Sea Adventure associazione gommonautica sportiva dilettantistica
affiliata al C.S.I. (Centro Sportivo Italiano)

Sono passati ventanni da quell'ormai lontano 1997 quando, in compagnia dell'amico Stefano Castiglioni, abbiamo portato felicemente a termine il raid denominato "Sulle rotte del flamenco" che aveva come meta Siviglia. La differenza sostanziale con il Siviglia 2017 di oggi è soprattutto nell'itinerario che prevede anche il ritorno, e che ritorno, via mare; per il resto sarà un deja vu di luoghi e persone ma anche un confronto tecnico tra i gommoni, i motori e gli accessori di quella generazione e quelli odierni.

1° tappa Martedì 30 Maggio: alle 07.45 il Prince 23 Sport Cabin II, l'ho siglato così perchè è il secondo modello che uso, lascia le banchine de Il Pontile di Genova Pegli con rotta su San Vincenzo (Li). Vento sui 10 nodi, solo il mare si muove con un'onda scomposta evidente residuo della mareggiata dei giorni precedenti. Le miglia da percorrere sono circa 110, come a dire un buon allenamento per iniziare un raid lungo ed impegnativo quale promette di essere questo Siviglia 2017. La navigazione un pò saltellante non mi permette di superare i 16 nodi ma questo stato di cose, per fortuna, dura solo una trentina di miglia poi il mare inizia a calare favorendo il Prince che adesso scivola con facilità sulle acque spinto con vigore dall'Honda BF 250 Vtec. Da questo momento vista la calma di mare e di vento inizio le prove di consumo giocando con il trim sino a quando il gommone arriva a navigare a 22 nodi con un consumo di 25 lt/h. Nulla da segnalare sino alle 14.00 quando entro in porto dopo circa 6 ore di navigazione e 130 miglia totali che sono comprensive di quelle navigate ieri da Varazze a Pegli; il pieno è di 146 litri e sancisce 1.12 lt/miglio, ovvero il consumo segnalato dagli strumenti. Un primo risultato assai lusinghiero per l'accoppiata Prince/Honda 250 Vtec.

2° tappa: un consumo inferiore ad 1,2 lt/miglio per un gommone semicabinato di oltre 7 metri e 1.700 kg di peso a secco, rappresenta un risultato impensabile solo pochi anni fa; il primo pieno è stato fatto al distributore stradale con il gommone sul carrello e nel nuovo serbatoio in alluminio sono entrati 290 litri per un costo di € 499,50; ora, se calcoliamo che i 146 litri messi a San Vincenzo sono costati € 242,40, il risultato è che ho pagato più allo stradale di Genova che nel Marina di San Vincenzo, vatti a fidare dei genovesi! Alle 07.30 motore in moto e rotta sul porto di Roma; il mare è tranquillo ma così resta soltanto per una ventina di miglia poichè nel canale di Piombino c'è la consueta maretta che mi costringe a tirare indietro la manetta del gas. Qualche miglio prima dell'Argentario il mare torna calmo e così posso spingere il Prince sino a 25 nodi e la miglior prestazione che ottengo oggi è di 25.2 nodi pari ad un consumo di 30.2 litri, in pratica 1.2 lt/miglio. Alle 14.00 arrivo dinnanzi al distributore del porto di Roma ma è chiuso, pazienza, il pieno lo farò domattina.

3° tappa: il distributore pare aprirà verso le nove e io non ho alcuna voglia di aspettare, quindi alle 08.00 esco dal porto di Roma ed imposto il primo bordo sul promontorio di Anzio. La navigazione scorre tranquilla sino al traverso di Nettuno quando mi accorgo che una barca sta facendo rotta su di me a sirene spiegate! E' una vecchia barca siglata Esercito Italiano ed i due di bordo mi informano, non troppo amichevolmente, che tra poco in questa zona ci saranno delle esercitazioni di tiro! Vengo invitato a tornare verso Anzio ed ho un bel spiegare che io devo andare a Napoli, questi non vogliono sentir ragioni; mentre discutiamo animatamente noto che al largo ci sono delle barche che delimitano il campo di tiro, così tranquillizzo amabilmente i due militari e punto il gommone verso Anzio ma dopo qualche minuto cambio rotta e punto su una della barche al largo che raggiungo in pochi minuti e, sorpresa, si tratta di un King 670 della Nuova Jolly. All'unica persona a bordo chiedo cosa devo fare per proseguire il mio viaggio, lui chiede lumi via radio ed il responso è quello di portarmi 7 miglia al largo della costa, poi proseguire sino al traverso della Torre Astura da dove potrò tirare una diagonale sul promontorio del Circeo. Facilissimo, siamo già 5 miglia al largo e la torre Astura è poco più avanti, quindi nema problema e alle 11.00 entro a San Felice Circeo per fare carburante. La navigazione riprende verso capo Miseno dove virerò per raggiungere Baia. I tre giorni successivi sono teatro del 1° Raduno Nuova Jolly promosso dalla Nautica Cesare (NA) in collaborazione con il cantiere di Cologno Monzese, come a dire tre giorni di navigazione in luoghi meravigliosi quali Ischia, Ventotene e Capri, in compagnia di uno splendido gruppo di amici gommonauti.

