Sea Adventure associazione gommonautica sportiva dilettantistica
affiliata al C.S.I. (Centro Sportivo Italiano)

Raid Siviglia '97

Ecologia e sviluppo turistico sembrano due argomenti in antitesi tra loro ma, fortunamtamente, per una volta tanto non è stato così. Nel progetto europeo "Adapt Essenthia", ecologia e sviluppo procedono di pari passo per cambiare il volto del basso Piemonte, della Sassonia e dell'Andalusia, rappresentate rispettivamente dalle città di Acqui Terme, Chemniz e Siviglia. Questa importantissima iniziativa è stata resa possibile grazie all'impegno della Società Consortile Langhe Monferrato Roero, del Comune e dell'Enoteca Regionale di Acqui Terme. L'idea di utilizzare un gommone per celebrare il connubio tra le città di Acqui Terme e di Siviglia non poteva che trovarci entusiasti; riuscire ad unire un'impegnativa avventura in mare ad un evento pubblico così importante non è certo cosa da tutti i giorni. Inizia così la ricerca dei mezzi tecnici da utilizzare in questo raid che viene subito battezzato "Sulla rotta del Flamenco". La scelta del gommone ricade sul Marlin 18' nella versione A, un battello innovativo (tubolari sagomati e vasca idrodinamica) e di notevole eleganza, che siamo felici di poter mettere alla frusta. L'ultimo tratto di navigazione per raggiungere Siviglia si snoderà sulle acque del fiume Guadalquivir dove ha sede il Parco Natural de Donana, una delle più importanti oasi naturali d'Europa; la scelta del motore non poteva quindi che ricadere sull'Honda BF 90, il motore meno inquinante al mondo nella propria categoria. Ancora una volta il giusto anello di congiunzione tra gommone e motore è stata un'elica in acciaio della Solas, nella versione da 17". A bordo erano installati il solito cartografico Navionics LCD 7 ed una bussola Riviera mod. Zenith. La prima ed unica prova in mare avviene nelle acque di Arenzano (GE), poche miglia ma sufficienti per rilevare che il gommone è stabile e veloce ma con il baricentro piuttosto spostato verso poppa e la causa è da imputarsi alla notevole mole dell'Honda; si rimedia subito inserendo tutto il bagaglio pesante nel gavone di prua. Tutti gli accessori funzionano alla perfezione, come sempre li abbiamo installati personalmente, resta soltanto un piccolo neo: la posizione di guida, ottima da seduti, non lo è altrettanto nella posizione eretta in quanto il volante è posizionato piuttosto basso e, se la cosa può non disturbare più di tanto chi usa l'imbarcazione per il normale diporto, penalizza in modo serio chi come noi naviga molte ore al giorno.

Domenica 22/06: Alassio (IM), il cerimoniale della partenza si svolge alla presenza del sindaco, dott. Roberto Avogadro, e dei maggiori responsabili del locale Circolo Nautico; tutto questo ci consente di partire soltanto verso le 16.00 e, con un mare da 4 a 5, non ci resta che chiudere la tappa poche miglia dopo in quel di Diano Marina. L'indomani, di buon mattino si parte sul serio e, dopo una breve sosta ad Imperia per il rifornimento del carburante, puntiamo su quella che sarà la nostra meta giornaliera, Cavalaire sur Mer. Tutto procede bene, il Marlin spinto dai 90 hp dell'Honda viaggia che è un piacere (23 nodi a 4.000 giri) ma, come sempre quando c'è di mezzo il mare, bisogna aspettarsi di tutto. Nei pressi di Cap d'Antibes, infatti, ci troviamo di fronte ad un forte vento da NW (Mistral) che alza un mare di piena prua con onde corte e secche che ci costringe a rallentare di parecchio la velocità. Il punto peggiore, ma per noi è ormai divenuto un classico, lo troviamo proprio davanti al grande golfo di St. Tropez; forse sarà colpa delle alture che sorgono alle spalle della magica cittadina e che fungono da tubo di "Venturi". Per alleggerire la durezza della navigazione ogni tanto tiriamo qualche bordo a zig zag e soltanto alle 18.30 riusciamo a scapolare Cap Lardier; siamo ormai a poche miglia dalla meta e, grazie al cambio di rotta, adesso possiamo navigare con il mare al traverso. Sono le 19.00 passate quando provatissimi entriamo in porto; un rapido elenco dei danni subiti evidenzia subito la mancanza di corrente al Navionics, per il resto tutto sembra a posto. L'individuazione del guasto risulta semplice: si è letteralmente disintegrato il porta fusibile interno dello stabilizzatore di tensione che ci siamo autocostruiti qualche anno addietro. Una riparazione volante non è possibile quindi non ci resta che allacciare il GPS direttamente all'impianto e sperare che tutto vada per il meglio. La sera davanti ad una fumante "soupe de poissons" facciamo il punto sulla giornata appena trascorsa e sul meteo di domani che abbiamo appena visto in Capitaneria; di tagliare il Leone non se ne parla nemmeno, le previsioni danno mare da 6 a 7 a causa del Mistral quindi non ci resta che continuare alla giornata. L'indomani, puntuali come un orologio svizzero, vento e mare la fanno da padroni così, dopo aver passato l'isola di Porquerolles, iniziamo lentamente a risalire il Golfo. Balliamo per l'intera giornata, i turni di guida sono di un'ora a testa perchè il mare sempre di prua piena ci costringe a tenere un angolo di trimm negativo e questo, unito al peso del motore si trasmette sullo sforzo esercitato sul timone per restare sulla giusta rotta. Una timoneria idraulica ci sarebbe stata veramente di grande aiuto. Dopo quasi 11 ore di tortura ci rifugiamo nel porticciolo di Cap D'agde che è situato proprio in fondo al golfo e, anche se stanchi morti, tiriamo un grosso sospiro di sollievo; è andata bene e, se stanotte il vento molla un poco, domani si cena a "paella".

