Sea Adventure associazione gommonautica sportiva dilettantistica
affiliata al C.S.I. (Centro Sportivo Italiano)

Raid Surface Drive 2007

La scintilla da cui ha preso avvio questo Surface Drive 2007 è scaturita dalla voglia di testare le trasmissioni di superficie MiniRex 20 che, grazie alla mancanza di appendici sommerse, promettevano elevate prestazioni e bassi consumi. Queste trasmissioni vengono, infatti, posizionate all'ombra dello specchio di poppa e non offrono protuberanze al di sotto della carena, ad eccezione della piccola ed affilata pinnetta direzionale. Quanto sopra le rende praticamente esenti dai deleteri attriti di cui soffrono gli altri sistemi di trasmissioni tradizionali, quali i piedi poppieri e le linee d'asse; inoltre, la possibilità di disporre della spinta dell'elica in perfetto asse di carena dovrebbe migliorare l'equilibrio del battello soprattutto in caso di mare formato da prua. Fatale l'incontro con i fratelli Negri, titolari della CMD, avvenuto lo scorso anno alla kermesse genovese in occasione della partnership con Italmarine, al pari di quello con l'ing Andrea Chiecchi responsabile del settore tecnico Surface Drive (trasmissioni di superficie) della ZF Marine. All'appello mancava ormai soltanto il gommone che ben presto ho individuato nel modello E-motion 32 della Mar.Co Marine di Muggiò (MI). La scelta dell'E-motion è maturata a causa della mia ben nota passione per il pernottamento a bordo, infatti, avrei facilmente potuto scegliere un gommone più leggero e performante, ma era mia intenzione dimostrare che si può fare del confortevole camping nautico a largo raggio, con costi di gestione ridotti. A questo punto non restava che l'assemblaggio dei vari apparati, operazione che si è rivelata alquanto complessa soprattutto a causa della scarsa affidabilità dello strumento touch screen di controllo, ma di questo parleremo dettagliatamente nella prossima puntata. L'E-motion 32 arriva a Genova nel pomeriggio del 24/07 per la prima prova in acqua: la sorpresa è però amarissima, il gommone disloca velocissimo al minimo, 5.2 nodi, ma non c'è verso di portarlo in planata. Quando abbasso le manette i motori salgono rapidamente di giri ma le eliche si limitano a frullare l'acqua senza che il gommone riesca a planare e superare la velocità di 9.3 nodi. Un vero disastro, i tempi sono ormai ristrettissimi e non sappiamo a che santo votarci. No, un santo forse non c'è ma qualcuno che può ancora aiutarci sì e risponde al nome di Silvio titolare della SilProp. Rapida telefonata al Silvio che ci offre in prova due eliche a quattro pale da 18”x21” contro le nostre cinque pale 15”x 21”. Marco e Vanes si fanno una gitarella notturna sino a Clivio (VA) e l'indomani ritornano a Genova con le due eliche; seconda prova e questa volta il gommone, anche se in tempi non rapidissimi, plana. Andiamo decisamente meglio ma ci vorrebbero eliche più corte; altra telefonata al Silvio che si offre di smagrirle un pò; un'altra veloce galoppata serale a Clivio e giovedì mattina le prestazioni migliorano ancora, tanto che il gommone a carico leggero naviga a 36 nodi con i motori a 3.600 giri. Non siamo certo all'optimum, gli FNM spingono sino a 4.200 giri, ma non c'è più tempo e domani si deve assolutamente partire.