4° tappa: ieri, 23 Giugno, sono ritornato a Baia per riprendere il Prince che avevo lasciato nelle sicure mani dell'amico Mimmo (Nautica Cesare) al termine del Raduno Nuova Jolly, e ora sono pronto a muovere con destinazione Circeo. Il canale di Procida mi accoglie con la solita maretta che continua per una decina di miglia, salvo poi calmarsi man mano che mi avvicino alla meta. La miglior prestazione sui consumi di oggi si attesta sui 27.8 lt/h a 23.5 nodi. Nel pomeriggio provvedo a cambiare l'elica a tre pale 15,1/2" x 17" con una da 15,3/8" x 18" che conto di testare nella lunga tappa di domani verso Cannigione.

5° tappa: oggi si comincia a fare sul serio visto che per arrivare a Cannigione devo percorrere circa 170 miglia; l'allenamento lascia ancora un pò a desiderare, speriamo che il mare ne tenga conto. Alle 5.45 lascio l'accogliente porto del Circeo dove mi ero attraccato ad una piccola banchina destinata allo sbarco dei tender senza che nessuno si sia sognato di chiedermi cosa facessi lì (alle volte i loghi degli sponsor a qualcosa servono).Il meteo affisso ieri in Capitaneria non era niente male e per una sessantina di miglia tutto procede per il meglio anche se una piccola onda continua imperterrita a sbattere sulla prua del gommone. L'elica appena montata sembra svolgere bene il proprio compito nonostante il mare cambi registro e mi costringa a tirare indietro la manetta del gas, prima a 16/17 nodi, poi a 12/13, alla faccia delle previsioni! Si continua così sin quasi all'arrivo dove ci si mette anche un pizzico di Maestrale a complicare le cose e quando finalmente accosto al distributore di Cannigione sono stremato anche se due cose mi sollevano il morale: i tre gruppi di delfini saltatori, così definisco quelli quelli che mi inseguono compiendo balzi strepitosi, e i 203 litri di carburante che entrano nel serbatoio del Prince. Due conti rapidi sentenziano che 203 litri divisi per le 170 miglia esatte navigate oggi danno come risultato 1.194 lt/miglio che con il mare di oggi sono un risultato semplicemente strabiliante.

6° tappa: ho passato la Domenica insieme agli amici del pontile Albatros e a rimettere a posto tutto ciò che si è svitato ieri durante una navigazione piuttosto movimentata. Oggi tappa tranquilla verso Alghero, ideale trampolino di lancio verso le isole Baleari. L'ora della partenza si allunga alle nove causa colazione e saluti agli amici. Poi la prua del Prince punta decisa nel canale de La Maddalena, accarezzando Palu e le Bocche di Bonifacio; passata Santa Teresa di Gallura tiro un lungo bordo dritto che mi porterà a Stintino. Il mare è buono anche se l'onda lunga arriva sempre sulla prua del Prince che naviga leggero spinto dalla belva argentea montata a poppa; grazie ai due strumenti Raymarine ho una visione compleata dei parametri del motoree noto con piacere che i consumi restano su valori ottimali.Ancora una volta mi trovo al cospetto di uno dei paesaggi più belli del mondo e sfido chiunque a passare dinnanzi alla Pelosa senza provare la voglia irresistibile di buttarsi in queste acque dai meravigliosi colori. Oltre il passaggio dei Fornelli viro a sinistra ed eccolo lì che mi sta aspettando: è il mare aperto, quello con l'onda possenteche sa di libertà! Arriva sul giardinetto di dritta del Prince e lo fa volare all'interno di un'onda maestosa ma buona, che ti invita a mettere giù la manetta verso la meta. In questa situazione favorevole per un paio di minuti l'Honda tira fuori dal cilindro un 25.6 nodi per un consumo di 25.9 lt/h. I conti li lascio fare a voi, io dirò solo che le miglia navigate oggi sono 99.

7° tappa: una vecchia canzone diceva "voglio andare ad Alghero..." ed io ad Alghero sono arrivato una settimana fa ma non sono più riuscito a muovermi a causa di un meteo che non vuole smettere di far biancheggiare il mare. L'attesa però non è stata vana, visto che ho preso l'impegno di aiutare l'amico Luca Belli per preparare un gommone adatto alle sue condizioni di diversamente abile, in modo da essere completamente autonomo sia nella salita/discesa a bordo, sia nella navigazione. Alle 06.00 del mattino sono pronto a muovermi con il serbatoio pieno sino all'orlo più la tanica di scorta, non si sa mai. Lascio il pontile alla volta di porto Mahon nell'isola di Minorca (isole Baleari); il mare si è finalmente placato ma le onde continuano ad arrivare da prua, che sia una maledizione... No, non lo è perchè dopo le prime 60 miglia l'onda scende e gira sul mascone di dritta e così posso guadagnare un paio di nodi che su queste distanze fanno sempre comodo. Faccio uno step ogni 50 miglia ed ora sono al terzo; poco fa ho avvistato un branco di delfini saltatori e poco prima ho sfiorato una tartaruga, come a dire che di benvenuti ne ho già ricevuti a iosa. Intanto complimenti a Lamma meteo che oggi ha proprio azzeccato tutto, dal vento all'altezza delle onde, dalla direzione del mare alla calma dell'arrivo. Ci siamo, ormai Mahon è lì davanti a me, il mare è calmissimo e sto navigando a 24 nodi; poco prima di entrare in porto travaso la tanica che non mi è servita poi vado alla gasolinera per il pieno che è di 196 litri, a cui però vanno aggiunti i 25 della tanica e siamo così a 221, che per 194 miglia sono davvero pochi.

