Sea Adventure associazione gommonautica sportiva dilettantistica
affiliata al C.S.I. (Centro Sportivo Italiano)

Mediterraneo per Due 2019: c'è una sola costante nella vita ed è il cambiamento, quanto sopra per dire che il raid Sea Adventure dell'anno 2019 si compone di due parti ben distinte, ovvero, il consueto raid in solitaria a lunga percorrenza che, però, al suo interno ne ospiterà un altro con percorrenza minore e due persone a bordo. I gommoni impegnati in quest'avventura saranno l'ormai conosciutissimo Prince 23 Sport Cabin, motorizzato con il nuovo Honda BF 250 Vtec nella versione Sporty White mentre il secondo battello è il Focchi 570 spinto da un Honda BF 100 Vtec. Vista la costante ricorrenza del numero due, due sono i gommoni, due i motori, due i raidmen, il nome scelto per questo raid non poteva che essere Mediterraneo x Due. Finalmente sono pronto, il Prince 23 Sort Cabin dondola placido nelle acque del golfo di Genova mentre il White Bullet (Honda BF 250 Vtec) montato a poppa non vede l'ora di far sentire il suo ruggito, a questo punto non mi resta che mollare gli ormeggi e mettere la prua verso il mare aperto...

Sabato 03/08 1° tappa: il varo avviene il venerdì 02/08 presso le strutture della Cecar Nautica di Genova con la collaborazione di Giovanni Micheli della Jewel Marine, che sarà il mio compagno d’avventura nel raid tunisino, e l’amico Ezio Mirandola della Honda Marine Italia. Oggi i tasselli del puzzle sembrano essersi posizionati al loro posto con il Prince 23 Cabin che dondola placido nelle acque del golfo di Genova mentre l’Honda Sporty White 250 Vtec montato a poppa pare non vedere l'ora di far sentire il suo ruggito e a questo punto non mi resta che mollare gli ormeggi e puntare la prua verso il mare aperto. La rotta è su Solenzara (Corsica), di vento neppure l'ombra, solo il mare si muove con un'onda scomposta evidente residuo del maltempo dei giorni precedenti. Le miglia da percorrere sono 165, come a dire un importante allenamento per dare avvio ad un raid lungo e complesso quale promette di essere questo Mediterraneo x Due. La navigazione in solitario permette di liberare i pensieri senza le costrizioni che ci arrivano dalla vita di tutti i giorni ed è così che i sogni possono prendere il sopravvento sulla realtà; la navigazione, però, impone i suoi obblighi uno dei quali è il controllo dei consumi che per il momento sono abbastanza elevati visto che navigo a 20 nodi con un consumo di circa 35 lt/h che sono parecchio distanti da quelli del vecchio modello. L’arrivo nel porto di Solenzara avviene alle 16.00 con un netto miglioramento dei consumi soprattutto da quando il serbatoio si è alleggerito e con l’Honda che ora si accontenta di 29 lt/h a 22 nodi...

2° tappa: ieri la missione Plasticfree mi ha fatto recuperare una doppia pagaia da canoa, unico residuo plastico avvistato. Oggi la meta è Porto Corallo situato all’estremo sud della Sardegna dove arrivo alle 15.00 soddisfatto dalla stabilità dei consumi che si sono attestati attorno a 1.4 lt/miglio. Niente da segnalare dal settore Plasticfree, un buon segnale che potrebbe indicare una maggior cura nel trattamento dei rifiuti plastici. Il personale del porticciolo sardo si rivela gentile e professionale e anche il costo di ormeggio di 19,00 € è decisamente buono e praticamente pari ai 18,00 € pagati ieri a Solenzara; non altrettanto stimolante il problema che blocca lo scarico del wc a cui trovo soluzione smontando il pezzo terminale della tubazione intasata da alette di legno staccatesi dalle pigne. La sera cena da gourmet al ristorante/pizzeria S'Allegusta e sa Cassola, nome interessante eh, dove mi viene servita un’insalata di polpo davvero superba.