Il giorno successivo, forse per vendicarsi della traversata diretta dello scorso anno (raid Canarie 96), il Leone si dà particolarmente da fare: vento oltre 30 nodi e mare di conseguenza; l'unico vantaggio della rotta odierna è che possiamo navigare a tre quarti di poppa e la musica è certamente molto diversa da ieri, anche se bisogna prestare molta attenzione alla velocità con cui si scende nel cavo delle onde per evitare fastidiosi e pericolosi ingavonamenti. In questo tipo di navigazione siamo sicuramente favoriti dalla carena del Marlin che, sempre ben alta sull'acqua, riesce a variare il proprio assetto (discesa e risalita dell'onda) con molta naturalezza. Passato Cap Cerbere il mare si placa ed in poco tempo arriviamo a Port Llanca, già nostra tappa nel raidMediterraneo 93. Qui, oltre a festeggiare lo scampato pericolo che rappresenta la navigazione nel golfo del Leone, possiamo "spararci" una prima e gustosissima "paella de mariscos". La Francia, pur se ben attrezzata sotto il profilo nautico, è diventata off limits a causa dei prezzi decisamente elevati; l'ingresso in acque spagnole, dove i prezzi sono molto più abbordabili, non può che far enorme piacere al nostro portafogli costantemente esangue; di questo ce ne rendiamo conto già dal primo pieno di carburante che costa 118 pesetas al litro, ovvero, 1.400 delle nostre lire, un buon 25% in meno che da noi.

Di buon mattino ammainiamo la bandiera francese ed issiamo quella spagnola poi, visto che il mare è di quelli giusti, mosso ma non troppo, giriamo un pò di immagini con la telecamera prima di puntare sul porto di Estartit. Questa località è giustamente famosa sia per le enormi antenne radio posizionate dagli americani proprio sulla spiaggia, sia per le antistanti isole Medas. Noi però abbiamo un motivo in più per fermarci qui: l'amicizia con Massimo il simpatico romano che gestisce il ristorante Les Salines, una tappa obbligata per ogni buongustaio che passa in zona. Ci godiamo una pantagruelica mangiata di pesce freschissimo, cucinato in modo superbo e condito dalla bellezza del luogo e dall'ottima compagnia di Massimo e signora. Una serata da inserire nell'albo dei ricordi.

La meta di oggi è la cittadina di Masnou che sorge a pochi passi da Barcellona; qui ottemperiamo alla prima parte della nostra missione di "inviati", ovvero la consegna di attestati al merito al Circolo Artistes ACEA, inviati dalCircolo Artistico dei Maestri Ferrari di Acqui Terme. Terminata la cerimonia riprendiamo il mare sotto un piccolo nubifragio con mare e vento che ci malmenano da tutte le parti; stoicamente decidiamo di tener duro e proseguire sin oltre la foce dell'Ebro per arrivare a St. Carlos de la Rapita. Forse qualcuno si ricorderà dello straordinario incontro con l'amico Eduardo Martinez avvenuto durante il raid Mediterraneo 93; noi non lo abbiamo certamente dimenticato e, anche se da allora non ci siamo più sentiti, la speranza di incontrarlo nuovamente non ci ha mai abbandonato. Siamo fortunati, questa volta non è in giro per il mondo ma si trova alla Kanase, la sua fabbrica di bottoni. Pochi minuti dopo siamo sul posto dove, con immensa gioia, ritroviamo l'amico Eduardo. Sono passati quattro anni ma è come se ci fossimo lasciati soltanto ieri. Cena e serata passano in un lampo grazie al nostro ospite ed ai suoi amici, la signora Emma Montero e Morgan il pescatore, che oltre ai consigli per evitarci l'abbordo agli apparati di pesca che vengono calati nel golfo di St. Carlos, ci regala una massima che dovrebbe farci riflettere sui veri valori della vita "Se vive solo cuatro dia y malcontados"; credo che non ci sia bisogno della traduzione.