8° tappa: alle 07.00 puntualissimo arriva il gestore del distributore, quindi, motore in moto e partenza verso Palma de Maiorca. Ieri ho ormeggiato alla "portoghese" al distributore perchè l'alternativa era sborsare 80,00 euro al Marina... Faccio la prima sosta dopo 50 miglia di navigazione e spalmare la Nutella sul cornetto con un cacciavite, cullato da queste ondone, non ha prezzo! Alle 13.00 sono dinnanzi al distributore del porto di Palma (scoprirò poi che ce ne sono tre) dove faccio il pieno che conferma la solita media sotto al 1,2 lt/miglio. Ormeggio al Real Club Nautico di Palma per la modica somma di 45.50 euro a notte, però, piscina compresa. Turisti, turisti e poi ancora turisti, ci sono tre navi da crociera in porto, e questo può dare un'idea della massa di gente in giro. A "tiro di piede" mi accorgo subito che è un sogno cercare un locale spagnolo vecchia maniera, così entro a Casa Michaela, cucina italiana di qualità, chef di Udine, dove posso abbondantemente recuperare le forze perse in navigazione.

9° tappa: anche stamattina si parte presto, con meta il porto di Altea. Il mare resta buono sino all'uscita dalla protezione dell'isola, poi le onde diventano importanti ma per fortuna arrivano sul giardinetto del Prince, con il risultato di trovarci sballottati come un tappo di sughero, ma un tappo si sughero che si permette di sballottare a 21/22 nodi; mancano una quarantina di miglia alla meta e verso terra tutto è diventato di color grigio, con il cielo che si illumina di lampi e saette. Quando ormai sono convinto di averla scampata, ecco che arriva la prima pioggia di questo Siviglia 2017, speriamo porti bene per il prosieguo del raid. Le cifre di oggi dicono 145 miglia navigate in 8 ore e 186 litri di carburante consumati.

10° tappa: poco più di 100 miglia di navigazione a “tappo di sughero” anche oggi. Superato il sempre nervoso Cabo de Palos (che non è quello di Colombo) il mare diventa impegnativo sin quasi all'arrivo, ma nell'ultimo breve tratto davanti al porto si placa ed il gommone si trasforma in un proiettile dalla coda argentea che stampa un ottimo 39.8 nodi. A volte mi chiedo cosa avrò mai nella testa per tirare fuori espressioni poetiche quale “coda argentea” per descrivere l'Honda 250 Vtec... Chissà, forse sarà il sole, beh, comunque sia questi sono i dati della giornata: 103 miglia navigate in 6.5 ore e 134 litri di benzina consumata.

11° tappa: oggi si parte tardino perché il marinero a cui devo restituire la chiave elettronica e recuperare i 20 euro di cauzione è introvabile. Il mare non è dei migliori ma il proiettile d'argento non si smentisce neanche oggi e macina le sue 83 miglia portandomi a Roquetas de Mar in poco più di quattro ore.

12° tappa: il golfo di Malaga è pescosissimo e i delfini lo popolano in gran quantità. Ho snobbato i primi due gruppi di saltatori ma ora sono fermo davanti all'ultimo gruppo per seguirne le evoluzioni, sempre altamente emozionanti. La sosta è prevista a Sotogrande dove faccio benzina e chiedo un ormeggio per la notte; non è la prima volta che ormeggio in questo porto ma oggi mi snobbano con un “pneumatica de siete metros ?” mi chiede l'impiegata schifata dal tipo d'imbarcazione e dall'esigua metratura. Lascio subito Sotogrande e dirigo sul porticciolo successivo ma sempre con scarsi risultati, anche se qui la scusa è che è un'associazione di pescatori e... A questo punto non mi resta che puntare su Gibilterra; avrei voluto passare la Rocca domattina per avere la luce giusta per le foto ma tant'è! In ingresso si balla parecchio, il vento qui non manca mai, e dirigo sul grande Marina in fondo alla rada; ora indovinate da soli o ve lo dico? Il marinero, con la stessa aria di sufficienza vista in precedenza, mi dice che per il mio gommone qui non c'è posto! Stavolta però esplodo e gli sparo tutta una serie di saracche che avrebbero steso uno scaricatore di porto. Non possono farlo, hanno l'obbligo di ricevere tutti ma sono solo, non ho testimoni e sono stanco di questa giornata che pare non finire mai! Me ne vado, provo in un'altra associazione di pescatori senza successo, e sono praticamente al fondo del porto dove c'è il Club Maritimo Linense. Dallo sguardo buono dei due marineros capisco subito che è fatta!!! Finisce che ora sono socio onorario a vita del Club Linense e posso tornare quando mi pare e piace, il tutto alla faccia di quella banda di strunz...

13° tappa: ho dormito come un angioletto sotto alla mitica Rocca dopo aver mangiato un calamaro gigante che sarebbe bastato ad almeno tre persone, ed ora mi sento pronto ad affrontare l'Atlantico. Taglio una diagonale del golfo di Algesiras e copro le poche miglia che mi separano dal faro di Tarifa che segna l'ingresso in Oceano. Qui il fenomeno delle correnti è impressionante, il mare è calmissimo ma tutto ad un tratto inizia a bollire senza una ragione apparente, è più o meno lo stesso fenomeno che si verifica nello stretto di Messina anche se qui le proporzioni sono di ben altra portata. Scattate un paio di foto, riabbasso la manetta dell'acceleratore e a mezzogiorno in punto entro felicemente nel Puerto de Rota, ultima tappa prima di Siviglia.