3° tappa: oggi mi aspetta una delle traversate più impegnative del raid, visto che per arrivare a Trapani dovrò percorrere circa 170 miglia di mare aperto; di certo la visione della barca francese che si è sdraiata durante la furiosa tempesta avvenuta nel mese di Maggio proprio davanti a Porto Corallo causando la morte del proprietario non mi rende particolarmente allegro ma tant’è, so bene che il mare, come la vita, può stupirci o tradirci in qualsiasi momento. La temperatura è già elevatissima di prima mattina mentre il mare è caratterizzato da una lieve onda poppiera che facilita il lavoro del binomio Prince/Honda; la navigazione procede rovente ma tranquilla con il mare che continua ad offrirmi la sua onda dolce ma possente, quasi fosse il battito di un cuore innamorato, perché in fondo di amore si tratta, lui me lo dimostra così mentre io ricambio continuando imperterrito a navigare. La parte tecnica dice che ho navigato per 170 miglia ad una media di 20 nodi consumando 225 lt, ovvero, i.32 lt/miglio, ora posso dire di essere pienamente soddisfatto...

4° tappa: stanotte sono stato ospite del cantiere Miceli a Trapani, ora sono le sette e sono pronto a muovere quando il ronzio del cellulare mi avverte dell'arrivo di un messaggio alquanto singolare “il cornetto come lo vuoi ?” Se vuoi farmi del male al cioccolato, rispondo io e così pochi minuti dopo il Peppe Miceli arriva con il cornetto richiesto che servirà a difendermi ad armi pari dal periglioso mare che in realtà è un forza olio e che non può certo impensierire il binomio Prince/Honda. Alle 14.30, presso Punta Secca, ovvero proprio dinnanzi alla famosa villetta del Commissario Montalbano, avviene il rendez vous con il Focchi dell’amico Giovanni Micheli che diventerà il mio compagno d’avventura nel miniraid verso la Tunisia. Un sentitissimo grazie alla dottoressa Lombardo e a tutto lo staff del Marina di Ragusa per la squisita ospitalità offerta da questo marina che rappresenta una delle realtà nautiche più importanti del nostro Paese...

5° tappa: ieri abbiamo preparato il Focchi ed ora siamo pronti a muovere; la prima meta di oggi sarà Malta da dove ci sposteremo nella vicina e meno caotica isola di Gozo. Il mare non è buonissimo con un’onda cattivella che si stampa sulla prua del Focchino facendoci saltellare allegramente; le miglia passano lentamente con il mare che non vuole saperne di mollare e continua a martellare la prua del gommone. Siamo ormai a poche miglia dalla meta, al comando c'è Giovanni 2, non voglio certo togliergli il fascino della prima conquista, che mi dice “ Giovanni, mancano 10 miglia a Malta” “Ok” rispondo, e lui “l’isola non si vede”, io “siamo in rotta?” e lui “Sì” “allora è un problema suo” rispondo… La faccia, dovevate vedere la sua faccia in quel momento… Per la cronaca a 9.25 miglia l’isola dei Cavalieri fa la sua comparsa sulla nostra prua con un sospiro di sollievo del mio compagno. Entriamo passando sotto al piccolo ponte e facciamo un ampio giro nel Grand Harbour poi ci dirigiamo verso il porto di Mgarr nell'isola di Gozo per fare carburante ed una baguette farcita che ci siamo ampiamente meritati, dopo di ché puntiamo verso il pittoresco golfo di Xlendli dove passiamo la prima notte di questo Mediterraneo x Due...

6° tappa: ieri, nonostante il mare poco favorevole abbiamo navigato per 98 miglia consumando 0.64 lt per miglio che per l'Honda BF 100 Vtec sono davvero pochissimi. Oggi la meta sarà l’isola di Linosa, l’abbiamo preferita a Lampedusa a causa del grande affollamento ferragostano e, visto che siamo a bordo di un gommone non immatricolato, per il problema legato al controllo dei migranti. Grazie all’intercessione del Comandante Ignazio Puleo abbiamo avuto la possibilità di contattare Padre Giovanni che è stato parroco di Linosa per molti anni e che ci ha fornito il giusto indirizzo per trovare una location dove poter riposare le nostre stanche ossa. Il Comandante della Guardia Costriera di Lampedusa appena sceso dal SAR e a cui chiediamo lumi ci informa che il piccolo molo dello Scalo Vecchio è libero a tutti e che possiamo ormeggiarvi tranquillamente il Focchi. Nel pomeriggio, grazie al gentile prestito di uno scooter, Giovanni 2 fa il pieno alle due taniche da 25 lt con cui potremo affrontare in sicurezza la navigazione verso Monastir...