Lasciamo St. Carlos a malincuore, a rendere ancora più triste la partenza ci pensa una pioggia battente che ci perseguita sino al primo pomeriggio ma, per fortuna il mare è calmo, e ci consente di arrivare nella bella cittadina di Gandia. Sotto alla carena del Marlin passano in successione Altea, Mazarron, Aguadulce e Benalmadena senza che accada nulla di particolare; l'unica costante è il vento da NW che altrettanto costantemente alza il mare sulla nostra prua. Al pittoresco porto di Benalmadena dedichiamo foto ed immagini video, poi ancdiamo a cenare nel grande self service che si trova sulla spiaggia e che propone un menù veramente appetitoso all'incredibile prezzo di 825 pesetas, l'equivalente di 10.000 lire italiane.

 

Giovedì 03 Luglio: sosta a Sotogrande per rifornimento di carburante; questa località è divenuta famosa per essere stata la base del Destriero prima della lunga galoppata atlantica. Il porto è bellissimo ed altrettanto i dintorni, con splendide ville immerse nel verde e campi da golf sparsi un pò dappertutto. Visto che siamo in anticipo sulla tabella di marcia decidiamo di fare "un salto" nella vicinaGibilterra e di ritornare a Sotogrande prima di notte. Durante la visita a Gibilterra assistiamo ad un'imprevista parata militare che alla fine risulta essere l'ultimo saluto al Primo Ministro della città. Siamo arrivati ad un passo dall'oceano ed è con un poco d'emozione che ci fermiamo ad ammirare la Rocca, tutta avvolta dalle nuvole. Ormai ci resta soltanto da attraversare il golfo di Algesiras e poi...l'Atlantico. Mentre percorriamo lo stretto soffermo lo sguardo sulla costa marocchina senza poter fare a meno di pensare alle tribolazioni burocratiche patite lo scorso anno durante il raid delle Canarie. Questa volta per fortuna si resta in territorio spagnolo e non mi sembra vero. Qualche foto al faro di Tarifa, punto di partenza per i records atlantici, poi il vento da NW ci fa subito capire che anche oggi non sarà una passeggiata, anzi, con il passare delle miglia il vento ed il mare aumentano ancora e soltanto verso le 16.00 arriviamo al traverso del grande golfo di Cadiz. Il peggio è passato, ancora una mezz'ora di navigazione e saremo al sicuro a Puerto de Rota. La sera tiriamo i conti e scopriamo che siamo ormai ad una trentina di miglia dall'imbocco del fiume Guadalquivir che dovremo risalire per circa 60 miglia per arrivare alla nostra meta, la bellissima Siviglia. La scelta di Puerto de Rota come base per l'ultima tappa si rivela alquanto azzeccata: la città è molto bella, con le piccole case bianche abbellite da preziosi fregi azzurri e blu, ed è tutta circondata da un'immensa spiaggia di sabbia bianchissima con tanto di paseo (passeggiata a mare). Nella periferia nord ha sede una base militare americana che è grande almeno quanto la cittadina; dall'interno spuntano enormi antenne che puntano verso il cielo e fanno da contrasto al bel campo da golf che la circonda. La sera riceviamo una telefonata da Siviglia che ci avverte che la manifestazione di gemellaggio è stata posticipata e che per questo possiamo goderci due giorni di meritatissimo riposo. Non ci sembra vero, dopo la navigazione di oggi ci saremmo meritati almeno una settimana. Un repentino salto di vento da NW a NE di una quarantina di nodi ci fa apprezzare ancora di più i due giorni di sosta forzata che impieghiamo per visitare la vicina San Lucar de Barrameda e la splendida Jerz de la Fronteira, capitale dei distillati e della Formula 1. Tutta la cittadina è circondata da mura sulle quali spiccano i nomi dei più rinomati produttori di brandy e cherry, quali Tio Pepe e Pedro Domeq, tanto per citarne qualcuno. 