14° tappa: sono le 07.00 e la gloria ci attende... beh, forse anche un po' meno. Esco dal porto, viro a dritta ed in poco tempo copro le 11 miglia che mi separano dalla foce del fiume Guadalquivir; cerco di avvicinarmi al relitto che troneggia all'ingresso del fiume, ma la marea è bassa e mi devo accontentare di una foto da lontano, inutile rischiare. Avrebbe potuto essere una navigazione rilassante ma il sole che mi punta dritto negli occhi provoca un riverbero duro da sopportare; inoltre, questa luce accecante mi fa vedere in ritardo i segnali di direzione della navigazione fluviale, così devo procedere a bassa velocità. A mezzogiorno sono a Puerto de Gelves dove farò base per due giorni prima di iniziare il lunghissimo viaggio di ritorno. I dati della giornata recitano 73 miglia di cui 62 di acqua dolce che come tali vanno convertiti in km, che sono 115.

15° tappa: ieri turista per caso: il pilota del bus M140, e se l'ho definito pilota un motivo c'è, già sulla tangenziale verso Siviglia aveva fatto intendere di che pasta era fatto, ma è nelle strade cittadine che ha offerto il meglio di sé facendo dei peli alle auto in sosta che nemmeno il famoso Silkepil avrebbe saputo far meglio. Una ventina di minuti dopo mi scarica ad un centinaio di metri dalla famosa Torre de Oro a due passi dalla città vecchia; un largo giro, qualche foto, una paella de mariscos di bassa lega e si rientra al puerto; provate ad indovinare chi pilotava il bus di ritorno. Oggi lascio Siviglia e ridiscendo il Guadalquivir che pare abbastanza trafficato, infatti, durante la navigazione incrocio un paio di piccole navi che risalgono ed un traghetto sponda/sponda. Alla foce del grande fiume, l'Atlantico si presenta decisamente mosso ma le miglia sono poche e a mezzogiorno faccio il mio secondo ingresso a Puerto de Rota. Un rapido controllo all'olio motore ed al filtro benzina che risultano perfettamente a posto e un salto dal peluquero per il taglio dei capelli che sono pochi ma ormai troppo lunghi...

16° tappa: quando le cose non vanno come ti aspetti: stamattina mare piatto con una foschia da 50 mt di visibilità, quindi, partenza tranquilla alle 8.30. Tutto bene sino a poche miglia da Cabo Trafalgar dove l ammiraglio Nelson ha richiesto il suo tributo di sofferenza... Il mare qui è davvero grosso ma il Prince non si lascia intimorire e dimostra ancora una volta che quando il gioco si fa duroi noi possiamo continuare a giocare; passo sul fianco di una grande vela, 16 mt di roba, che sta lottando con i marosi a 4-5 nodi, lui mi guarda, io lo guardo, lui è incredulo perchè io passo sugli 11/12 nodi e quasi sono incazzato perché non riesco a spingere di più... Sino a Tarifa è stata sofferenza, ma se si eccettua il passaggio sulle creste, non credo di essere mai sceso sotto ai 9 nodi. A Gibraltar stesso ormeggio al Circolo Linense dove faccio la conta dei danni, un po' di viterie da stringere, inoltre all'appello mancano i guidoni del club di Milano e Torino ma erano gli unici che sbattevano contro la ciambella salvagente; cosa dire se non che cadere a Gibraltar è una fine degna per dei navigatori. I danni interni per fortuna sono limitati al completo srotolamento della carta igienica...

17° tappa: stamattina a Gibraltar le nuvole passano raso terra, il cielo è nerissimo ma il mare sembra buono, quindi, prua su Sotogrande per il carburante, non l avrei fatto nel Marina di Gibraltar nemmeno se me la regalavano. Assenza di vento, mare piatto e la rotta su Roquetas è praticamente obbligata, oggi è domenica ed entrare in un porto in cui non sono già stato significherebbe un tempo di attesa infinito. Quando Lui, il mare, vuole farti male non lo mostra mai subito poiché prima della partenza puoi scegliere di andare o non andare; se vai sai cosa ti aspetta ma se parti con mare buono e devi fare più di 100 miglia, quando mancano le ultime 25/30 inizi a pensare “un oretta ed è fatta” ed è allora che Lui ti frega, scapoli un capo e ti trovi il mare già grosso, poi arriva il vento che comincia a pompare e quando mancano 15 miglia, la velocità si è ridotta e alla meta manca sempre un oretta; nel frattempo cominci ad essere stanco, con le gambe che faticano ad ammortizzare i colpi, e continui così per un'altra lunghissima ora e quando alla meta mancano soltanto un paio di miglia ,il mare cala come se Lui volesse dirti "per stavolta è andata così, ma attento alla prossima"... L'ormeggio a Roquetas costa €16.06.

18° tappa: ieri sera el marinero del puerto ha sentenziato: magnana Levantata fuerza cinco por dos/tres dia; e che cazz, dovrei stare qui almeno un paio di giorni se tutto va bene! Però, a 60 miglia mas o meno c'è Garrucha! Pensiero demenziale del mattino: è pur vero che la rotta per uscire dal Golfo è sui 90° ed il Levante da lì arriva, ma un forza 5 non è mai stata la morte di nessuno; certo c'è da passare il cabo incazzoso ma le miglia sono poche... mhm, questa delle poche miglia mi pare di averla già sentita! Vabbè aspettiamo che arrivi il capo per pagare l'ormeggio e poi si prova a partire. Ogni tanto mi ripeto che le miglia sono poche ma che saranno durissime anche se sono conscio di quel che mi aspetta e ho le gambe riposate. Però, però alla fine ce la faccio e le ultime 3 miglia le volo a 18 nodi, e quando finisce così, per un attimo ti senti invincibile, anche se solo per un attimo...