 

7° tappa: ieri abbiamo percorso 79 miglia e oggi ce ne toccheranno ben 112 con il mare che si presenta più accondiscendente, così, per la prima volta il binomio Focchi/Honda può esprimere un ottimo comfort di marcia. L’avvicinamento a Monastir richiede attenzione a causa dei bassi fondali ma il Raymarine Axiom 7 ci tiene costantemente informati sulla profondità che abbiamo sotto alla carena e alle 14.15 possiamo entrare trionfalmente nel porto tunisino dove ci aspettano Mondher e suo figlio Mohamed, come a dire i costruttori dei gommoni Focchi in terra tunisina. Entriamo prima negli uffici della Polizia di Frontiera e poi in quelli della Dogana e ci vorrebbe un buon numero di pagine per spiegare l’agitazione che segue alla mia dichiarazione di essere privo di passaporto, ma è un’agitazione di breve durata in quanto uno dei poliziotti si ricorda rapidamente del mio passaggio durante il raid del 2015 insieme all’amico Gianni Iengo, ed anche quella volta ero privo di passaporto. La situazione resta in stallo per una mezz'ora, poi la matassa si dipana grazie alla comunicazione con le alte sfere che si trovano in quel di Tunisi e mi viene consegnato un foglietto che mi consentirà di gironzolare per Monastir e ripartire senza problemi...

8° tappa: ieri era il giorno della ʿīd al-adhā o Festa del Sacrificio, che consiste nel sacrificare una pecora, la cui carne viene divisa preferibilmente in tre parti uguali, una delle quali va consumata subito tra i familiari, la seconda viene conservata per essere consumata in seguito mentre la terza viene destinata ai poveri della comunità che non hanno i mezzi economici per acquistarla. Oggi in quel di Jemmel abbiamo visitato l'azienda Racing Off Short Team che costruisce i gommoni Focchi e realizzato il gemellaggio tra Sea Adventure, GGL20000 ed il club Tunis Nautisme rappresentato dal nuovo amico Tarek Benmiled. Un immenso Grazie agli amici Mondher e Mohamed per la squisita ospitalità e tutte le gentilezze di cui ci hanno fatto dono. Con un po' di emozione lasciamo il porto di Monastir con la prua puntata sull'isola di Pantelleria mentre il Raymarine ci informa che dobbiamo navigare per 86 miglia prima di rivedere l'amico Giovanni del Gatto mio benefattore pantesco. La traversata è senza storia, il mare è buono e ci riserva la visione di ben sette tartarughe a poche miglia l'una dalle altre; le dimensioni sono attorno al mezzo metro, con il carapace bello lucido e tutte velocissime nell'immergersi al nostro arrivo, segnale questo di ottima salute. Entriamo in porto alle 14,45 e ormeggiamo al pontile riservato alla Tortuga poi andiamo a farci una meritata pasta cozze e vongole; passaggio obbligato alla pasticceria del Gatto dove la Manuela ci rifila due bombe ad alto potenziale calorico poi si ritorna al gommone. Tutto benissimo allora, beh, non proprio visto che è sorto un problema, anzi, un grosso problema che porta il nome di Maestrale!!! Ora, visto che il nome di Pantelleria in arabo è Bent el Riah, ovvero l'isola del vento, domani sarà durissima attraversare le tante miglia per raggiungere la costa siciliana. La vita è fatta di momenti, decisioni da prendere in breve tempo e anche un raid richiede spesso decisioni drastiche e questo è uno di quei momenti, quindi, ora o mai più. Un rapido salto al distributore per riempire le due taniche e comunicare a Giovanni 2 la mia decisione; lui non pare proprio convintissimo ma in quel momento ero irremovibile e lui lo ha capito subito. Le miglia che ci aspettano sono quasi 90 e le navighiamo al pari di una gara di Endurance, non mollando mai la manetta sotto ai 27-28 nodi, questo anche quando il mare si alza un poco sulla nostra poppa. Pochi minuti prima delle 21 siamo dinnanzi al lungo pennello di protezione del porto, illuminati da uno splendido chiar di luna, avendo percorso 88 miglia in poco più di 3 ore alla media di oltre 27 nodi, come a dire 170 miglia complessive in un solo giorno di navigazione, davvero niente male per un gommoncino che qualcuno si ostina ancora a definire "da lago"...