Lunedì 07 Luglio: oggi è il gran giorno: si parte verso le 09.00 con prua su San Lucar da dove inizieremo la lunga risalita del Guadalquivir. Un fresco vento da NE ci costringe all'uso delle cerate ma, nello spazio di un'ora, la situazione cambia completamente con il vento che gira da SW e porta con sè una calura tremenda che ci obbliga ad un velocissimo spogliarello. Una sosta per immortalare lo spettacolare relitto della nave spezzata in due tronconi poi manetta a fondo corsa per dare l'assalto alle acque del Gudalquivir. Le maree dell'oceano si riversano sulle acque del fiume variandone la direzione e la velocità della corrente che sovente raggiunge i 12 nodi. Fortunatamente il nostro gommone è uno scafo planante e, praticamente non risente che in minima parte di questo fenomeno; nel caso inverso avremmo dovuto aspettare condizioni di marea più favorevoli. Tutto il percorso fluviale è segnalato da apposite boe numerate che, oltre ad evitare sgradevoli insabbiamenti, consentono di rilevare con molta precisione la nostra posizione. Siamo ormai in pieno Parco Natural de Donana e sulle sponde possiamo ammirare cavalli, fenicotteri, rapaci che volteggiano in continuazione sulle nostre teste ed un numero impressionante di nidi di cicogne; un ulteriore spettacolo ci è fornito dalle centinaia di pesci che saltano allegramente sulla scia del nostro battello. E' uno spettacolo davvero unico! Per circa due ore navighiamo in piena solitudine sino all'incrocio con una grossa chiatta, seguita da vicino da una piccola barca a vela; sono i primi segnali che ci stiamo avvicinando alla grande chiusa, l'ultimo ostacolo che ci separa dalla nostra meta. In questa stagione la chiusa apre ogni tre ore quindi, visto che è quasi mezzogiorno, riusciremo a passare con l'apertura delle 13.00. Così è, e quando le due grandi porte d'acciaio si riaprono davanti a noi si staglia il ponte del Centenario, una copia in piccolo del famoso ponte di Brooklyn, costruito in occasione dell'Expo mondiale. Poco più avanti troviamo il Circolo Nautico di Siviglia dove ci attendono le Autorità della città, l'Assessore al turismo di Acqui Terme, le telecamere di tre reti televisive e almeno una decina di giornalisti. Una vera e propria conferenza stampa a cui non siamo certamente abituati e che ci procura un pò d'emozione, che sale poi a mille quando ci accorgiamo che siamo alla presenza delle telecamere di TVE 1, la più importante rete televisiva della Spagna. Siamo ormai alla fine, anche questa è andata; però, il prossimo anno si potrebbe andare....

I numeri del raid

Tempo di navigazione: 14 giorni

Distanza percorsa: 1.340 miglia

Navigazione effettiva: 98 ore

Velocità media: 13.6 nodi

Consumo totale: 1.450 litri

Consumo parziale: 14.7 litri/h

I protagonisti del raid

Il gommone

Una performance di rilievo per il Marlin 18'; 1.300 miglia (2410 km) in gran parte di mare duro, sono sicuramente un terribile banco di prova per qualsiasi tipo d'imbarcazione anche se di lunghezza superiore; se a questo si aggiunge che i soli danni riportati sono stati un piccolo trafilaggio in sentina e la perdita di un perno delle cerniere del sedile di poppa, ci si può facilmente rendere conto della qualità complessiva di questo gommone. Buono il connubio con l'Honda da 90 hp, a patto di prestare un pò d'attenzione alla corretta disposizione dei pesi a bordo, problematica del tutto assente sul modello "P", quello con la doppia seduta. Rapida la planata nonostante la vasca idrodinamica e buona la tenuta di mare in ogni condizione, con grande sicurezza nelle andature di poppa. Ottima la velocità di crociera sui 25 nodi ed esuberante quella massima che raggiunge i 37 nodi. Notevole la capacità di stivaggio dei gavoni e straordinario lo spazio a prua che lo rende idoneo al campeggio nautico.

Il motore

Che dire ancora di questi Honda a 4 tempi! Non possiamo che ripeterci sulle qualità di questi motori che, dopo l'exploit del BF 75 utilizzato nel raid delle Canarie, si sono riconfermati in questa Alassio/Siviglia mettendo in mostra prestazioni e affidabilità di altissimo livello. Se il mare fosse stato più clemente i consumi sarebbero stati ancora inferiori; riteniamo comunque che il miglior complimento che si possa fare a questo gioiello della meccanica giapponese sia quello che "non ti accorgi che c'è".

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