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Mare d'Inverno '03 (da Savona a Punta Ala)
Visto il successo ottenuto dal miniraid Genova/Marsiglia dello scorso anno, abbiamo deciso di continuare con questo tipo di test invernale, cambiando naturalmente sia i mezzi tecnici, sia l'itinerario. Se lo scorso anno la richiesta di navigare nel golfo del Leone c'è arrivata direttamente dalla Francia, questa volta ci è stata richiesta una navigazione nel nord del Tirreno, vale a dire prima tappa da Savona a Macinaggio (Corsica) e seconda tappa con meta finale Punta Ala. La scelta del punto d'arrivo è giunta d'obbligo insieme al gommone da "seviziare", il nuovo Seventeen della Mar-Co, che diventerà certamente una delle star del weekend di "porte aperte" che il cantiere di Muggiò ha organizzato in quel di Punta Ala per il 22/23 di Febbraio. Un battello lungo cinque metri e pieno di sostanza quale il Seventeen rappresenta certamente il limite massimo per una motorizzazione sotto patente, per questo abbiamo scelto di accoppiarlo al Mercury Orion EFI a 4 tempi da 40 hp che, grazie all'iniezione elettronica e all'abbondante cilindrata, offre garanzie di elevate prestazioni e, soprattutto, di grande affidabilità. Il gommone, un grazie alla puntualità di Mauro (Zamuner), arriva ad Arenzano in perfetto orario e viene subito varato a mezzo scivolo; una rapida presa visione dei vari apparati di bordo, poi via verso i pontili dell'Assonautica di Savona da dove il raid prenderà ufficialmente il via. Come sempre l'allestimento del battello è strettamente di serie, con l'unica eccezione di un serbatoio supplementare da 25 lt inserito nel gavone di poppa. Non ho mai messo piede sul Seventeen ma, già al primo colpo d'occhio, sembra proprio un battello tosto; la posizione di guida è piuttosto confortevole e consente una buona gestione dei comandi; soltanto la timoneria pare affetta da una sgradevole ruvidità, mentre lo spazio per stivare le dotazioni, la cassetta degli attrezzi ed il bagaglio che mi sono portato appresso, risulta oltremodo abbondante; a questo punto non mi resta che trovare una posizione idonea per l'installazione del nuovissimo cartografico Navman Tracker 5500 I della Plastimo, e poi tirare una bella linea retta da Savona a Macinaggio. Giovedì 20/02 ore 08.30; il meteo parla di una grossa perturbazione in arrivo dall'Atlantico quindi ho preferito anticipare di un giorno la partenza; fa un freddo cane e per questo mi sono corazzato con tanto di tuta di pyle, cerata completa, guanti, berretto di lana e occhiali a mascherina. Metto in moto il Mercury poi saluto Alberto (Sabatino), amico e direttore tecnico dell'Assonautica Savona, e lascio le accoglienti banchine del porto per dare ufficialmente il via a questo Mare d'Inverno 2003. A proposito di mare, oggi sembra abbastanza tranquillo ma il vento da NE che fa sbattere le sartie delle vele mi dice che al largo non sarà proprio così; appena fuori del porto metto la prua su 150° e... speriamo in bene. Ho iniziato il viaggio utilizzando il serbatoio di riserva per controllare se tutto funziona correttamente ma provvedo subito a reinserire quello principale che contiene 100 litri. Come ampiamente previsto, è stato sufficiente uscire fuori un paio di miglia perché il mare cominci a picchiare sul giardinetto di sinistra del Seventeen; tanto peggio, così non ho avuto il tempo di abituarmi troppo bene. Dopo qualche minuto inizio a entrare in sintonia con le reazioni del gommone e mi accorgo che è piuttosto sensibile all'uso del trim; i 112 kg del Mercury non sono certo pochi ma il gommone sembra digerirli bene. Controllo la velocità sul Tracker, operazione non facilissima a causa della piccolezza dei dati che compaiono sulla parte superiore della carta ma, basta cambiare schermata, et voilà, una bella scritta mi comunica che sto viaggiando a 17 nodi, davvero niente male. A quest'andatura però i salti fuori dall'elemento liquido cominciano a farsi un poco troppo frequenti e lo stress a cui è sottoposto il gommone, e purtroppo anche il sottoscritto, aumenta decisamente. Sono le 10.00 passate ed il mare è girato sino a battere sul mascone di sinistra; ad ogni colpo il