9° tappa: dopo l'abbondante colazione consumata presso il b&b Via Lincoln 33, lo segnalo poiché il titolare è un gommonauta pure lui, e ancora ebbri dell'impresa di ieri, ci spostiamo verso il porto dove abbiamo lasciato il gommone ormeggiato senza trovare alcun responsabile della banchina e a ben vedere anche stamattina non c'è anima viva, per cui carichiamo i nostri miseri bagagli e molliamo gli ormeggi nella miglior tradizione portoghese per dare avvio all'ultima tappa del miniraid tunisino. Il mare è splendido anche se il gran caldo fiacca un po' le restanti energie che vengono subito rinvigorite dalla chiamata di Giovanni del Gatto che ci da conferma della buriana di Maestrale che si è scatenata su Pantelleria e le sue precise parole sono “ già alle 05.30 non sareste più potuti partire”... Le miglia per il Marina di Ragusa sono 72 ma il primo step avviene nel porto di Scoglitti dove Ulisse 2 può finalmente riabbracciare la sua Penelope...

10° tappa: Ferragosto se né andato sotto le ire del Maestrale che pare voglia tirarla lunga per cui dopo un lungo conciliabolo decidiamo di muoverci in questo modo: Giovanni 2 e Penelope partiranno in auto con gommone al seguito verso Trapani mentre io punterò la stessa meta un giorno dopo ma via mare. Restando al Marina ho la possibilità di seguire la processione via mare della Madonna di Portosalvo e alla sera dei meravigliosi fuochi d'artificio. Dopo i lunghi giorni di inattività l'Honda fa risentire la sua possente voce e con un po' di malinconia lascio l'accogliente Marina di Ragusa per tirare un lungo bordo sino a Mazara del Vallo dove inizierà la virata verso il canale di Favignana. Il mare arriva da prua ma l'onda non è violenta e mi consente di navigare sui 18 nodi senza troppi salti. Il caldo è asfissiante ma con l'aiuto della doccetta riesco a mitigarlo almeno in parte bagnandomi in continuazione, operazione in cui sono diventato bravissimo visto che riesco a farla con il gommone in piena planata. Alle 15 entro nel lungo canale che porta al cantiere Miceli ma prima di ormeggiare passo alla pompa di benzina dove i 197 litri del pieno sanciscono un consumo di 1,35 lt/miglio...

11° tappa: l'equipaggio della Tunisia si è riunito nuovamente, questa volta con l'aggiunta della Rosy Alacqua, alias Penelope, compagna di Giovanni 2; alle 10.30, su un mare forza olio partiamo alla scoperta della Riserva dello Zingaro, di Scopello e delle cento altre bellezze di una delle coste più rinomate dell'intera penisola; l'arrivo nel porticciolo bomboniera di Castellammare del Golfo sarebbe degno di personaggi ben più importanti di noi visto che il vulcanico nonché gentilissimo Benedetto Buttafuoco ci riceve con tanto di gommone guida fuori dal porto e la battuta “Ci avrà mica scambiati per Abramovich” mi sorge spontanea. Ma gli onori per noi non finiscono qui, ormeggio al traverso all'imbarcadero del Circolo Nautico Castellammare con i due gommoni affiancati, una vera onorificenza sul campo di cui ringrazieremo Benedetto nei secoli a venire...