19° tappa: Levante anche oggi, e anche oggi mare sul naso, ormai sta diventando un must; comunque partire si parte, poi dove si arriverà, si arriverà. La prima meta possibile è Aguilas ma 20 miglia sono davvero pochine, allora potrei puntare su Mazarron, una vecchia conoscenza che si trova ad una quarantina di miglia, dai vamos per el mar... Le prime miglia passano discretamente ma vento e mare sono in costante aumento e con questo mare più in là di Mazarron non ci arriverei. Alla fine è andata benissimo perché sull anemometro del Puerto alle ore 14,00 il Levante pompava da 31 a 36 nodi e passare a quell'ora l incazzoso Cabo Palos sarebbero stati cazzi veramente acidi. Sotto la sorveglianza telefonica del guru Honda Giovanni Micheli, in arte Jewel Marine, riesco a zittire il bep bep che segnala il tagliando; inoltre, oggi ho superato le 2000 miglia di navigazione, altro traguardo importante anche se ne mancano ancora molte per Venezia.

20° tappa: finalmente il Levante si è levato dai maroni ma il mare, anche se in caduta, è rimasto duro e scapolare l'incazzoso Cabo Palos non sarà facile anche se stamattina ho fatto persino il training autogeno cercando di auto convincermi di essere io il più forte. Da tempo la porta della cabina mi dava preoccupazioni così ho di bloccarla con un elastico che la tenga chiusa in modo da preservarla dai colpi più violenti; certo che fare due fori senza trapano e senza scheggiare la vtr, ci vuole una gran pazienza anche se il risultato lascia a desiderare causa la scarsa qualità dell'elastico; vabbè, domani cambierò anche quello. Alle 12.30 entro nel porto di Santa Pola e, data l'ora mi lascio tentare dall'entrare in un lounge bar... Lo so che non devo fidarmi di questi locali ma era così vicino, e così insieme alla tapas di polipo mi hanno rifilato un Tinto de Verano preso da una bottiglietta confezionata! Cavolo, ci stiamo avvicinando rapidamente sulla via dell'estinzione....

21° tappa: oggi il mare è praticamente calmo e non ho problemi a coprire le 50 miglia per arrivare a Javea, sede ideale per la traversata di domani su Palma de Maiorca, per fare carburante, e poi spostarmi nel porticciolo di Sa Rapita che è il punto più vicino per la traversata del giorno dopo con meta porto Scuso in Sardegna. Per fortuna il club velico di Javea mi fa dono di una tanica da 30 litri che accoppiata alla mia da 25 lt dovrebbero garantirmi l'autonomia di quella che sarà la più lunga traversata di questo raid. Ieri mi sono dimenticato di dire che la modifica GB al monoleva ha funzionato ed il mignolo mi ha ringraziato. Oggi modifica all'elastico della porta che pare funzionare alla grande.

22° tappa: stamattina la prima meta è Palma e lui, il mare, ci ha abbuonato le ultime 20 miglia perché le prime 100 ce le ha fatte guadagnare tutte; penso che dovrò fare una makumba sulla prua del Prince visto che l onda arriva sempre da lì. Fatto il pieno anche alle taniche riprendo la navigazione verso il porto di Sa Rapita che si trova nella parte sud dell'isola, dove preparerò il gran balzo verso la Sardegna... Vado a letto prestissimo perché domani mi aspetta la traversata più lunga, circa 260 miglia, e nel caso non mi sentiate per qualche giorno, spero che qualcuno chiami telefono azzurro. Per fortuna anche qui c'è il distributore così rabbocco il serbatoio del poco carburante che ho consumato arrivando da Palma.

23° tappa: ore 04.45, sì avete letto bene, l'Honda fa sentire la sua voce ed il Prince lascia il tranquillo ormeggio per dare avvio al suo giorno più lungo; il primo problema è la forte luminosità degli strumenti che mi impedisce un minimo di visibilità nella notte ma mi è bastato abbassare quella del Raymarine che contemporaneamente si sono abbassate anche quelle dei due strumenti di controllo motore, una vera figata. Il golfo di Sa Rapita è immerso nel buio più completo mentre le barche da pesca abbondano, quindi minimo di planata e occhi sgranati; sul meteo sono tranquillo poiché, prima di avventurarmi in questa impresa, ho preteso un summit nel pozzetto del Prince con Eolo e Poseidone; questa la mia proposta: voi mi lasciate in pace per la traversata di domani ed io cancello tutti i crediti maturati a causa del Levante. I due si sono guardati, hanno fatto un cenno d'approvazione e così è stato. Il mare è stato buono e con pochissimo vento per circa 250 miglia e l unica strizza che avevo era dovuta alla quantità risicata del carburante che però il parsimonioso Honda ha saputo farsi bastare. A 50 miglia dalla partenza ho travasato la prima tanica mentre l'altra l'ho tenuta di riserva sino a 10 miglia da Porto Scuso, quando ero ormai sicuro di arrivare a terra; nel porto non ho trovato il carburante ma per fortuna Calasetta dista solo 5 miglia e qualche litro di benzina per domani è rimasta.