gommone tende a spostare la prua sulla dritta e recuperare il giusto angolo di rotta comincia a diventare veramente faticoso; il problema della durezza della timoneria, soprattutto nel virare verso sinistra, è notevolmente aumentato dal senso di rotazione dell'elica (destrorsa) che rende la manovra decisamente difficoltosa. Ormai da un pò di tempo non riesco più a tenere i 150° ma me la lotto sui 160/170°; poco male, andrò a finire dal lato W del dito poi, come sempre, qualche Santo provvederà. Sono le 12.30, ho le braccia a pezzi ed un bisogno impellente da soddisfare, quindi tolgo il gas al motore e fermo il gommone; il vento è teso e freddissimo, per questo cerco di sveltire al massimo le manovre di spogliarello; un'occhiata al GPS e mi rendo conto che sono a metà strada, pardon, metà mare. Già che sono fermo approfitto per bere e trangugiare mezzo panino, che spero fornisca nuove energie agli arti superiori che sento in piena crisi. Il tempo passa lentamente così come lentamente passano le miglia, l'unica buona notizia mi viene dallo strumento multifunzione del Mercury che utilizzo per il controllo in diretta del consumo del carburante; l'apparato segna una media intorno ai 10 lt/h, che sono davvero pochissimi, viste le condizioni del mare e la sua costante direzione contro prua. Alle 16.00, provato dalle botte e dalla fatica, ma anche soddisfatto per la buona prova offerta dal gommone e dal motore, mi fermo a ridosso della Giraglia; tutto ha funzionato benissimo e sono ormai ad un passo da Macinaggio. Mentre addento l'altra metà del panino mi accorgo che una grossa imbarcazione viene verso di me; sono gli angeli francesi del salvataggio in mare (S.N.S.M.); mi hanno visto fermo e sono venuti a vedere che cosa è successo; proprio da loro ricevo la notizia che il distributore è fermo per lavori, quindi non mi resta che prendere la via di Capraia.
Quello che entra nel porticciolo di Capraia alle 17.30 è un uomo a pezzi ma felice poiché, alla fine, tutto si è risolto per il meglio; e domani si vedrà. L'indomani passa tra modifiche alla timoneria (ho dovuto tagliare 8 cm. di cavo) applicazione degli adesivi, rifornimento di carburante e turismo. Sabato 22/02; alle 7.45 eliche già in moto per l'ultimo sforzo; ieri sera c'era calma di vento ma stamattina urla e biancheggia il mar. Con questo NE è già un'impresa uscire dal porto, visto le poderose barre di frangenti che sbattono sulla prua del Seventeen, ma a Punta Ala mi aspettano e non posso mica dargli buca. Man mano che mi avvicino all'Elba il mare sembra calare d'intensità e quando mi trovo al traverso di Portoferraio sembra proprio che il peggio sia passato; purtroppo non è così, infatti, appena doppiato Cavo, il vento inizia a soffiare nuovamente con grande intensità ed il risultato è che mi trovo barre di onde secche e frangenti, questa volta però di prua piena. Ci vuole circa un'ora per riuscire ad aver ragione dei flutti ed arrivare davanti all'imponente frangiflutti del Marina di Punta Ala; i disagi e la fatica svaniscono però in un attimo alla vista della piccola folla festante che mi aspetta presso il molo di transito; sono tutti accaniti gommonauti che non vedono l'ora di dare l'inizio alla kermesse di prove che vede schierata tutta la produzione Mar-Co. L'evento, ottimamente organizzato dal cantiere in collaborazione con la Nautica Biemmegi e Nautica "Da Què Ragazzi", è stato baciato da due giorni di magnifico sole e ha visto una grandissima partecipazione di pubblico che ha preso letteralmente d'assalto tutti i battelli presenti in acqua.
Decisamente completa la gamma dei gommoni messi a disposizione degli appassionati, in gran parte presenti con motorizzazione sia Mercury, sia Suzuki: si partiva dal nuovo Seventeen, motorizzato Mercury EFI 40 e Suzuki DF 40 sino ad arrivare ai giganteschi Twentythree e Twentyfive motorizzati rispettivamente con un Mercury Optimax 225 e con due Suzuki DF 140. Tanto sole e tante prove non potevano che concludersi degnamente a tavola, complice una memorabile e pantagruelica cena, che ha visto la presenza di oltre ottanta accaniti gommonauti da "risotto".
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