12° tappa: anche le cose belle prevedono una fine altrimenti non se ne potrebbero iniziare di nuove; i due Giovanni stamattina prenderanno rotte diverse, Gio 2 con Penelope punteranno su Marettimo mentre io farò rotta su Palermo dove sarò ospite dell'amico Danilo Gentile, dealer della Honda Marine. Sono 32 miglia senza storia se si eccettua la bellezza della costa ed in particolare di Mondello; l'ormeggio avviene nello splendido scenario di Villa Igea presso i pontili Di Giovanni ed è foriero di sorprese: il gommone del mio vicino è un Discovery 28 del cantiere locale Altamarea, motorizzato con un'Honda 250 Vtec uguale al mio, bianco a parte, per cui stringere una nuova amicizia diviene un fatto naturale; a bordo c'è anche la giovanissima e bellissima Carolina che è molto incuriosita dal Prince, tanto che dopo essere salita a bordo a dare un'occhiata esce dalla cabina esclamando stupita "Ma lui ha il parquet"...

13° tappa: la navigazione di oggi sarà un po' più impegnativa delle ultime due dato che le miglia da percorrere per arrivare a Lipari sono circa 80. Il bollettino è sempre lo stesso, mare buono, caldo asfissiante e niente da segnalare sotto il profilo del Plasticfree; pare proprio che la maggior cura verso i rifiuti, raccolta differenziata e quant'altro inizi a dare buoni risultati. Sono fermo dinnanzi alla maggiore delle isole Eolie a chiedere lumi a quello che sarà il mio Cicerone in questa bellissima isola e il consiglio che mi arriva dall'Augusto (D'Albora) è quello di passare dalla parte sud tra i faraglioni di Lipari e Vulcano. Cosa fare dinnanzi a tanta magnificenza se non restare incantati a guardare ciò che solo la natura è in grado di fare. Come sempre, prima di andare all'ormeggio faccio carburante e, nonostante sia mezzogiorno, mi ci vuole più di un'ora per rabboccare i 207 litri mancanti, il tutto sotto lo sguardo attento del mio anfitrione...

14° tappa: elencare tutte le gentilezze di cui sono stato oggetto da parte dell'amico Augusto e della moglie Roberta non mi è possibile, ciò che è possibile è ringraziarli dal profondo del cuore. Oggi si torna a navigare sul serio con le 150 miglia che devo coprire per arrivare a Ischia, la maggiore delle isole Flegree; dopo una cinquantina di miglia, causa vento, il mare inizia a muoversi sulla prua del Prince e mi costringe a perdere un paio di nodi pur di conservare un buon comfort di marcia. Si continua così sino al mio ingresso a Porto Forìo situato sul lato ovest dell'isola. Grazie alla gentilezza degli ormeggiatori riesco a trovare un ormeggio proprio in fondo al cul de sac tra barche da pesca ed un vecchio rimorchiatore che, però, è anche il luogo meno battuto dal traffico di barche e traghetti; il lato un po' meno positivo sono i 70,00€ + 2,00 di tassa di soggiorno richiesti per un gommone di 7 metri...

15° tappa: oggi tour dell'isola con l'incontro con tre amiche del nord est che si trovano qui in vacanza; la triade ha noleggiato un gommone che dopo le bizze dovute alla congenita dimenticanza dell'apertura dello sfiato del serbatoio da parte dei noleggiatori, si dimostra affidabile per l'intera circumnavigazione. Qui nasce la storia della migrante salvata dai marosi che, peraltro, di migrante ha proprio poco ad iniziare dal colore della pelle ma che offre lo spunto per grandi risate nostre, poi ribaltate sui social. Ed è proprio grazie ai buoni uffici delle tre semi naufraghe che mi riesce di trovare un ormeggio a Ischia Porto presso il buon Giovanni, un altro, che non sa dire di no a tanta avvenenza; la sera la passiamo a tavola fantasticando sui prossimi naufragi in mare o, in mancanza d'acqua, in qualche trattoria...