Venerdì 27/07 1° tappa: alle 6.30 sono sveglio e mezz'ora dopo lascio le banchine del Pontile di Pegli con destinazione Cannigione (Sardegna), come a dire 220 miglia al primo approccio, niente male eh. Il mare arriva di prua ma non è tale da impensierire l'E-motion che mette in mostra un assetto equilibratissimo tanto che a forza di giocare con i due trim arrivo a toccare i 25 nodi con i motori a soli 2.600 giri; mi volto a guardare la scia e la piccola fontana che sgorga da poppa è un vero spettacolo. Dopo poco più di quattro ore di navigazione sono al traverso di Macinaggio, con il mare che adesso è divenuto più tranquillo; una breve sosta per i primi controlli tecnici e via verso Solenzara dove conto di fare gasolio perchè sono curiosissimo di controllare i consumi. Alle 13.00 entro nel porto di Solenzara ma il distributore è chiuso sino alle 14.30; sono stanco e ho fame, quindi, ormeggio e aspetto la riapertura. Alla banchina c'è un cabinato della Boston Whaler che è partito da S. Margherita Ligure facendo rotta costiera per poi sfilare la Capraia e arrivare qui. Quando facciamo carburante l'E-motion ingoia 550 litri, quando sono partito ne avevo 400, il serbatoio ne contiene 700, quindi ho consumato circa 250 litri in 6 ore, splendido. I due Verado da 275 hp del Boston hanno bisogno di ben 1.200 litri di verde e, se è pur vero che la loro rotta è stata più lunga della mia, che la loro barca è più pesante e che hanno navigato più veloci di me (28/30 nodi contro 25) però la differenza mi sembra abissale. La giornata però non è ancora finita poiché nelle Bocche il maestrale la sta facendo da padrone; un navigatore accorto avrebbe ridossato su capo Pertusato restringendo il tratto scoperto a poco più di 7 miglia; il navigatore pirla invece vuole provare se le trasmissioni possono cavitare quando l'assetto del battello varia a causa del forte moto ondoso, e così sceglie la rotta diretta che prevede mare aperto per più di 25 miglia. Il risultato è che il pirla prende un sacco di legnate da un mare che martella selvaggiamente la prua del gommone ma dimostra che quest'ultimo può avanzare come una locomotiva senza impennare mai più del dovuto, mentre le Surface Drive offrono una spinta straordinaria senza alcun accenno di cavitazione. In pochi minuti trovo il metodo più redditizio per affrontare questo tipo di mare, tenendo il motore sopravvento in tiro continuo e regolando la velocità del solo motore di sinistra, in questo modo non perdo mai la planata e riesco a navigare su questo mare durissimo tra i 13 e i 18 nodi. Una performance davvero eccezionale. 

2° tappa: lascio Cannigione alle 08.30 con meta Villasimius, per quelle che dovrebbero essere 135 miglia di mare buono e caldo torrido. Niente da segnalare sino al traverso di Tortolì dove incrocio un grosso branco di delfini; porto il gommone in dislocamento e li aspetto, se hanno voglia inizieranno il consueto carosello altrimenti pazienza, sarà per un'altra volta. Oggi sembrano averne voglia perchè cominciano ad intersecare la prua del gommone sorpassandomi e saltando in continuazione; a questo punto fermo il battello, prendo la macchina fotografica e mi metto a prua per cercare di scattare qualche bella immagine. I delfini sono tutti di taglia maxi ma si dimostrano giocosi almeno quanto i giovani e di immagini me ne concedono a volontà. Con gli occhi ancora pieni dei loro salti, riprendo la navigazione ignaro di quello che sta per succedere: pochi minuti dopo, infatti, il gommone subisce un brusco rallentamento, con il motore di destra che sale improvvisamente di giri; abbasso subito le manette e fermo il battello; alzo il portellone di poppa e noto subito che il motore destro vibra in modo anormale e anche il rumore sembra più metallico dell'altro. Scendo in acqua e noto soltanto tre piccole scalfitture sull'acciaio della trasmissione di destra, proprio vicino all'elica. Mi trovo 5 miglia a sud di Arbatax e non mi resta che tornare indietro con il solo motore di sinistra per non aggravare l'eventuale avaria dell'altro, senza immaginare che quello che è appena successo mi renderà la vita dura per tutto il resto del viaggio. Ormeggio in porto e telefono a uno dei miei angeli custodi, l'ing. Giuseppe Caffaro responsabile dell'assistenza FNM che, anche se è Domenica, risponde all'appello; gli spiego velocemente quel che è successo e lui mi garantisce che domattina vedrà cosa si può fare. 