24-25° tappa: ieri sono stato ospite della famiglia Cirronis, noleggiatori di gommoni a Sant Antioco e a Calasetta che ringrazio per la squisita ospitalità e un grazie particolare va ad Emanuele che ha timonato il Prince nello scarsamente segnalato canale di Sant'Antioco sino al pittoresco porticciolo che ne porta il nome. Oggi altra tappa mega, ben 207 miglia per arrivare in quel diTrapani presso gli ospitali pontili del Cantiere Miceli; il mare è calmo e la navigazione si interrompe solo ogni 50 miglia per prendere fiato e bagnarmi per combattere il caldo terribile di questi giorni. Come diceva la famosa poesia "e quando soffia il Maestrale urla e biancheggia il mar" a Trapani si è messo a soffiare il Maestro e così resto fermo dai fratelli Peppe e Vito Miceli Miceli a far lavori sul Prince, nasce qui infatti la pedana che mi consentirà di vedere al di sopra del parabrezza e di prendere un po' d'aria quando sarò in navigazione.

26° tappa: il Prince lascia la banchina del cantiere Miceli sotto lo sguardo degli amici trapanesi che è triste come il mio; la pedana costituita da un piccolo pianale di pvc preso da una piscina in disuso e qualche pezzo di legno funzionano quasi alla pari di un flying bridge, a cui però manca ancora un pezzo di moquette in tinta con la coperta. Oggi navigo alla volta di Pantelleria, è sabato, il vento è assente ed il mare offre un onda lunga così bella da togliere il fiato; queste condizioni favorevoli hanno scatenato una moltitudine di barche e barchette che dirigono su Favignana e Marettimo per passarvi un weekend da ricordare con nostalgia nelle serate invernali. Ad aspettarmi ho trovato gli amici panteschi di sempre, Giovanni, Ivan e Federico, ed è subito festa; questa volta l'ormeggio è sul lungo mare, proprio vicino ai gommoni che La Tortuga noleggia a chi vuole scoprire le bellezze nascoste di Bent-el Rhia, la figlia del vento. La giornata “Vieni a mare con noi” promossa dal Circolo Nautico Cava d Aliga è prevista per Domenica 06 Agosto, quindi, dopo tre tappe lunghissime posso prendermela calma...

27° tappa: ultima triste colazione nel bar pasticceria di Giovanni, poi lascio gli amici e quest'isola bellissima dai colori intensi per fare rotta sul Marina di Ragusa, come a dire la zona del famoso commissario Montalbano. Il caldo è devastante ma il mare splendido e il Prince naviga parecchie miglia a 26 nodi consumando 30,2 litri e poco prima dell'arrivo provo a mettere giù la manetta ed il risultato è stato di 40.3 nodi a 5750 giri e 80.04 litri/h, un risultato veramente eccezionale specie se si tiene conto che la carena è in acqua da un oltre mese...

28° tappa: un paio di giorni fa mi sono immerso per verificare l'opera viva del Prince e il piede dell Honda, tutto ok, l'antivegetativa Veneziani sta facendo un ottimo lavoro e con due spazzolate ho ripulito il piede del motore. Unico problema, la perdita del trasduttore ecoscandaglio che se né andato lasciando solo un pezzo di filo. Ieri 8° edizione del “Vieni a mare con noi” promossa dal Circolo Nautico Cava D Aliga e dedicata ai ragazzi diversamente abili; la manifestazione, benedetta da un meteo perfetto, si è svolta in tutta sicurezza sotto lo sguardo vigile della motovedetta CP 568 della Guardia Costiera con barcaioli, ospiti ed accompagnatori che si sono divertiti un mondo. Oggi la meta è Roccella Jonica, il mare è calmissimo sino al centro del canale poi 60 miglia di mare duro sulla prua e, infine, le ultime 40 miglia buone; un grazie alla direzione del Porto delle Grazie per la squisita ospitalità che mi ha riservato.

29° tappa: la tappa di oggi è leggera, si fa per dire, visto che l'attraversamento del golfo di Squillace è sempre problematico tanto che lo chiamo il Triangolo delle Bermude perché le onde si vedono poco ma ci sono e si sentono. L'accoglienza allo Yachting Kroton Club è sempre straordinaria anche quando via vhf mi qualifico come armatore con evidenti problemi di liquidità, questo il dialogo “Io: Yachting Kroton Club, qui gommone Prince; risposta: avanti gommone Prince – Io: fornite ormeggio anche ad armatori in evidente stato di penuria economica? - risposta: vieni avanti Giovanni che non ci hai mai dato un Euro. Durante i salti nel golfo, ha ceduto la saldatura di uno dei bulloni del rollbar inox della Nautinox, in tanti anni è la prima volta ma domani cercherò di ripararlo.

30° tappa: con l'aiuto del Presidente dello Yachting, Mimmo Mazza, e dei bravissimi marinai Giuseppe e Pasquale, porto felicemente a termine la riparazione del rollbar; la sera, sulla nuova ed elegantissima terrazza vista mare, ho l'onore di salutare il sindaco di Crotone, Ugo Pugliese, già Presidente dello Yachting. Alle 07'00 si parte, non c'è un alito di vento ed il caldo è già soffocante ma il mare è stupendo e arrivare ad Otranto si trasforma in una semplice formalità. Quello che non è formale è che per coprire le 97 miglia a 21/22 nodi ci siano voluti soltanto 103 lt di benzina; lo so che questi consumi sono ormai la normalità, ma si vede che non mi ci sono ancora abituato. Una sana passeggiata serale nella zona dei vicoli mi offre la visione di un paese pittoresco e pieno di locali frequentatissimi da turisti provenienti da ogni dove, un buon segno in questi tempi di carestia economica; un sentito grazie alla Lega Navale di Otranto per la gradita ospitalità presso i suoi pontili.