16° tappa: nonostante la serata impegnativa, tre donne al seguito sono decisamente tanta roba, alle sette sono pronto a muovere sotto l'occhio attento dell'addetto ai pontili che teme possa incagliarmi in una delle tante cime dei corpi morti che mi sbarrano la strada. Dopo aver dato prova di buon timoniere punto l'Axiom 9 sul promontorio del Circeo da cui poi tirerò l'ultimo lungo bordo che mi porterà al Porto di Roma. Il mare arriva da prua ma con il passar delle miglia gira sin quasi al traverso facilitando il lavoro del Prince che sinora non ha accusato il minimo problema, neppure una vite allentata. Quanto al Plasticfree il bottino di oggi è dato da una confezione di olio motore e due cassette di polistirolo in uso ai pescatori; per la verità ne ho incrociate tre, ma una era ormai diventata proprietà di un piccolo uccello di mare che l'ha difesa involandosi e rientrandovi lanciando grida disperate; non so cosa avreste fatto voi, io me ne sono andato ma non prima di scattare un paio di foto ricordo. L'arrivo nel porto di Roma mi gratifica della cortesia dei marinai che dopo la consueta operazione del carburante mi consentono un paio di scatti fotografici dinnanzi al nuovo show room della Honda e poi mi mettono a dormire in un posto tranquillo e comodo per la discesa a terra. La parte tecnica dice 100 miglia con 136 litri di carburante ad una media oraria appena sopra ai 20 nodi, cosa volere di più dalla vita...

17° tappa: grato della fiducia del porto, la chiavetta elettronica non ha richiesto cauzioni in denaro e mi basta lasciarla nella colonnina per poter partire tranquillamente alle 07 quando quasi tutti ancora dormono; primo lungo bordo di 65 miglia sul promontorio dell'Argentario che fungerà da trampolino di lancio per il secondo verso capo Falcone (Piombino) superato il quale entrerò nel marina di San Vincenzo. Abitualmente passo piuttosto lontano dalla costa ma qui è tutto un susseguirsi di isole e così mi trovo sempre in compagnia della terra, da un lato Giannutri, Giglio, Montecristo, Pianosa ed Elba, dall'altro lo splendido promontorio dell'Argentario, come a dire luoghi nautici indimenticabili. Alle 13.30 entro in porto ma devo aspettare sino alle 15 per fare carburante dopo di ché vengo ormeggiato al traverso nel canale d'ingresso posto non tranquillissimo durante il giorno ma ottimo per la notte; per la cronaca il costo di 40,00€ mi pare accettabile...

18° tappa: a differenza di Roma qui la chiave elettronica ha richiesto una corsa alla reception per recuperare i 20,00€ di cauzione, ma oggi non fa molta differenza visto che sarà l'ultima tappa di questo raid magari anomalo ma decisamente interessante. Le miglia sono 110 e saranno percorse tutte in un sol bordo che inizia appena fuori dal marina di San Vincenzo per terminare nel golfo di Genova. Durante le sei ore di navigazione su un mare tranquillo e senza vento è quasi d'obbligo tirare le prime somme scaturite da questo raid che mi sento di poter definire inconsueto e le sensazioni avute sono state tutte positive, come non ricordare la bellissima accoglienza in terra tunisina o la navigazione a manetta sul Focchi verso porto Empedocle e potrei continuare così per ore ma sono ormai le 13 ed il Prince è ora tristemente attaccato al suo cordone ombelicale in quel de Il Pontile di Genova Pegli...