3° tappa: dopo qualche prova che lascia tutto come prima, decido di scendere sino a Villasimius; sono 65 miglia tutte sotto costa e, in caso di imprevisti, posso trovare riparo con facilità. Il motore continua a vibrare ma sembra funzionare e la navigazione scorre liscia sino all'inizio del Parco di Capo Carbonara, dove il mare si presenta un tantino sull'incazzato, ma l'E-motion passa da un'onda all'altra senza scomporsi e alle 11.00 entro in porto senza problemi. Faccio gasolio e i primi conti ufficiali danno un consumo di poco inferiore ai 20 lt/h a motore; un ottimo risultato che avvalora le speranze iniziali.


4° tappa: alle 07.00 sono già fuori del porto e punto il cursore del Navman su Palermo; sono 215 miglia con un mare che offre un'onda lunga da poppa che aiuta a spingere il gommone verso la costa siciliana a oltre 25 nodi. Alle 15.00 sono davanti al porticciolo dell'Acquasanta dove ha sede il cantiere Di Giovanni che fungerà da base per le riparazioni predisposte dai tecnici FNM. Con rapidità insolita nelle isole, mi vengono recapitati gli iniettori e i bulloni degli intercooler che si sono spezzati a causa delle vibrazioni. Un collaboratore della Renier, dealer siciliano della FNM, controlla il motore con la diagnostica, che segnala che tutto è a posto; visto che ormai sono arrivati, proviamo ugualmente a cambiare gli iniettori, ma il motore continua ostinatamente a vibrare. A questo punto il problema sembra essere causato dall'invertitore che potrebbe aver male assorbito la botta presa ad Arbatax, probabilmente causata dall'urto contro un cavo o una catenaria semisommerso che si è poi avvolto attorno al gambo della trasmissione.

5° tappa: la sostituzione degli iniettori si rivela praticamente inutile mentre quella della staffa e dei bulloni serve ad eliminare il fastidioso tintinnio prodotto dagli intercooler. I lavori terminano verso le 13.00 ma non posso permettermi di perdere ore di navigazione inutilmente, quindi, faccio 400 litri di gasolio per non appesantire inutilmente il gommone e porto il cursore del Navman su Reggio Calabria. Il mare è buono e qualche minuto prima delle 19.00 sono davanti a Reggio; dilemma, oggi è sabato e il piccolo marina di Reggio sarà strapieno mentre a Roccella Ionica solitamente di posto ce né tanto. Il ragionamento non fa una grinza se non che a Reggio c'è il distributore mentre a Roccella no. Si va lo stesso e le ultime 30 miglia le navigo alla luce della luna e del Navman ma con un po' di apprensione per paura di qualche altro urto indesiderato; tutto va invece alla grande e arrivo a Roccella alle 22.00 con le luci del roll bar accese e la coppia Zucchero/Manà che canta Baila Morena, un ingresso trionfale che suscita grande curiosità tra la folla che cena nella mega pizzeria del porto. 