31° tappa: la meta originaria di oggi era il Montenegro, dico era perché dopo una traversata di quasi 170 miglia mi trovo davanti al piccolo Marina Lazareth pieno all'inverosimile, neanche a pensarci di trovare un ormeggio per il Prince. In mare le decisioni vanno prese in fretta, così decido subito di puntare sul marina di Dubrovnik, come a dire altre 30 miglia sotto la canicola solare. Il distributore è sotto assedio da una ventina di barche a vela ma per fortuna c'è un micro posto che sembra fatto apposta per un gommone come il mio e, visto che vanno tutti a gasolio, il pieno di benzina è presto fatto. Di entrare nel marina non se ne parla nemmeno, ci sono almeno 30 persone che attendono di ottenere un ormeggio, quindi, non mi resta che scendere il canale e ritornare in mare. Sul Raymarine noto un paio di isolette vicinissime e piene di belle insenature così metto la prua nello stretto passaggio che porta verso Sipari Otok; è con vera emozione che entro in una baia lussureggiante di palme con al centro un hotel e pochissime barche alla fonda. Dopo le tante miglia ed il caldo infernale di oggi, nemmeno un'oasi in pieno deserto mi avrebbe dato tanto piacere.

32° tappa: una nottata tranquilla mi ha messo in pari con la fatica di ieri, anche se non posso ancora sapere ciò che mi toccherà oggi: il cielo è coperto e il mare spinge una piccola onda sulla prua del Prince così in poco più di un'ora sono dinnanzi al canale che divide l'isola di Korcula dal porticciolo di Orebic e proprio sulla spiaggia dell'isola vedo uno strano fenomeno, come se l'acqua cercasse di salire verso l'alto e il tutto in pochi secondi diventa una vera tromba d'aria; all'inizio è così piccola che mi vien voglia di passarci dentro, ma man mano che avanza s'ingrandisce e così preferisco rinunciare. Il suo moto è lento e si dirige proprio verso Orebic; a questo punto accelero per anticiparla e poi resto a guardarla da dietro sino a che si dissolve... Ma le sorprese non sono ancora finite poiché all'uscita del canale tra Hvar e le Paklinski otoci mi trovo con onde di prua altissime e frangenti per un vento di Tramontana o Bora che fosse, sopra ai 35 nodi; è stata una lotta durissima tanto che chi mi seguiva sullo Spot ha pensato che fossi fermo in avaria. Me la lotto cos' per più di un'ora poi, lentamente, molto lentamente vento e mare iniziano a mollare e pian piano riesco a portare il gommone ad un'andatura da barca a vela; le cose restano impegnative sino al traverso di Sibenik quando accosto a dritta e punto su Betina (Murter) dove mi aspetta l'accoglienza che ogni navigatore vorrebbe trovare quando arriva esausto alla meta.

33° tappa: stamattina ore 07.30 carburante, 190 lt poi prua sul gnocco di patate, ovvero sull'isola di Dugi Otok e precisamente nel golfo di Brbinj; le miglia sono solo 34 ed il mare è splendido ma il profumo degli gnocchi di patate, rigorosamente fatti a mano dalla Patrizia, ce l'ho già nelle narici. Per i maniaci dei numeri sono serviti 10 kg di patate per accontentare ben 12 commensali affamati...

34° tappa: è venerdì 18 Agosto, sono seduto nella veranda con Flavio e la Patrizia per la colazione e tra poco partirò con rotta su Rovigno per la penultima tappa di questo lunghissimo raid quando mi parte l'embolo, ovvero inizio a pensare che potrei chiudere oggi puntando direttamente su Chioggia. Il problema è, ho benzina a sufficienza per la traversata? Quando salgo in gommone non so ancora dove andrò ma mi basta dare un'occhiata al Raymarine per scoprire che da Brbinj a Chioggia sono 145 miglia che aggiunte alle 34 del giorno prima fanno circa 180, come a dire che ne ho da vendere; così saluto gli la Signora degli gnocchi, il Flavio e la famiglia Zottoli al completo, poi prua sul mare aperto verso il gran finale di questo lunghissimo e caldissimo Siviglia 2017. Come sempre ad attendermi trovo la famiglia Mattiazzi al completo e subito il pensiero va all'amico Natale che, purtroppo, non è più qui a salutarmi...

Come si dice in questi casi, anche questa è andata! E' stato un raid impegnativo per le tantissime miglia navigate, credo il più lungo in assoluto, reso ancora più duro dal caldo soffocante che in alcune zone era veramente torrido. Molte le note positive a livello tecnico, su cui svettano la robustezza ed il comfort di navigazione del Prince 23 Cabin, l'affidabilità unita ai bassi consumi dell'Honda BF 250 Vtec, e la semplicità di utilizzo degli strumenti di controllo e del gps Raymarine Es7. Il fattore umano non è stato da meno grazie ai tantissimi amici ritrovati ed alle nuove conoscenze fatte quest'anno, quanto al futuro, come recita un famoso detto, non mettiamo limiti alla Provvidenza...