Tappe Prince 23 Sport Cabin

Genova – Solenzara (Corsica) 165 miglia

Solenzara - Porto Corallo 165 miglia

Porto Corallo - Trapani 170 miglia

Trapani - Marina di Ragusa 140 miglia

Marina di Ragusa - Trapani 140 miglia

Trapani - Castellammare del Golfo 33 miglia

Castellammare - Palermo 32 miglia

Palermo - Lipari 80 miglia

Lipari - Ischia Forio 150 miglia

Ischia - Ischia Porto 15 miglia

Ischia Porto - Porto di Roma 100 miglia

Porto di Roma - San Vincenzo 120 miglia

San Vincenzo - genova Pegli 11G0 miglia

Miglia totali 1.420

Dati di navigazione

Giorni navigazione 13

Ore navigazione 78

Miglia percorse 1.420

Velocità media 18.20 nodi

Consumo totale 1.950 litri

Consumo orario 25 lt/h

Consumo x miglio 1.37 lt

Tappe Focchi Family 570

Marina di Ragusa - Malta - Gozo 98 miglia

Gozo - Linosa 79 miglia

Linosa - Monastir (Tunisia) 112

Monastir - Pantelleria - Porto Empedocle 174

Porto Empedocle - Marina di Ragusa 72 miglia

Miglia totali 535

I protagonisti del Raid Mediterraneo x Due2019

Il Prince 23 Sport Cabin

Il Prince 23 Sport Cabin impiegato nel Raid Mediterraneo x Due 2019 è il più piccolo tra i battelli cabinati prodotti dal cantiere Nuova Jolly di Bussero (MI). Il gommone si caratterizza per una linea gradevole e la razionale disposizione degli spazi. Il 23 Sport Cabin adotta la carena impiegata dal gemello Prince 23, nota per la profondità della «V» e la capacità di comportarsi egregiamente anche sulmosso. Lievimodifiche sono state operate solo nelle sezioni prodiere, sopra la linea di galleggiamento, allo scopo di rendere più comodi la cuccetta in cabina e il prendisole sul ponte. La tuga rappresenta il «cuore» del 23 Cabin e offre spazio a sufficienza per almeno due persone. Il bagno non è separato (la privacy è ottenuta da una tenda) ed è equipaggiato con un wc marino provvisto di maceratore e serbatoio delle acque nere. La coperta prevede una dinette, mentre il frigorifero è integrato nella seduta del pilota che può ospitare anche un piccolo lavandino con fornello. Sicuri i passaggi laterali verso la zona prodiera grazie ai due bordi esterni che evitano di scivolare. Questo allestimento, minimale ma funzionale, in abbinamento alle ottime doti di navigazione, fa del Prince 23 Cabin un battello ideale per un camping nautico a largo raggio.

Il motore Honda 250 Vtec Sporty White

Il motore utilizzato nel Raid Mediterraneo x Due 2019 era Honda BF 250 Vtec (250 hp) nella nuova edizione Sporty White ed era accoppiato ad un’elica in acciaio a tre pale da 15.3/8” x 18”. Il blocco motore propone un’architettura a 6 cilindri disposti a V di 60° per una cilindrata complessiva di ben 3.583 cc. I bassi consumi di benzina, assicurati dalla tecnologia Lean Burn (miscelazione magra) hanno contribuito ad aumentare l’autonomia e si sono rivelati determinanti nelle lunghe traversate.

Il Focchi 570 Family

Il Focchi 570 Family è un gommone di fascia medio/economica con spiccate prerogative velocistiche favorite da una carena “scorrevole” e dal peso contenuto. Le prestazioni con mare formato sono state buone mantenendo la prua sempre ben alta, quanto sopra è merito anche dell'ottimo assetto messo a punto dalla Jewel Marine dell'amico Giovanni Micheli. Ottima la robustezza della vtr e della parte gommata che non hanno mostrato alcun segno di cedimento o usura... Il piano di coperta è autovuotante statico, soluzione di per sé pregevole, ma che induce le persone a bordo a sentirsi poco protette dai tubolari...

Il motore Honda 100 Vtec

Honda BF 100 V-Tec, cilindrata di 1.496 cc, 4 cilindri in linea, distribuzione monoalbero in testa (SOHC) 16 valvole, Vtec e alimentazione lean burn (carburazione magra).

Il GPS

Il nuovissimo Dragonfly 9 rappresenta il top di gamma della nuova generazione di combinati, ecoscandaglio e GPS, prodotti da Raymarine. Il Dragonfly 9 è equipaggiato con la tecnologia CHIRP ad ampio spettro che offre una visione del mondo sommerso molto simile a quella reale ed è dotato di un'antenna GPS interna a 50 canali con tecnologia ad acquisizione rapida. Grazie all'impermeabilità conforme agli standard IPX6 e IPX7 è particolarmente adatta alle installazioni in pozzetti aperti sia con montaggio incassato sia con l'apposita staffa orientabile a sgancio rapido predisposta per un blocchetto di sicurezza opzionale. Il Dragonfly 9 è rimasto in funzione anche 10 ore consecutive senza mai palesare alcun tipo di inconveniente.

La bussola

La bussola Urania 4 della Riviera si è dimostrata ancora una volta all'altezza della situazione, offrendo una notevole precisione ed un ottimo fattore di smorzamento anche durante le tappe più impegnative.

Sea Adventure ringrazia: cantiere Nuova Jolly, Suzuki Marine Italia, Cocoon, Raymarine, Nautinox, Tappezzeria nautica Toti Benito, Marcucci, Sea Best, Stickers Point e Mokinba hotel Milano.

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