vero, il battello è lì che galleggia come una paperella, piccolo, scarno, quasi indifeso… Guardo il mare fuori e penso a quello che deve aver visto laggiù, verso l’orizzonte! Non ho esperienza di navigazione in gommone, ne ho avuto soltanto uno, un giocattolo di 4 metri con chiglia pneumatica e paiolato in alluminio, sentivo il mare sotto i piedi; una sola stagione tanti anni fa, poi la pesca mi ha preso e la barca mi dà più tranquillità riguardo ad ami e raffi. Prego Pasquale di contattarmi quando il nostro comandante avesse fatto la sua ricomparsa in banchina l’indomani e, nel frattempo, invio la foto del gommone al Presidente e ad altri amici. Arrivo in banchina il giorno seguente aspettandomi di trovare un rambo con tanto di bandana… è un uomo normale!!! Ha perfino qualche anno più di me!!! (un cavolo qualche, scoprirò poi che sono 12!) Non c’è più religione se anche il signor Rossi dà fuori di matto! Questo, però, non si chiama Rossi ma Bracco, Giovanni Bracco e avrò modo girellando on line di scoprire che questo è un signor Rossi mooolto particolare. Gli scatto un paio di foto vicino al suo gommone e gli chiedo se la sera avrebbe avuto piacere nel mettere i piedi sotto un tavolo ben imbandito. “Perbacco!” risponde… La sera spazzoliamo di gusto tutto quello che ci viene servito ai tavoli della Pignata, mentre Giovanni racconta le sue esperienze di uomo di mare e subito ritorna Rambo ai miei occhi. Sicuro, consapevole e con negli occhi una luce diversa quando parla dell’Atlantico o di quella volta che… Lo lascio in albergo, che domani si parte. Le previsioni danno un 25/27 nodi di vento da sud sud-ovest, da Crotone fino a tutto il Golfo di Squillace, con onde tra i 2.5 ed i 3 metri e vado a dormire preoccupato. Alle 09:00 lo trovo lì sul gommone che carica le ultime cose, scalpita pregustando il largo; morde il freno aspettando gentilmente un’intervista con l'inviata del giornale locale ed il saluto del nostro presidente; poi, finalmente, molla gli ormeggi... Sono felice di aver conosciuto un uomo che fa sua realtà le fantasie di molti; lo seguiremo da Crotone nel suo andare. Ci vediamo a Roma, Giovanni... “Su una nave in porto stan ritti tutti, ma pochi restan saldi in mezzo ai flutti”.

5° tappa: ieri riposo forzato causato dalla mancanza di indumenti asciutti; inoltre, la buriana di mercoledì ha causato le seguenti perdite: il cellulare Nokia N 70 che tenevo nella tasca laterale destra della cerata si è allagato mentre agli occhiali che tenevo nell'altra tasca sono fuoriuscite le lenti ed i naselli. Stamattina la partenza avviene alle 09.30 causa un'intervista per il giornale locale ed i saluti a tutti i nuovi amici dello Yachting Kroton Club. Mi allontano dal porto con mare buono ma appena aggirato il promontorio di Torre Mariedda mi ritrovo con il consueto vento da SSE che sbatte onde durissime sulla prua del GOnautica. Il mare non mi concede tregua e così la tappa termina nel porto di Roccella Jonica, dove mi aspetta una salutare camminata per arrivare all'hotel.

6° tappa: durante la lunga passeggiata mattutina verso il porto non posso fare a meno di notare le possenti onde che si schiantano sulla spiaggia ed il pensiero di scattare qualche foto durante l'uscita arriva automatico. Sono a bordo davanti all'uscita semi insabbiata quando in testa mi arriva un "sai che figata fare un filmato mentre zompo su queste belle onde frangenti per uscire dal porto". Le cazzate mi vengono sempre così, in buona fede, quindi tiro fuori la fedele Sony 3CCD e mi avvio verso l'uscita semi insabbiata del porto ancora ignaro di quello che succederà tra poco; le prime due onde le supero senza grossi problemi, le seconde due, un poco più alte, mettono in difficoltà il gommone perchè non riesco a timonare ed accelerare in contemporanea con una sola mano, nell'altra tengo la telecamera! Le due successive, ancora più violente delle precedenti, intraversano il gommone mentre un mare d'acqua si scarica a bordo. Credo che il gommone abbia assunto un'inclinazione molto vicina al limite del ribaltamento laterale e non sono ancora riuscito a capire come ho fatto a restare a bordo tenendomi con una sola mano, visto che l'altra era impegnata a tenere ben stretta la telecamera. Per uscirne senza ulteriori danni ho dovuto quasi arrivare in spiaggia, puntando verso il mare aperto soltanto durante i tempi morti tra un'onda e l'altra. Dopo quest'esperienza le onde del golfo di Squillace non mi impensieriscono più di tanto, ma è con sollievo che scapolando capo Spartivento mi trovo dinnanzi ad un mare lungo da poppa che mi consente di far volare il GOnautica a 25 nodi. La pacchia, però, dura poco e l'entrata nello stretto di Messina mi costringe a ritornare a velocità più modeste ed a stare ben riparato dietro alla consolle per evitare di congelarmi con il vento gelido che arriva sulla prua del gommone. Finalmente entro nel porto di Reggio Calabria per fare carburante ma tutta la banchina è occupata da una vela, un Bavaria 46 che batte bandiera svedese; a terra i 4 uomini dell'equipaggio stanno parlando con la Guardia Costiera e mi pare di capire che devono avere un'avaria importante; un attimo dopo uno dei militari mi avverte che il distributore è chiuso sino a data da destinarsi. Che fregatura, pazienza, andrò a far benzina nel porto di Messina che dista sole 3 miglia. Attraverso lo stretto ma a Messina il distributore in banchina non c'è proprio e quello a terra più vicino è chiuso sino alle 15; qualcuno mi avverte che il distributore c'è a Bagnara Calabra, ovvero, bisogna attraversare lo stretto e tornare in terra calabrese. A Bagnara il distributore c'è e funziona benissimo ma ormai sono le 15.00 passate, fuori c'è vento ed un mare imponente, quindi, la decisione è facile, a Lipari ci andrò domani.