6° tappa: avevo previsto che la strategia di Roccella poteva risultare deficitaria, infatti, ieri era domenica e non sono riuscito a raccattare un po' di gasolio così ho dovuto attendere stamattina per farmi portare dal taxista Ilario i 40 litri che mi consentiranno di raggiungere Crotone in sicurezza. Sono le 09.00 quando esco dal porto, ignaro dell'odissea che inizierà tra poco. Tutto procede bene per quasi quaranta miglia con un mare di prua che non impensierisce l'E-motion, ormai abituato a ben altro, ma questo stato di cose è destinato ben presto a cambiare; man mano che mi avvicino al promontorio di Capo Rizzuto, le onde salgono di misura e devo rallentare l'andatura prima a 17/18, poi a 14/15 nodi. Dopo una decina di minuti passati in mezzo a questo sbattimento, sento un forte rumore all'interno del vano motore e un attimo dopo il timone si indurisce di colpo! Minchia, avrei detto cazzo ma il direttore non vuole, alzo velocemente il portello del gavone e la vista dell'interno è agghiacciante: la sentina è piena di olio idraulico, l'ho riconosciuto subito perchè è di colore rosso, e gran parte dei tubi di materiale plastico che azionano il trim e il brandeggio delle trasmissioni sono ridotti a brandelli. Un vero disastro ma non c'è neppure il tempo per disperarsi perchè il gommone si sta intraversando alle onde e devo rimetterlo con la la prua al mare. Ruotare il volante è un'impresa da sollevatore di pesi, però, seppur lentamente riesco a raddrizzare il battello. Mantenere la rotta è solo un pio desiderio visto che posso utilizzare solo il motore di sinistra e il timone risulta ingestibile. Le 15 miglia che mi separano da Crotone diventano tre ore di pura sofferenza e anche centrare l'ormeggio è un'impresa titanica. Solidamente ormeggiato al gommone del locale circolo velico, faccio la conta dei danni: uno dei raccordi idraulici si è spezzato e il tubo penzolante si è avvolto sul giunto della trasmissione che lo ha fatto ruotare a mò di frusta distruggendo tutto quello che si trovava nel suo raggio d'azione. Il disastro consta di 6 tubi idraulici rotti compreso quello della timoneria lungo più di 6 metri, la vaschetta dell'olio bucata e le guarnizioni paraolio della trasmissione ammaccate. L'aiuto a me più vicino si trova a Bari e risponde al nome di Giuseppe Capruzzi, titolare della Tecnoresin, l'azienda che ha realizzato la vetroresina del mio bello ma alquanto sfortunato E-motion. Parlare con Giuseppe è una boccata d'ossigeno visto che ha promesso di scendere a Crotone già questa sera stessa per esaminare il da farsi. Non mi è possibile raccontare tutti gli avvenimenti accaduti da quel momento in poi, non basterebbero tutte le pagine di questo numero, però, credo che il risultato di tutte le energie fisiche e mentali messe in campo dagli amici baresi sia la più chiara dimostrazione che tutta la tecnologia del mondo non potrà mai sostituirsi alla "volontà" dell'uomo.

 

Martedì 14 Agosto: ore 15.00: è passata praticamente una settimana e il gommone è appena ridisceso in acqua nel canale della Peter Nautica di Mola di Bari. Nella notte abbiamo sostituito le tubazioni idrauliche, l'invertitore, la vaschetta dell'olio e i paraolio della trasmissione di destra. Motori in moto e, finalmente, anche quello di destra gira regolare poiché era l'invertitore che lo faceva vibrare; bene, ci siamo, giù le manette e.. il motore di destra, sempre lui, sale rapidamente di giri senza però che l'elica produca alcuna spinta! E' la fine, con un solo motore e il morale sotto ai piedi entro nel grazioso porticciolo di Torre a Mare (BA) che pare destinato a diventare la meta finale di questo tribolatissimo raid. Sono le 16.30, Giacomo Ferrigni, il meccanico che ci ha guidato nei lavori non vuole arrendersi e mi sprona ripetendo più volte ”Noi tre abbiamo già fatto il miracolo ieri e possiamo rifarlo oggi”. Queste parole mi danno una carica incredibile ma non c'è niente da fare, l'avaria ormai può essere solo quella del parastrappi calettato sul volano del motore, ma sono le 16.00 del 14 d'Agosto.. Giuseppe esce dallo stato di silenzio in cui era sprofondato e dice “domani devo partire per la Croazia ma se esiste la possibilità di far qualcosa stasera io ci sono”. Con gente così al fianco come si può mollare senza lottare sino in fondo? Rapida telefonata all'ormai fratello di sangue Giuseppe Caffaro, ingegnere responsabile dell'assistenza FNM “O apri l'azienda e ci dai il volano e quant'altro ci serve, o il raid finisce qui”. La pronta risposta è “io mi trovo a 130 km da Atella (PZ) sede della FNM, e parto subito!” Noi siamo a poco meno di 200 km e partiamo un minuto dopo. Alle 18.30 siamo in FNM, prendo i ricambi, bacio l'ingegnere e ripartiamo sparati verso Bari con poco rispetto per il codice della strada. Alle 21.30 diamo inizio ai lavori che prevedono il distacco e lo spostamento del motore a mezzo di tavole di legno e di un tubo da impalcatura (datemi una leva...) e con il pensiero fisso sul come faremo a ricentrare tutti i fori del motore, sempre che si riesca a smontare e rimontare tutto quanto il resto. I lavori forzati terminano poco dopo le 04.00 del mattino di Ferragosto; siamo tutti stravolti ma Giacomo è irremovibile e vuole provare subito il gommone, quindi, motori in moto, si mollano gli ormeggi e si esce dal porto. Il miracolo è avvenuto perché il motore di destra adesso tira come l'altro e l'E-motion riprende finalmente a volare sulle onde. 