Le tappe

1° tappa Genova – San Vincenzo 136 miglia

San Vincenzo – Roma 134 mg

Roma - Baia 129 mg

Baia – Circeo 68 mg

Circeo – Cannigione 172 mg

Cannigione – Alghero 99 mg

Alghero - Mahon 194 mg

Mahon – Palma de Maiorca 102 mg

Palma – Altea 145 mg

Altea – Aguilas 103 mg

Aguilas – Roquetas de Mar 83 mg

Roquetas – Gibraltar 143 mg

Gibraltar – Puerto de Rota 71 mg

Rota – Siviglia 73 mg

Miglia 1° parte 1.652

Tappe 2° parte

Siviglia – Rota 75 mg

Rota – Gibraltar 74 mg

Gibraltar – Roquetas 146 mg

Roquetas – Garrucha 62 mg

Garrucha – Mazarron 40 mg

Mazarron – Santa Pola 71 mg

Santa Pola – Javea 58 mg

Javea – Sa Rapita 151 mg

Sa Rapita – Porto Scuso 259 mg

Porto Scuso – Sant'Antioco 14 mg

Sant'Antioco – Trapani 207 mg

Trapani – Pantelleria 79 mg

Pantelleria – Marina Ragusa 126 mg

Marina Ragusa – Roccella Jonica 151 mg

Roccella Jonica – Crotone 64 mg

Crotone – Otranto 97 mg

Otranto – Dubrovnik (Croazia) 199 mg

Dubrovnik – Betina 135 mg

Betina – Brbinj (Dugi Otok) 35 mg

Brbinj – Conche di Codevigo 142 mg

Totale miglia 2.185

Giorni di navigazione effettiva: 34

Ore di navigazione: 226.30

Miglia totali percorse: 3.837

Velocità media: 16,95 nodi

Consumo totale: 4.499 litri

Consumo parziale: 1,17 lt/miglio

Consumo orario: 19,88 lt/ora

I protagonisti di Aegean 2016

Il gommone

Il Prince 23 Cabin impiegato nel Raid Aegean 2016 è il più piccolo tra i battelli cabinati prodotti dal cantiere Nuova Jolly di Bussero (MI). Il gommone si caratterizza per una linea gradevole e la razionale disposizione degli spazi. Il 23 Cabin adotta la carena impiegata dal gemello Prince 23, nota per la profondità della «V» e la capacità di comportarsi egregiamente anche sulmosso. Lievimodifiche sono state operate solo nelle sezioni prodiere, sopra la linea di galleggiamento, allo scopo di rendere più comodi la cuccetta in cabina e il prendisole sul ponte. La tuga rappresenta il «cuore» del 23 Cabin e offre spazio a sufficienza per almeno due persone. Il bagno non è separato (la privacy è ottenuta da una tenda) ed è equipaggiato con un wc marino provvisto di maceratore e serbatoio delle acque nere. La coperta prevede una dinette, mentre il frigorifero è integrato nella seduta del pilota che può ospitare anche un piccolo lavandino con fornello. Sicuri i passaggi laterali verso la zona prodiera grazie ai due bordi esterni che evitano di scivolare. Questo allestimento, minimale ma funzionale, in abbinamento alle ottime doti di navigazione, fa del Prince 23 Cabin un battello ideale per un camping nautico a largo raggio.

Il motore

Il motore utilizzato nel Raid Aegean 2016 era Honda BF 250 Vtec (250 hp) accoppiato ad un’elica in acciaio a tre pale da 15.3/8” x 18”. Il blocco motore propone un’architettura a 6 cilindri disposti a V di 60° per una cilindrata complessiva di ben 3.583 cc. I bassi consumi di benzina, assicurati dalla tecnologia Lean Burn (miscelazione magra) hanno contribuito ad aumentare l’autonomia e si sono rivelati determinanti nelle lunghe traversate.

Il GPS

Il nuovissimo Dragonfly 7 rappresenta il top di gamma della nuova generazione di combinati, ecoscandaglio e GPS, prodotti da Raymarine. Il Dragonfly 7 è equipaggiato con la tecnologia CHIRP ad ampio spettro che offre una visione del mondo sommerso molto simile a quella reale ed è dotato di un'antenna GPS interna a 50 canali con tecnologia ad acquisizione rapida. Grazie all'impermeabilità conforme agli standard IPX6 e IPX7 è particolarmente adatta alle installazioni in pozzetti aperti sia con montaggio incassato sia con l'apposita staffa orientabile a sgancio rapido predisposta per un blocchetto di sicurezza opzionale. Il Dragonfly 7 è rimasto in funzione anche 10 ore consecutive senza mai palesare alcun tipo di inconveniente tranne un'interferenza con l'antenna esterna del GPS, di cui è dotata la strumentazione del Suzuki DF 200, causata da un montaggio troppo ravvicinato; la problematica si è risolta dando priorità all'accensione del Dragonfly 7 rispetto al motore.

La bussola

La bussola Urania 4 della Riviera si è dimostrata ancora una volta all'altezza della situazione, offrendo una notevole precisione ed un ottimo fattore di smorzamento anche durante le tappe più impegnative.

Sea Adventure ringrazia: cantiere Nuova Jolly, Suzuki Marine Italia, Cocoon, Raymarine, Nautinox, Tappezzeria nautica Toti Benito, Marcucci, Sea Best, Stickers Point e Mokinba hotel Milano.

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