7° tappa: un paio di km abbondanti di passeggiata mi portano al porticciolo dove riposa il GOnautica in attesa della breve tappa che mi porterà nel pittoresco capoluogo delle isole Eolie. Le 45 miglia su un mare finalmente calmo scorrono alla stregua una piacevole passeggiata ed il mio arrivo nell'isola viene salutato dall'amico Salvatore Foti, dealer Honda in quel di Lipari. Grazie al suo intervento riesco a fare subito il pieno, taniche comprese, con cui domani conto di arrivare a Napoli. Grazie ai buoni uffici di Salvatore posso rapidamente ormeggiare il gommone alle banchine di Porto Pignataro e scattare qualche foto alle bellezze dell'isola. Sono passate da poco le 13.00 e sta piovendo a dirotto, cosa posso fare di meglio che andare a pranzo; nella zona degli imbarcadero trovo due ristoranti, sono entrambi ancora vuoti, quindi, non resta che affidarsi all'istinto che mi spinge ad entrare al Ritrovo Sottomonastero. La gentile signora mi porta il menu dicendomi che il piatto del giorno sono le lasagne; "vada per le lasagne". Il piatto che arriva poco dopo è conforme con quello che avevo immaginato, fuorché nelle dimensioni; trattasi, infatti, di lasagne al forno ma la mattonella quadrata era almeno 25 cm di lato con altezza di cm 10, un vero attentato a qualsiasi tipo di dieta! Le lasagne sono buonissime ma quello che mi lascia di stucco è il conto: lasagne, mangiare altro non sarebbe stato possibile, birra media e caffè per un totale di €12,00. Mentre esco dal locale controllo lo scontrino fiscale e noto che il conto originario era di €15,00 al quale è stato applicato uno sconto di € 3,00! La sera la storia si ripeta con la pizza; semplicemente straordinario.

8° tappa: anche oggi consueto allenamento di un paio di km di camminata per arrivare al gommone poi, l'altrettanto consueta vestizione e sono pronto a partire; la rotta è su Marina di Camerota poichè l'autonomia di carburante per puntare direttamente su Napoli è troppo risicata e con il mare è meglio non rischiare. Le prime 20 miglia le macino a 22/23 nodi, poi, vento e mare si alzano e la velocità scende a 17/18. Passano un paio d'ore e l'orientamento delle onde mi spinge a spostare la rotta un poco più a nord, su Acciaroli, manovra che accorcerà la tappa di domani verso Napoli ma che mi fa trovar duro causa un'onda maligna che picchia implacabile sulla prua del gommone; ancora una volta la bassa velocità di planata del GOnautica 620 mi viene in aiuto, alleggerendomi il lavoro sulla manetta dell'acceleratore. E' la prima volta che ormeggio nel porticciolo di Acciaroli e devo dire che il luogo è davvero incantevole anche se in questo momento è flagellato da un vento freddissimo.