7° tappa: la tappa di oggi prevede la traversata diretta verso l'isola di Lastovo (Croazia) in compagnia di Giuseppe che vi si fermerà per le ferie; a bordo dell'E-motion gemello, spinto da due Mercruiser a benzina da 320 hp, vi sono la moglie Silvia, la piccola Giorgia e gli amici Franco e Angela. Anche oggi il mare arriva deciso sulle nostre prue ed è facile notare che il mio gommone ha un assetto più equilibrato del gemello, prestazione favorita dalla spinta a filo di carena prodotta dalle MiniRex 20. Dopo 5 ore di navigazione battente ma, finalmente priva di inconvenienti tecnici, possiamo finalmente festeggiare presso il ristorante Triton dove facciamo onore non solo al cuoco ma anche agli addetti alla pulizia delle pentole.


8°tappa: la meta di ogggi è Biograd dove incontrerò l'amico Mauro (Zamuner) della Mar.Co che si riposa dagli stress di fine stagione in compagnia del figlio Andrea. Dopo le tante vicissitudini dei giorni precedenti, le 110 miglia di mare calmo di oggi sono una vera passeggiata e alle 14.00 sono già al centro delle attenzioni dell'allegra banda Mar.Co. 

9° tappa: dopo un giorno e mezzo passato in così buona compagnia, non ho molta voglia di ripartire ma sono parecchio in ritardo con i tempi e poi, oggi, dovrei incontrare gli amici di Torino che si sono fermati a Cres per l'avaria ad una delle loro imbarcazioni. Entro nel piccolo cantiere/marina di Nerezine dove mi tocca un po' di manutenzione straordinaria per stringere i bulloni dei motori e fascettare la pompa del gasolio. E' un vero peccato che un bel borgo marinaro come Nerezine non disponga di un vero marina, visto il gran numero di imbarcazioni che navigano in questa zona che rappresenta una delle tappe obbligate tra l'Italia e le isole croate.

10° tappa) oggi mini tappa a ritroso sino all'isola di Molat per stare in compagnia degli amici; il rientro è previsto per domani, lunedì, giorno ideale per fare dogana, nonché giorno di riposo per l'amico Enrico Mattiazzi della Emmecar di Codevigo (PD) dove non dovrò far coda per alare l'E-motion. 

11° tappa) l'ultimo giorno di questo impegnativo raid ed il meteo mi regala un bel temporale con acqua a catinelle, fulmini in stereofonia, due alla volta, ed una tromba d'aria che, per fortuna, si allontana rapidamente. Il mare sbatte sempre sulla prua dell'E-motion che prosegue la sua navigazione sui 17/18 nodi senza curarsi troppo delle botte incassate quando, nelle vicinanze del promontorio di Pola, sorpasso una grossa imbarcazione (12/14 metri) che naviga, o meglio, arranca sotto costa alla ricerca di un riparo che s'intravede circa un miglio più avanti. Non posso fare a meno di comparare la sicurezza che offre il mio gommone, sto navigando a 18 nodi in tutta sicurezza, mentre la barca avanza alla pari di un ubriaco che ha smarrito la strada di casa. Poche miglia più avanti il mio pensiero viene suffragato dalla vista di un gommone che se la sta lottando con le onde su una rotta più vicina alla costa della mia; chi saranno questi due matti/coraggiosi che vanno in giro in una giornata così? Per saperlo non mi resta che aspettarli e chiederglielo. All'ingresso del porto di Pola mi avvicino e i matti risultano essere Alberto Bosio, ex presidente del sodalizio bresciano e la sua compagna Annelies Vanden Broucke; non posso che far loro i miei complimenti per il coraggio dimostrato ma l'Alberto dice che le previsioni meteo di ieri davano venti deboli da sud! Ma allora ho ragione io che non ci guardo mai... Siamo arrivati alla fine e due sono gli aspetti messi in luce da questo massacrante raid: il primo è di carattere tecnico e riguarda la straordinaria efficienza della triade E-motion 32/FNM HPE 250/MiniRex 20 che ha offerto un raro esempio di equilibrio nautico, unito a prestazioni e consumi di valore assoluto. Gli inconvenienti meccanici sono stati scatenati da un fattore esterno tant'è che tutto l'apparato propulsivo di sinistra non ha mai palesato il minimo inconveniente. Certo, i tecnici ZF dovranno migliorare il software delle MiniRex 20 e la FNM dovrà riprogettare qualche particolare come le staffe e la bulloneria degli intercooler, ma questo sistema propulsivo ha ampiamente dimostrato le sue notevoli potenzialità. Il secondo aspetto è di natura squisitamente umana ed è servito a dimostrare, una volta di più, che anche la più sofisticata tecnologia ben poco può senza la volontà e la caparbietà che sono prerogative uniche dell'uomo...

Le tappe

(Genova-Croazia-Venezia)
27/07 Genova – Cannigione (Sardegna) miglia 215
29/07 Cannigione – Arbatax miglia 90 
31/07 Arbatax – Villasimius miglia 60
01/08 Villasimius – Palermo miglia 220
04/08 Palermo – Roccella Jonica miglia 200
06/08 Roccella J – Crotone miglia 70
09/08 Crotone – Bari miglia 195 
15/08 Bari – Lastovo (Croazia) miglia 105
16/08 Lastovo – Biograd miglia 110
18/08 Biograd – Cres (Nerezine) miglia 70
19/08 Cres – Molat miglia 40 
20/08 Molat – Venezia miglia 140

Totale miglia percorse: 1.515 (km2.805)

Ore di navigazione totali: 74

Velocità media: 20,47 nodi (38.15 km/h)

Consumo totale: litri 2.900
Consumo orario: litri 19,60 x motore (litri/h 39,20 complessivi)

I protagonisti del raid

Il gommone

il Mar.Co E-motion utilizzato per il Raid Surface Drive 2007 rappresenta l'ammiraglia del cantiere di Muggiò (MI). Questo modello si caratterizza per un design particolarmente accattivante e abbina livelli costruttivi di pregio a ottime qualità nautiche che lo rendono particolarmente idoneo alla navigazione "ogni tempo". La coperta e gli accessori in VTR sono costituite da resine e supporti di elevata qualità mentre la carena viene realizzata mediante la moderna tecnologia dell'infusione. La parte gommata è interamente costituita da un tessuto di neoprene/hypalon della prestigiosa serie ORCA della Pennel & Flipo, nella grammatura da 1670 D.Tex. Esemplare il sistema autosvuotante statico che é costituito da numerosi ombrinali di grande diametro inseriti nel piano di coperta e forniti di apposite unghie per agevolare la raccolta delle acque. La cabina prodiera offre i giusti spazi per un confortevole riposo a due persone ed un locale bagno separato con altezza d'uomo; esuberante l’autonomia di navigazione fornita da un maxi serbatoio della capacità di 700 litri posizionato sotto al piano di coperta a centro battello e in grado di garantire lunghe percorrenze e sicurezza anche nelle tappe più impegnative. Grazie alla spinta perfettamente in asse con il la linea di carena offerta dal trio FNM HPE 250, ZF A 45 e MiniRex 20, l'E-motion 32 si è dimostrato un battello equilibratissimo in ogni condizione di navigazione e in grado di offrire eccezionali prestazioni con mare di pru