9° tappa: vento freddissimo anche oggi, mi allontano da Acciaroli su un mare calmissimo anche se so che che le cose cambieranno appena scapolata Punta Licosa. E' passata appena un'ora, il mare si è fatto duro ed il vento al traverso non mi risparmia continue secchiate d'acqua salata; con queste condizioni l'unica soluzione possibile è quella di "tirare" più che si può per patire meno tempo possibile. Dopo un paio d'ore di sofferenza le cose migliorano e passo punta Campanella con mare quasi calmo ma basta infilare la prua nel golfo di Napoli per ritrovare il vento gelido e le onde. Entro nel porto per fare subito il pieno di carburante in vista della lunga tappa di domani che dovrebbe portarmi a Roma, meta finale di questo impegnativo Gommoshow 2012. Terminata l'operazione carburante, mi avvio verso l'ormeggio che è previsto presso i pontili di Mergellina grazie alla squisita cortesia del dealer Honda, sig Marinelli. Sul pontile trovo l'amico Pino di Maria (alias Gavio) che, assieme agli amici del forum partenopeo Rib Revolution, si prendono cura del mio "girovita" che rischia di diventare ancora più abbondante.

10° tappa: sono le 08.00 quando mi muovo verso l'uscita del porto per la tappa finale che mi porterà a Roma; il vento, sempre gelido, è stimabile sui 20 nodi ed il mare è mosso ma neanche troppo; le miglia cominciano a scorrere rapide sotto alla carena del GOnautica, anche se qualche salto ogni tanto ci scappa. Un paio di delfini mi attraversano la scia, quasi a darmi il benvenuto nell'ancestrale regno della maga Circe; una breve sosta al riparo del promontorio del Circeo per sentire al telefono l'amico Claudio Cuomo, alias Treccia, che mi aspetta a Fiumicino per le foto di rito. Rapido travaso della tanica di carburante che mi garantirà di non restare all'asciutto proprio sotto costa, poi la navigazione riprende per l'ultimo bordo verso la meta finale. Alle 14.30, in perfetto orario sui tempi previsti, avviene il rendez vous nel porto di Ostia dove Claudio scatta alcune delle foto che sono presenti in questo diario di bordo; terminata l'operazione immagini, mi avvio verso la foce del Tevere che risalgo sino alla Nautica Giada 96 dove, per l'ennesima volta, termina il raid dedicato al Gommoshow di Roma.

Le tappe

Rodi Garganico - Bari - Otranto - Gallipoli - Crotone - Roccella Jonica - Bagnara Calabra - Lipari -Acciaroli - Napoli - Roma.

Totale miglia percorse: 790

Giorni di navigazione:9

Ore di navigazione:52

Velocità media: nodi 15.20

Consumo totale: lt 640

Consumo orario: lt 12.30

Consumo lt/miglio: 0.81

I protagonisti

Il gommone

Il GOnautica 620 impiegato nel raid Gommoshow 2012 è il primo esemplare di una nuova serie di gommoni prodotti dal cantiere Conarg Marine per conto del dealer GOnautica di San Severo (FG). Questo battello è lungo mt. 6,20 e coniuga la spartanità della coperta alle buone prestazioni dell'opera viva; lo standard costruttivo prevede la realizzazione delle parti in VTR tramite la tradizionale lavorazione manuale. La parte gommata è costituita da un tessuto di dalla francese Pennel & Flipo. Buona l'autonomia di navigazione grazie ai bassi consumi del fuoribordo Honda BF 90, offerto in package, e al serbatoio carburante da 100 litri posizionato in perfetta posizione baricentrica che favorisce la stabilità e la sicurezza in navigazione. Il gommone ha palesato buone doti di navigazione in ogni circostanza e la bassa velocità di planata (10/11 nodi) è risultata ottimale sul mare di prua e al mascone. I volumi dei gavoni sono più che sufficienti per l'uso diportistico mentre la postazione di guida è risultata confortevole e ben riparata dal vento.

Il motore

Il compagno d'avventura del GOnautica 620 è stato l'Honda BF 90; questo fuoribordo deriva dal propulsore automotive montato sull'Honda Jazz, è caratterizzato da un ciclo a 4 tempi ed è dotato di alimentazione ad iniezione elettronica; l'architettura è a 4 cilindri disposti in linea per una cilindrata di 1.496 cc, mentre le valvole sono quattro per ogni cilindro e sono comandate da un singolo albero a camme in testa.

Apparati di navigazione

Un raid così impegnativo abbisognava di strumenti di navigazione e di sicurezza dotati di notevole precisione e grande affidabilità, per questo abbiamo riconfermato l'utilizzo del plotter cartografico a colori AdvanSea T.56 della Plastimo, che dispone di un potente hardware in grado di sfruttare appieno le nuove carte elettroniche Max Chart prodotte dalla Jeppesen Marine. Da segnalare la staffa di supporto che è risultata veramente a prova di salti e vibrazioni e la predisposizione per un'eventuale installazione sui T-Top.

Sea Adventure ringrazia:

GOnautica, Conarg Marine, Honda Marine Italia, Marina di Rodi Garganico, Gamar, Nautica Giada 96, Blue Marine, Jeppesen, Stickers Point, Nuova Rade, Plastimo, Bigblu, Il Gommone.

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