I motori

La CMD (Costruzione Motori Diesel) è un'azienda che produce e commercializza in tutto il mondo i motori marini con marchio FNM. Grazie ad innovativi e sofisticati sistemi di lavorazione, la CMD è in grado di realizzare unità particolarmente compatte e leggere, resistenti all'azione dell'ambiente marino e dotate di un favorevole rapporto peso/potenza. Il modello HPE 250 utilizzato (in coppia) per motorizzare il Mar.Co E-motion, è stato realizzato sulla base del motore FPT 2.4, conosciutissimo per il suo utilizzo sui modelli Alfa Romeo 159. Questo modernissimo propulsore eroga una potenza di 250 hp a fronte di una cilindrata di 2.400 cc suddivisa in cinque cilindri e 20 valvole, ed è dotato di un sistema di alimentazione Common Rail Multijet di ultima generazione; quanto sopra ha offerto un'eccellente coppia motrice, pesi particolarmente contenuti, consumi ridottissimi e una bassa rumorosità. Nonostante l'handicap delle eliche troppo lunghe, le prestazioni ed i consumi sono stati di assoluto rilievo visto che i due FNM HPE 250 hanno saputo spingere a 25 nodi un battello con un peso oscillante tra i 45 e i 50 quintali, con un consumo inferiore ai 20 litri/h cadauno. 
I motori FNM sono distribuiti in esclusiva per l'Italia, la Croazia e la Slovenia dalla Italmarine di Torre d'Isola (PV) www.itlamarine.it

Riduttori e Trasmissioni ZF

le ottime caratteristiche degli FNM HPE 250 sono state esaltate dall'abbinamento con l'innovativo sistema di propulsione formato dal binomio riduttore/invertitore ZF 45 A e alle trasmissioni di superficie ZF MiniRex 20. Queste ultime sono praticamente prive di appendici, se si eccettua la piccola ed affilata pinnetta direzionale e sono esenti da attriti d'immersione, problematica di cui soffrono tutti gli altri sistemi di trasmissioni tradizionali, quali i piedi poppieri e le linee d'asse. Le MiniRex 20 sono interamente realizzate in acciaio inox e sono dotate di attuatori idraulici che consentono la variazione dell'angolo di spinta (trim) e del timone; l'unica problematica emersa durante il montaggio è da attribuirsi al malfunzionamento dello strumento (touch screen) che ne controlla e segnala le funzioni.

Apparati di navigazione

un raid così impegnativo abbisogna di strumenti di navigazione e di sicurezza dotati di notevole precisione e grande affidabilità, per questo motivo abbiamo scelto di utilizzare il plotter cartografico a colori Navman Tracker 5600 della Plastimo. Questo plotter cartografico è in grado di sfruttare appieno la nuova cartografia elettronica C-Map Max prodotta dalla C-Map di Viareggio, leader mondiale del settore.
A compendio degli strumenti elettronici di navigazione era installata una bussola magnetica modello Offshore 135 della Plastimo, uno strumento creato appositamente per le imbarcazioni veloci e dotato di una straordinaria affidabilità, unita ad un elevato fattore di smorzamento della rosa dei venti.


Sea Adventure ringrazia:

Mar.Co Marine – CMD/FNM – Italmarine - ZF Marine – Tecnoresin – Ve.Co - Nuova Rade – C-Map – Nautinox – Istituto Nazionale Tributaristi – Città di Acqui Terme.

storia